Leopoldo Muzii

Leopoldo Muzii: il sindaco che fece scendere Castellammare dal colle al mare e inventò la città moderna che oggi si chiama Pescara

Introduzione

C’è una piazza, nel cuore di Pescara, che porta il suo nome. C’è un mercato coperto che ne rappresenta il fulcro. E c’è anche una via a lui dedicata, con una lapide sul palazzo di via Bovio. Eppure, Leopoldo Muzii resta oggi uno dei personaggi meno conosciuti della storia cittadina. Fu sindaco di Castellammare Adriatico dal 1880 al 1903. Per oltre vent’anni dominò la scena politica e urbanistica della futura Pescara. Nato nel 1847, apparteneva a una delle principali famiglie teramane. La sua famiglia possedeva terreni proprio nel territorio di Castellammare Adriatico. Per questo motivo, fu tra le figure più influenti tra Ottocento e Novecento. E, soprattutto, ebbe un ruolo decisivo nello sviluppo della città. Era però un uomo complesso. Da un lato mostrava grande generosità pubblica. Dall’altro, non mancavano conflitti di interesse privati. Una contraddizione evidente. E, in fondo, anche lo specchio della città che contribuì a costruire.


Le origini: una famiglia di industriali teramani

Figlio di Michele, un industriale che impiantò nei pressi della propria villa una fabbrica di liquirizia con circa 70 operai e anche una fornace di laterizi, Leopoldo fu eletto sindaco il 23 ottobre del 1880 e aprì per Castellammare “la nuova istoria”, a detta di Garibaldo Bucco.

Era un uomo di famiglia ricca e influente, il padre industriale, i terreni ereditati che si estendevano lungo la pianura costiera, i legami politici con la classe dirigente teramana che governava la sponda nord del fiume. Quando arrivò alla carica di sindaco aveva 33 anni e una visione chiara di cosa volesse fare, trasformare quel borgo collinare sparso in una vera città moderna, capace di competere con la vicina Pescara e di sfruttare le potenzialità del mare e della ferrovia.


Il primo atto: il Municipio scende dai colli al mare

Il primo atto politicamente significativo del nuovo Sindaco fu il trasferimento del Municipio dai Colli alla Piana, dal 1° gennaio del 1881, ospitato in una palazzina di proprietà di Giuseppe Coppa, situata di fronte alla Villa della famiglia Muzii, con un affitto di 500 lire l’anno.

Un primo atto che diceva tutto sull’uomo e sulla sua visione e anche sui suoi interessi. Spostare il Municipio dai colli al mare significava spostare il baricentro dell’intera vita civica della città verso la pianura costiera. Significava dichiarare che il futuro di Castellammare non era sulla collina, attorno al santuario della Madonna dei Sette Dolori, ma sul lungomare, vicino alla stazione ferroviaria, vicino al porto. E non a caso il nuovo municipio fu ospitato in un edificio di fronte alla villa di famiglia a sottolineare che il potere politico e quello economico privato erano nelle stesse mani.


Il Piano Regolatore del 1882: la città che nasce su carta

Fu proprio lui, da sindaco, a far approvare nel 1882 il primo “Piano regolatore di ampliamento” che portò Castellammare a una nuova forma di sviluppo, scendendo di fatto dalla collina al mare.

Il piano, elaborato dal geometra Tito Altobelli, prevedeva una divisione della città in tre aree: commerciale a sud verso il fiume, amministrativa verso il Municipio, residenziale a nord. Ma gli interessi del Sindaco erano in direzione dei suoi terreni, con l’evidente intento di valorizzare le aree di sua proprietà, e quindi spinse per modificare il piano di ampliamento con l’obiettivo di incanalare verso nord le direttrici dello sviluppo e non verso Pescara, come appariva più naturale.

Era il conflitto di interessi più antico del mondo, il politico che usa il potere pubblico per valorizzare i propri beni privati. Muzii lo fece con una spregiudicatezza che i contemporanei registrarono e i posteri hanno giudicato con misura diversa. Ma il risultato concreto fu uno sviluppo urbanistico che pur con tutte le sue distorsioni trasformò davvero Castellammare in una città moderna.


