Le feste religiose di Pescara

Le feste religiose di Pescara: storia, tradizioni e significati delle tre grandi celebrazioni che scandiscono l’anno della città

Introduzione

Pescara ha tre anime religiose distinte, tre devozioni radicate in altrettante parti della città, tre feste che ogni anno riportano i pescaresi a fare i conti con la propria storia più antica. C’è il patrono San Cetteo, martire del VI secolo il cui corpo giunse alla foce del fiume trasportato dalla corrente e che ogni 10 ottobre riunisce la città in processione per le strade di Pescara Vecchia. C’è la Madonna dei Sette Dolori, apparsa secondo la tradizione su una pietra tra le querce dei Colli tra il XVI e il XVII secolo, oggi venerata nella Basilica Minore e celebrata ogni prima domenica di giugno. E c’è Sant’Andrea, patrono dei pescatori, il cui giorno, l’ultima domenica di luglio, vede la statua del santo navigare in processione sull’Adriatico, su una flottiglia di barche addobbate a festa. Tre feste, tre identità, un’unica città.


San Cetteo: il patrono martire e la festa del 10 ottobre

Le origini del culto: il corpo portato dal fiume

La devozione verso San Cetteo è la più antica delle tre grandi feste pescaresi e affonda le sue radici nel VI secolo dopo Cristo. Secondo una tradizione ampiamente leggendaria, San Cetteo venne ingiustamente accusato di aver tradito la sua città al tempo della discesa dei longobardi in Italia: avrebbe subito il martirio per annegamento nel 597, e il suo corpo, gettato nel fiume Aterno-Pescara con una mola di pietra legata al collo, sarebbe stato miracolosamente trasportato dalla corrente fino alla foce del fiume, a Pescara, dove sarebbe stato raccolto il 10 ottobre e sepolto nella chiesa che poi gli fu intitolata.

Da quel momento il luogo della sepoltura divenne meta di culto e il 10 ottobre, giorno del ritrovamento del corpo, rimase impressso nel calendario religioso pescarese per sempre. Pescara Porta Nuova aveva e diffondeva l’immagine devozionale di San Cetteo, il patrono del quartiere più antico della città, il cuore storico di Portanuova e Pescara Vecchia.

La festa antica: barche sul fiume e bande rivali

Fino alla Prima Guerra Mondiale, la festa di San Cetteo aveva una dimensione molto diversa da quella attuale. Fino al primo conflitto bellico a Pescara, tutto il rito della festa di San Cetteo si svolgeva intorno al fiume, simbolo di vita, di trasformazione, di identità, di tradizione. La domenica mattina il corteo processionale, a mezzogiorno, passava sul ponte di barche addobbate a festa e la statua del Santo si fermava rivolgendosi religiosamente verso il fiume e verso la piccola flotta di “barchitti” da cui partivano spari e bombe d’aria.

La competizione tra le bande musicali era parte integrante della celebrazione: per San Cetteo venivano a Pescara le migliori bande della regione e con esse molti sostenitori che facevano un grandissimo tifo. Rimangono vive testimonianze della rivalità di queste bande, ognuna con i suoi suonatori, le sue astuzie per conquistare le piazze, che restano una significativa testimonianza della storia del costume abruzzese.

La cattedrale voluta da D’Annunzio e la festa oggi

Il legame tra San Cetteo e la storia di Pescara si fece ancora più stretto nel Novecento grazie all’intervento diretto di Gabriele D’Annunzio, che volle la costruzione della nuova cattedrale a lui dedicata come condizione per sostenere economicamente l’opera. La chiesa fu elevata a dignità di Cattedrale il 1° settembre 1977, in occasione del XIX Congresso Eucaristico Nazionale.

La festa di San Cetteo non è però solo un momento religioso: è anche un’occasione di partecipazione popolare che anima la città con concerti, spettacoli serali, intrattenimenti in piazza e iniziative di solidarietà. In questo modo la festa del patrono si trasforma in un evento capace di unire diverse generazioni e di mantenere vivo il senso di appartenenza alla comunità pescarese.

Con la processione di San Cetteo del 10 ottobre, si chiudono ogni anno i festeggiamenti per il Santo patrono della città. Partita dalla cattedrale al termine della solenne celebrazione liturgica, la processione attraversa la parte vecchia di Pescara, seguita dai fedeli, dalle autorità civili, militari, religiose e accompagnata dalla grande banda musicale.


La Madonna dei Sette Dolori: l’apparizione sulle pietre dei Colli

L’apparizione tra le querce del XVI-XVII secolo

La tradizione della festa è antichissima: da notizie storiche e documenti tramandati, il culto della Madonna nell’attuale quartiere dei Colli ha origine tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, quando il luogo dell’attuale santuario era ricoperto di cespugli e querce dove i contadini conducevano al pascolo le greggi. Un giorno su una pietra apparve l’immagine della Madonna, nella scena della deposizione della Croce: Maria aveva sette spade conficcate nel cuore e, sulle ginocchia, il corpo senza vita di suo Figlio.

