Zdeněk Zeman e il Pescara: il calcio spettacolare che fece sognare la città

Quando si parla della storia recente del Pescara Calcio, il nome di Zdeněk Zeman occupa un posto speciale.
Il tecnico boemo, arrivato sulla panchina biancazzurra nell’estate del 2011, riuscì infatti a trasformare una squadra giovane in una delle realtà più spettacolari del calcio italiano.

Quel Pescara non conquistò soltanto la promozione in Serie A dopo diciannove anni di assenza. Inoltre riportò entusiasmo in città, riempiendo lo stadio Adriatico e lasciando un’eredità tecnica ancora oggi ricordata da tifosi e appassionati.

La stagione 2011-2012 viene infatti considerata una delle più emozionanti nella storia sportiva pescarese, al pari delle grandi annate del Delfino raccontate nella lunga evoluzione del calcio cittadino.


Chi è Zdeněk Zeman

Nato a Praga nel 1947, Zeman si trasferì in Italia dopo gli eventi della Primavera di Praga del 1968.
La sua carriera da allenatore si sviluppò quasi interamente nel calcio italiano, dove divenne celebre per il suo stile offensivo e per il celebre modulo 4-3-3.

Nel corso degli anni allenò squadre come Foggia, Lazio, Roma e Lecce, diventando famoso per un calcio spettacolare, verticale e ricco di gol.

Tuttavia fu proprio a Pescara che riuscì a creare una delle squadre più iconiche della sua carriera.


L’arrivo di Zeman a Pescara nel 2011

Nell’estate del 2011 il Pescara decise di affidarsi a Zeman per rilanciare il progetto tecnico del club.
La scelta inizialmente suscitò curiosità, perché il tecnico boemo arrivava da stagioni altalenanti. Tuttavia, nel giro di pochi mesi, la squadra iniziò a esprimere un calcio travolgente.

Il suo Pescara giocava con ritmi altissimi, pressing offensivo e continue verticalizzazioni. Inoltre lo stadio Adriatico tornò a vivere serate di entusiasmo che la città non vedeva da tempo.

La squadra chiuse il campionato di Serie B 2011-2012 con:

  • 83 punti
  • miglior attacco del torneo con 90 gol
  • promozione diretta in Serie A
  • vittoria del campionato cadetto

Il Pescara dei giovani talenti

Uno degli aspetti più ricordati dell’esperienza di Zeman riguarda la crescita di giovani calciatori poi diventati protagonisti internazionali.

In quella stagione esplosero infatti:

Immobile diventò capocannoniere della Serie B, mentre Verratti attirò l’attenzione dei grandi club europei grazie alla sua visione di gioco.
Insigne, invece, divenne uno dei simboli offensivi di quella squadra grazie alla rapidità e alla qualità tecnica.

Per questo motivo il Pescara di Zeman viene ancora oggi ricordato come una delle squadre più divertenti e talentuose del calcio italiano degli anni Duemila.


In breve: perché il Pescara di Zeman è rimasto nella memoria

✔ Promozione in Serie A dopo 19 anni
✔ Miglior attacco della Serie B 2011-2012
✔ Lancio di Verratti, Immobile e Insigne
✔ Calcio offensivo e spettacolare
✔ Grande entusiasmo in città e allo stadio Adriatico


Il legame tra Zeman e la città di Pescara

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L’esperienza di Zeman a Pescara andò oltre il semplice risultato sportivo.
Infatti il tecnico riuscì a creare un forte legame emotivo con la tifoseria biancazzurra e con la città.

In quel periodo Pescara viveva una fase di grande entusiasmo sportivo e il calcio diventò un elemento identitario molto forte. Le partite del Delfino richiamavano migliaia di persone allo stadio Adriatico, trasformando ogni gara in un evento cittadino.

Allo stesso tempo, il gioco offensivo del boemo contribuì a dare visibilità nazionale alla squadra abruzzese.


Il ritorno alla Roma e i successivi ritorni a Pescara

Dopo la promozione del 2012, Zeman lasciò il Pescara per tornare sulla panchina della Roma.
L’esperienza nella capitale, tuttavia, durò pochi mesi.

Negli anni successivi il tecnico tornò più volte a Pescara. In particolare nel 2017 guidò nuovamente il Delfino in Serie A e successivamente in Serie B. Inoltre nel 2023 fece ritorno sulla panchina biancazzurra in Serie C, confermando il rapporto speciale con l’ambiente pescarese.

Anche dopo i problemi di salute che lo costrinsero a interrompere l’attività nel 2024, il nome di Zeman è rimasto profondamente legato alla storia recente del club.


L’eredità del calcio di Zeman

Il calcio di Zeman ha influenzato intere generazioni di allenatori e tifosi.
Le sue squadre, infatti, sono sempre state riconoscibili per intensità, coraggio offensivo e valorizzazione dei giovani.

A Pescara questa eredità è ancora molto presente. La stagione 2011-2012 viene ricordata non soltanto per la promozione, ma anche per l’identità calcistica costruita attorno al Delfino.

Per molti appassionati, quel Pescara rappresenta ancora oggi uno dei simboli più belli dello sport cittadino.


FAQ – Zdeněk Zeman e il Pescara

Quando allenò il Pescara Zeman?

Zeman allenò il Pescara principalmente nella stagione 2011-2012, riportando il club in Serie A. Tornò poi anche nel 2017 e nel 2023.

Quali giocatori lanciò Zeman a Pescara?

Durante l’esperienza pescarese valorizzò soprattutto Marco Verratti, Ciro Immobile e Lorenzo Insigne.

Che modulo utilizzava Zeman?

Il tecnico boemo è famoso per il suo 4-3-3 offensivo basato su pressing alto, verticalizzazioni e gioco spettacolare.

Perché il Pescara del 2012 è così ricordato?

Perché unì risultati, spettacolo e giovani talenti, diventando una delle squadre più amate della Serie B moderna.

Qual è il soprannome di Zeman?

Zeman è conosciuto come “il Boemo”, riferimento alle sue origini ceche.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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