Le opere concrete: acquedotto, illuminazione e strade

Al di là delle polemiche sul conflitto di interessi, il bilancio delle realizzazioni materiali di Muzii è impressionante. Il risultato concreto della politica di Muzii fu l’avvio deciso della colonizzazione della fascia costiera, tramite la costruzione di un nuovo acquedotto, di nuove strade alberate, la creazione delle prime linee di illuminazione pubblica e la sistemazione, inizialmente in strutture precarie e inadeguate, dei primi edifici scolastici.

A lui si deve il primo piano regolatore del 1882, la realizzazione di un nuovo acquedotto più adatto alle dimensioni della città, nuove strade, ma soprattutto portò l’illuminazione pubblica.

Acquedotto, illuminazione, strade alberate, scuole sono le infrastrutture di base di qualsiasi città moderna. Prima di Muzii, Castellammare non ne aveva quasi nessuna. Dopo di lui, la città era riconoscibile come un nucleo urbano dotato dei servizi essenziali. Un’eredità concreta che sopravvive ancora oggi nella struttura di strade e quartieri del centro pescarese.


Il caffè-concerto e il turismo balneare

Muzii non si occupò solo di urbanistica pesante, ebbe anche una visione della città come luogo di svago e turismo che era straordinariamente moderna per l’epoca. Tra le tante iniziative che caratterizzarono il suo operato e a testimonianza della sua visione della moderna Castellammare, la creazione nel 1883 per suo diretto interessamento di uno dei primi caffè-concerto che offriva ai villeggianti un elegante luogo dove incontrarsi e intrattenersi. I costi finanziari dell’iniziativa vennero parzialmente coperti tramite una sottoscrizione promossa dallo stesso Sindaco tra i turisti e i cittadini.

Il caffè-concerto, uno dei primi in Abruzzo, fu un segnale preciso: Castellammare voleva attrarre l’alta borghesia estiva, voleva essere una destinazione alla moda, voleva competere con le colonie balneari più celebrate dell’Adriatico. Muzii lo capì prima di tutti e agì di conseguenza.


D’Annunzio e il ritratto del Gran Nimico

Nessuno ha ritratto Muzii con più precisione e più ironia di Gabriele D’Annunzio nelle Novelle della Pescara. Il sindaco compare come il “Gran Nimico” nella novella “La guerra del ponte” con un ritratto che è una caricatura al vetriolo: Gabriele D’Annunzio fa questa simpatica descrizione di Leopoldo Muzii: “È il sindaco un piccolo dottor di legge cavaliere, tutto untuosamente ricciutello, con omeri sparsi di forfora, con chiari occhietti esercitati alle dolci simulazioni.”

Un ritratto crudele nella forma ma non necessariamente sbagliato nella sostanza. Muzii era un uomo di potere e D’Annunzio i potenti li conosceva bene, era cresciuto in quella stessa città, aveva assistito da bambino alle maniere del sindaco, aveva capito la sua psicologia di affabulatore paternalistico.

Eppure, paradossalmente, D’Annunzio stesso riconosceva, nei momenti meno satirici, la grandezza dell’opera di Muzii. Perché senza quel sindaco “untuosamente ricciutello” la Pescara moderna probabilmente non sarebbe mai nata.


Il colera e la generosità inaspettata

C’era però un altro lato di Muzii che sfugge alla caricatura dannunziana, quello della generosità concreta nei momenti di emergenza. La sua vicinanza alla classe operaia venne raccontata più volte anche dallo stesso D’Annunzio, e la memoria popolare ricorda un piccolo ma significativo episodio nel periodo in cui si era diffuso il colera nella zona dei Colli: Leopoldo Muzii insieme ad altri cittadini si recò senza indugi a contatto con gli ammalati per portare loro aiuto e conforto.