L’immagine fu portata in una piccola cappella, ma secondo la tradizione il mattino seguente era tornata nel luogo dell’apparizione, segno interpretato come un messaggio divino sul luogo in cui doveva sorgere il santuario. La nascita ufficiale della parrocchia risale al 26 novembre 1665, giorno in cui il vescovo Raffaele Esuberanzio celebrò il primo battesimo. Solo in seguito fu realizzato il santuario vero e proprio, consacrato ufficialmente il 30 gennaio 1757.

Il miracolo della pioggia del 1893 e la consacrazione popolare

Il momento che consacrò definitivamente la devozione popolare verso la Madonna dei Sette Dolori fu il miracolo della pioggia, avvenuto nel 1893 durante una grave siccità. Il reverendo don Cetteo Cervone, di fronte al rito dei fedeli, decise di fare una grande processione che, partendo dai Colli, arrivava fino al Borgo Marino nord per implorare, di fronte all’Adriatico, la pioggia della salvezza. La Banda di Spoltore la mattina alle cinque era già davanti alla chiesa, le campane cominciavano a suonare a stormo per chiamare i fedeli e, ai loro rintocchi, rispondevano le campane di San Cetteo, di San Panfilo, quelle di Villa del Fuoco e di San Rocco delle Piane.

Compagnie di fedeli iniziavano pellegrinaggi al Santuario della Madonna dei Sette Dolori a piedi scalzi, recando torce e quadri, salmodiando ed inneggiando alla Madonna. Venivano pellegrini da tutti i paesi del circondario e una volta giunti davanti al Santuario, facevano sui gradini e nella chiesa lo “struscio della lingua”. Secondo la tradizione, la pioggia arrivò. Da quel momento il culto della Madonna dei Colli divenne uno dei più radicati dell’intera provincia.

Basilica Minore e patrona della diocesi

I riconoscimenti ecclesiastici arrivarono nel Novecento in rapida successione. Il 3 dicembre 1952 papa Pio XII proclamò la Madonna dei Sette Dolori celeste patrona della diocesi di Penne-Pescara. Con decreto del 16 gennaio 1959 di papa Giovanni XXIII, si elevò la chiesa alla dignità di Basilica Minore. Dal 1948 il santuario è affidato all’ordine dei Frati Minori Cappuccini.

La festa di giugno: dal pellegrinaggio scalzo alla sagra popolare

La festa, che ricorre tutti gli anni la prima domenica di giugno, attrae devoti dall’Abruzzo e anche da fuori regione. La celebrazione moderna conserva la struttura tradizionale: processione, messa solenne, momento devozionale, ma si è arricchita nel tempo di una dimensione popolare e festiva che la rende una delle manifestazioni più sentite dell’estate pescarese. La festa è inserita nel calendario degli eventi dell’Amministrazione comunale, per la sua storicità.

A Pescara Colli era ed è divulgata l’immagine della Madonna dei Sette Dolori e ancora oggi chi è cresciuto al Colli conserva un legame speciale con questa festa, quasi un appuntamento familiare che non si può mancare.


Sant’Andrea: la processione in mare dell’ultima domenica di luglio

1867: la chiesa nel borgo dei pescatori

La più “giovane” delle tre grandi feste religiose di Pescara nasce con una data precisa e una storia precisa. La tradizione risale al 1867, quando a Castellammare Adriatico, nella zona del borgo dei pescatori, nei pressi del porto e del fiume, fu costruita una chiesa dedicata a Sant’Andrea apostolo.

In quello stesso 1867 venne anche smantellata la cinquecentesca fortezza borbonica e la città abbandonò il suo ruolo di bastione militare in favore di una più spiccata vocazione per il commercio e le attività economiche. La costruzione di una chiesa per i pescatori, dunque, coincise con il momento in cui Pescara stava reinventando se stessa come città aperta al mare e al commercio.

La processione in mare: un rito unico

Ciò che rende la festa di Sant’Andrea assolutamente unica nel panorama delle tradizioni religiose abruzzesi è la sua dimensione marittima. La Festa di Sant’Andrea si svolge l’ultima domenica di luglio, in onore di Sant’Andrea apostolo, patrono dei pescatori. La giornata di festa si articola in momenti celebrativi, devozionali e folcloristici: alle 9.00 si celebra la Santa Messa nella Chiesa di Sant’Andrea presieduta dall’Arcivescovo. Alle 10.30 la Statua di Sant’Andrea apostolo esce dalla chiesa e viene condotta da un corteo verso il porto-canale, dove la attende una flotta di barche addobbate a festa: tra queste, ne è stata scelta una che diventa l’ammiraglia, ossia quella che ha l’onore e il compito di portare la statua del Santo patrono.

