ponce abruzzese

Ponce abruzzese: storia, ricetta e tradizione del liquore di agrumi nato nel 1881

Introduzione

Non tutti i liquori possono vantare una recensione poetica. Il Ponce abruzzese sì. Quando Cesare De Titta lo assaggiò, lo definì una “bevanda che fa vivere cent’anni e cento mesi”.
Infatti, questo digestivo dal colore ambrato unisce profumi agrumati e note di rum in una ricetta che affonda le radici nell’Ottocento.
Per questo motivo, il Ponce rappresenta ancora oggi uno dei simboli più autentici della tradizione liquoristica abruzzese.


Le origini tra speziali e monaci

Le radici del Ponce abruzzese sono legate alla tradizione erboristica e farmaceutica della regione.
In passato, infatti, speziali e farmacisti custodivano ricette a base di erbe, agrumi e alcol con proprietà digestive.

Tra questi spicca il lavoro del farmacista Paolo Alleva, attivo a Fara San Martino. Tuttavia, fu nel borgo di Villa Santa Maria che il liquore trovò la sua forma più celebre.

Secondo la tradizione, inoltre, la ricetta sarebbe stata tramandata da monaci benedettini di passaggio.
Una leggenda coerente con la forte presenza monastica in Abruzzo, soprattutto nell’area della Maiella.


Francesco Jannamico e la nascita del Ponce moderno

La svolta arriva con Francesco Jannamico, che avviò la produzione già nel 1881.
Successivamente, nel 1888, il prodotto venne ufficialmente registrato e iniziò a diffondersi su larga scala.

Grazie alla qualità degli ingredienti e alla lavorazione artigianale, il Ponce conquistò rapidamente notorietà.
Infatti, tra il 1898 e il 1912 ottenne numerosi riconoscimenti internazionali.

Il più importante?
La medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, un traguardo significativo per un liquore nato in un piccolo borgo dell’Appennino.


Cosa caratterizza il Ponce abruzzese

Il Ponce è un liquore dal colore ambrato intenso, quasi scuro.
Si ottiene tramite infusione a freddo di bucce di agrumi — arance, limoni e mandarini — a cui si aggiungono zucchero caramellato, alcol e rum.

Il risultato è un prodotto deciso:

  • Gradazione: circa 45%
  • Aroma: agrumato e speziato
  • Gusto: dolce ma strutturato

Inoltre, il rum introduce una nota esotica che contrasta con i profumi più tipicamente montani delle erbe locali.


La ricetta del Ponce fatto in casa

A differenza di altri liquori abruzzesi, il Ponce ha una preparazione relativamente veloce.
Infatti, la macerazione dura solo 24 ore.

Ingredienti

  • Bucce di 2 arance, 1 limone e 1 mandarino
  • 300 g di alcol a 95°
  • 400 g di zucchero
  • 300 g di acqua
  • 100 ml di rum

Preparazione

Per prima cosa, si lasciano macerare le bucce nell’alcol per un giorno.
Successivamente, si prepara lo sciroppo sciogliendo lo zucchero in acqua e caramellandone una parte.

Una volta raffreddato, lo sciroppo viene unito all’infuso filtrato insieme al rum.
Infine, si imbottiglia e si lascia riposare almeno 15 giorni.

Il risultato, quindi, è un liquore molto simile all’originale, anche se con sfumature più artigianali.


Come si beve il Ponce

Uno degli aspetti più interessanti del Ponce è la sua versatilità.

Può essere gustato in diversi modi:

  • Freddo come digestivo
  • Caldo, diluito in acqua, come punch
  • Nel latte, secondo la tradizione popolare
  • Nel caffè o nel tè, per esaltarne l’aroma
  • Con seltz, come bevanda estiva
  • Sul gelato, per un tocco aromatico

In particolare, la versione calda nel latte è legata ai rimedi casalinghi contro raffreddore e mal di gola.


BOX RIASSUNTIVO

Ponce abruzzese — in breve

✔ Origine: Villa Santa Maria (CH)
✔ Inventore: Francesco Jannamico (1881)
✔ Ingredienti: agrumi, zucchero caramellato, alcol, rum
✔ Colore: ambrato scuro
✔ Gradazione: circa 45%
✔ Macerazione: 24 ore
✔ Premi: oro Parigi 1900 + 18 riconoscimenti
✔ Categoria: Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT)
✔ Consumo: freddo, caldo, nel latte o sul gelato


FAQ – Ponce abruzzese: domande e risposte

Cos’è il Ponce abruzzese?
È un liquore tradizionale dell’Abruzzo a base di bucce di agrumi, zucchero caramellato, alcol e rum.

Chi ha creato il Ponce?
La produzione è legata a Francesco Jannamico, attivo a Villa Santa Maria tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Ha vinto premi internazionali?
Sì, tra cui la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Come si consuma tradizionalmente?
Soprattutto come digestivo, ma anche caldo, nel latte o nel caffè.

Si può preparare in casa?
Sì, grazie a una macerazione breve che rende la ricetta accessibile anche a livello domestico.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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