Andare di persona dai malati di colera, in un’epoca in cui il contagio poteva essere mortale, era un atto di coraggio che non aveva nulla di politico e molto di umano. Quell’episodio tramandato dalla memoria popolare, dice qualcosa di Muzii che il ritratto satirico di D’Annunzio non dice: che dietro il politico spregiudicato c’era un uomo capace di autentica solidarietà.


La morte e il lutto cittadino

Alla sua morte per peritonite il 22 marzo 1903, “la coscienza che un momento felice si sia perso per lunghissimo tempo è pronta ed immediata, e le autorità cittadine gli tributarono ogni onore”, intitolandogli anche la via del Municipio di Castellammare, prima di allora nota come via Marilungo, e apponendo una lapide sulla sua casa in viale Bovio 71, che recita: “Qui visse operosa e benedetta si spense l’eletta mente di Leopoldo Muzii”.

Ventitré anni di sindacatura, una città trasformata dalle fondamenta, una piazza che porta ancora il suo nome e una lapide su un palazzo che nessuno legge più. È il destino comune dei grandi costruttori di città: sopravvivono nelle strade che hanno tracciato, non nei libri di storia.


Box Riassuntivo

Leopoldo Muzii — scheda

  • Nato: Castellammare Adriatico, 1847
  • Morto: 22 marzo 1903 (peritonite)
  • Padre: Michele Muzii, industriale (fabbrica di liquirizia, fornace laterizi)
  • Eletto sindaco: 23 ottobre 1880
  • Sindaco fino al: 1903 (23 anni di carica)
  • Primo atto: trasferimento Municipio dai colli alla piana (1° gennaio 1881)
  • Opera principale: Piano Regolatore di ampliamento del 1882
  • Infrastrutture realizzate: acquedotto, illuminazione pubblica, strade alberate, prime scuole
  • Fondò: uno dei primi caffè-concerto d’Abruzzo (1883)
  • Immortalato da D’Annunzio come: “il Gran Nimico” nelle Novelle della Pescara
  • Memoria nella città: Piazza Muzii (mercato), via Muzii, lapide in viale Bovio 71

FAQ – Leopoldo Muzii: le domande più frequenti sul sindaco di Castellammare

Chi era Leopoldo Muzii? Leopoldo Muzii nato nel 1847 fu tra i personaggi più in vista della vita politica locale tra il 1800 e il 1900 e una delle figure centrali per lo sviluppo di Castellammare Adriatico. Figlio di Michele, un industriale, Leopoldo fu eletto sindaco il 23 ottobre del 1880.

Cosa fece Muzii per la città? Il risultato concreto della sua politica fu l’avvio deciso della colonizzazione della fascia costiera, tramite la costruzione di un nuovo acquedotto, di nuove strade alberate, la creazione delle prime linee di illuminazione pubblica e la sistemazione dei primi edifici scolastici.

Perché D’Annunzio lo descrisse come “Gran Nimico”? D’Annunzio ritraeva Muzii come il sindaco di Castellammare impegnato nella guerra commerciale contro Pescara nonchè la città di D’Annunzio. Il ritratto satirico del “piccolo dottor di legge cavaliere” riflette l’ironia del poeta verso la classe politica locale, ma anche il riconoscimento implicito del peso di quell’uomo nella storia della città.

Perché il suo nome è rimasto nella toponomastica pescarese? Piazza Muzii, oggi il cuore del centro pedonale e del mercato coperto, porta il suo nome in memoria di ventitré anni di sindacatura che trasformarono Castellammare da borgo collinare a città moderna. Per anni la circoscrizione Castellammare ha ruotato soprattutto attorno al suo nome: fu lui, da sindaco, a far approvare nel 1882 il primo Piano regolatore di ampliamento che portò Castellammare a una nuova forma di sviluppo.

Quando morì Leopoldo Muzii? Morì per peritonite il 22 marzo 1903. Alla sua morte le autorità cittadine gli tributarono ogni onore, intitolandogli la via del Municipio e apponendo una lapide sulla sua casa in viale Bovio 71.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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