La processione delle barche esce dal porto e prende il largo, costeggiando la spiaggia fino all’altezza di Montesilvano, dove sono gettate le corone d’alloro e i fiori per ricordare i caduti e i dispersi in mare. A questo punto, la flotta rientra in porto.

Il momento più toccante è quello delle corone gettate in acqua: ogni anno la comunità marinara rende omaggio ai pescatori che non sono tornati, un gesto che unisce fede e memoria collettiva in modo straordinariamente diretto.

La tradizione del divieto di balneazione e la notte degli spari

La consuetudine pescarese vuole che in questo giorno non si possa fare il bagno in mare se non dopo aver partecipato alla processione. Un’usanza ancora rispettata da molte famiglie, che trasforma la giornata in un rito collettivo di attesa e partecipazione.

La consuetudine vuole che, se il mare è calmo e dunque la processione si può svolgere regolarmente, l’anno che verrà sarà propizio per la pesca; viceversa ci sarà da aspettarsi un anno gramo.

La sera del lunedì chiude la festa con il momento più spettacolare. Il lunedì sera, i tradizionali “spari”: intorno alla mezzanotte decine di migliaia di pescaresi si riversano sulla spiaggia o lungo la riviera per assistere al meraviglioso spettacolo pirotecnico che sancisce la fine della festa.


Box informativo

Le tre feste religiose di Pescara — calendario e scheda

FestaDataLuogo di cultoQuartiereOrigine
San Cetteo10 ottobreCattedrale di San CetteoPortanuova / Pescara Vecchia597 d.C. (martirio)
Madonna dei Sette Dolori1ª domenica di giugnoBasilica Minore, Largo MadonnaPescara ColliXVI-XVII sec. (apparizione)
Sant’AndreaUltima domenica di luglioParrocchia di Sant’AndreaBorgo Marino Nord1867 (fondazione chiesa)

Tre feste, tre anime di Pescara

Le tre grandi feste religiose di Pescara non sono solo calendari liturgici. Sono lo specchio delle tre anime storiche della città: Pescara Colli con la Madonna dei Sette Dolori, Pescara Centrale con Sant’Andrea, Pescara Porta Nuova con San Cetteo. Ogni quartiere ha il suo santo, ogni comunità ha la sua storia, ogni festa ha il suo modo di raccogliere i pescaresi intorno a qualcosa che li precede e li sopravvive. San Cetteo porta con sé duemila anni di stratificazione religiosa e civile nel quartiere più antico. La Madonna dei Sette Dolori porta con sé i Colli, i contadini, le greggi e i miracoli impetrati in tempi di carestia. Sant’Andrea porta con sé il mare, la fatica dei pescatori, i caduti in acqua e la speranza di un anno di pesca abbondante.


FAQ – Le feste religiose di Pescara: le domande più frequenti

Quante sono le grandi feste religiose di Pescara? Tre: la festa di San Cetteo il 10 ottobre, la festa della Madonna dei Sette Dolori la prima domenica di giugno e la festa di Sant’Andrea l’ultima domenica di luglio. Ognuna corrisponde a un quartiere storico diverso e a una tradizione devozionale distinta.

Cos’è la processione di Sant’Andrea e perché è unica? La processione si svolge in mare: la statua di Sant’Andrea viene imbarcata sull’ammiraglia e la flotta di barche addobbate a festa costeggia la spiaggia fino all’altezza di Montesilvano, dove sono gettate corone d’alloro e fiori per ricordare i caduti e i dispersi in mare. È l’unica processione religiosa in mare dell’Abruzzo.

Cosa fu il miracolo della pioggia della Madonna dei Sette Dolori? Il più famoso miracolo attribuito alla Madonna dei Sette Dolori è quello della pioggia, avvenuto alla fine dell’Ottocento. Durante una grave siccità, una grande processione partì dal santuario dei Colli verso il mare invocando la pioggia. Secondo la tradizione la pioggia arrivò, consacrando la devozione popolare verso la Madonna Addolorata.

Quando fu costruita la chiesa di Sant’Andrea e perché? La tradizione risale al 1867, quando a Castellammare Adriatico, nella zona del borgo dei pescatori, fu costruita una chiesa dedicata a Sant’Andrea apostolo, patrono dei pescatori del Borgo Marino Nord.

Cosa significa la corona gettata in mare durante la festa di Sant’Andrea? Quando la processione raggiunge l’altezza di Montesilvano, vengono gettate le corone d’alloro e i fiori per ricordare i caduti e i dispersi in mare. È il momento più toccante della celebrazione, in cui la comunità marinara rende omaggio a chi non è tornato dal mare.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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