I centrocampisti del Pescara calcio: la storia dei grandi della mediana biancazzurra da Bruno Nobili a Marco Verratti

Introduzione
Se il Pescara calcio ha una vocazione storica, è quella di saper esprimere e spesso lanciare talenti straordinari a centrocampo. Dalla leggenda di Bruno Nobili, che nella seconda metà degli anni Settanta trascinò i biancazzurri alla prima Serie A della storia, ai brasiliani Leo Junior e Dunga che portarono la classe sudamericana in riva all’Adriatico, fino a Marco Verratti che da ragazzo del vivaio pescarese è diventato uno dei centrocampisti più forti d’Europa. Ogni epoca ha avuto il suo numero dieci, il suo regista, il suo cuore pulsante. Questa è la storia dei grandi della mediana biancazzurra.
Bruno Nobili: la leggenda con i baffi
Quando si parla di centrocampisti nella storia del Pescara, il nome che si impone su tutti gli altri nelle classifiche, nei ricordi e nel cuore della tifoseria è quello di Bruno Nobili. Nel 1974 dal Cagliari si trasferì al Pescara, neopromosso in Serie B. Ne divenne bandiera e capitano, giocandovi fino al 1982 e conquistando da titolare due promozioni dalla B alla A, tra cui la prima del club abruzzese nel 1977. Un mancino tecnicamente forte, in campo come ala sinistra, trequartista o regista, bravo anche nei calci piazzati, con un tiro potente dalla lunga distanza. In Abruzzo 248 presenze e 38 gol.
I tifosi pescaresi più anziani ancora oggi lo considerano il più grande di sempre. Mi spiace per chi non lo ha visto sui campi di calcio, ma Bruno Nobili un’altra categoria centrocampisti come lui in Italia, non esagero, se ne sono visti pochi. Il suo sinistro è entrato nella leggenda: gol su punizione da posizioni impossibili, capacità di illuminare la squadra con la tecnica e la visione di gioco. Fu l’anima del Pescara più romantico, quello che nel 1977 davanti a quarantamila tifosi a Bologna conquistò la prima Serie A della storia del club.
📍 Bruno Nobili — Venezuela, 1950 | Al Pescara: 1974-1982 | 248 presenze, 38 gol | 2 promozioni in Serie A
Blaž Slišković: il bosniaco elegante degli anni Ottanta
Uno dei centrocampisti stranieri più amati della storia biancazzurra arrivò dalla Jugoslavia nell’epoca del grande Pescara di Galeone. Nel 1987 lo chiamarono a giocare al Pescara, si allenava nella squadra svincolati, senza un club. Si inserì alla grande e rimase sette stagioni da protagonista, contando 198 presenze e 8 reti.
Slišković fu un centrocampista di grande tecnica e visione, capace di tenere palla e distribuire il gioco con una qualità superiore alla media della Serie B degli anni Ottanta. La sua lunghissima militanza a Pescara, sette stagioni, lo consacra tra le figure più affezionate al club abruzzese tra i giocatori stranieri.
📍 Blaž Slišković — Bosnia, 1959 | Al Pescara: 1987-1994 | 198 presenze, 8 gol | 7 stagioni
Leo Junior: il Brasile in riva all’Adriatico
Tra i giocatori stranieri che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del Pescara, c’è un brasiliano che portò con sé tutto il talento della scuola sudamericana. Con la squadra biancazzurra disputò complessivamente due stagioni, centrando la salvezza al termine della prima ma non riuscendo a bissare il risultato alla seconda. In totale 62 presenze e 6 reti. Nel 1989 tornò al suo amato Flamenco. Con la Nazionale giocò due Mondiali e 69 presenze.
Leo Junior era un centrocampista di classe sopraffina, già celebre in Brasile per i suoi trascorsi con il Flamengo e la Nazionale. La sua parentesi pescarese, due stagioni al fianco dei grandi del Pescara di Galeone, rimane tra le più esotiche e affascinanti della storia del club.
📍 Leo Junior — Brasile, 1954 | Al Pescara: 1987-1989 | 62 presenze, 6 gol | Nazionale brasiliana 69 presenze
Massimiliano Allegri: il centrocampista che segna 12 gol in Serie A
C’è un fatto statistico che sorprende ancora oggi: il record di gol segnati in una singola stagione di Serie A con la maglia del Pescara appartiene a un giocatore che poi sarebbe diventato uno degli allenatori più vincenti del calcio italiano. Per quanto riguarda il record di gol in Serie A, guida l’attuale tecnico della Juventus Massimiliano Allegri, che nel Pescara ha giocato le sue prime stagioni in A e nel campionato 1992-93 realizzò la bellezza di 12 reti.
Sia pure in epoche diverse ma in uno stesso ruolo, quello di centrocampisti, Allegri diede prova di non concepire il gioco di metà campo semplicemente in ottica di copertura, ma di pensarlo anche come licenza di andare a profanare le porte altrui.
La sua stagione pescarese più memorabile è anche quella della storica vittoria 5-1 sulla Juventus. Nella squadra pescarese militava Massimiliano Allegri, che nell’incontro all’Adriatico contro la Juventus segnò il secondo gol su rigore, portando il Pescara in vantaggio. Un gol segnato contro la squadra con cui avrebbe poi vinto cinque scudetti consecutivi da allenatore.
📍 Massimiliano Allegri — Livorno, 1967 | Al Pescara: 1991-1993 | Record: 12 gol in Serie A 1992-93
Gian Piero Gasperini: il futuro mago dell’Atalanta
Un altro centrocampista del Pescara che avrebbe poi rivoluzionato il calcio italiano dalla panchina è Gian Piero Gasperini, arrivato in Abruzzo nell’era di Galeone. Gasperini diede prova di non concepire il gioco di metà campo semplicemente in ottica di copertura, ma di pensarlo anche come licenza di andare a profanare le porte altrui, una mentalità d’attacco che ha saputo poi trasmettere anche alle squadre da lui allenate.
Gasperini fu uno dei centrocampisti della promozione in Serie A del 1992, contribuendo a costruire quella cultura offensiva che sarebbe diventata il marchio di fabbrica del “Pescara champagne” di Galeone. Anni dopo, da allenatore dell’Atalanta, avrebbe ricordato con affetto i suoi trascorsi pescaresi.
📍 Gian Piero Gasperini — Grugliasco, 1958 | Al Pescara: anni Ottanta-Novanta | Promozione in A 1992
Emmanuel Cascione: il capitano moderno
Tra i centrocampisti più recenti, un posto d’onore spetta al capitano che ha guidato il Pescara nel periodo più difficile e poi nella rinascita. Emmanuel Cascione è arrivato al Pescara nel 2010, protagonista con i suoi gol della promozione dalla B alla A. Con la maglia del Delfino per lui 103 presenze e 12 gol in tre stagioni. Fu capitano della squadra nella stagione di Serie A 2012-13, dopo che Sansovini aveva lasciato il club, incarnando lo spirito di sacrificio e appartenenza che il club chiedeva in un momento cruciale.
📍 Emmanuel Cascione — Al Pescara: 2010-2013 | 103 presenze, 12 gol | Capitano Serie A 2012-13
Marco Verratti: da Pescara al PSG e poi di nuovo a casa
L’ultimo e più famoso capitolo dei grandi centrocampisti biancazzurri ha il nome di un ragazzo di Pescara che ha percorso una parabola straordinaria. Marco Verratti, pescarese doc, debutta in prima squadra a soli 16 anni, tra i protagonisti della promozione del campionato 2011-12 dalla B alla A, che lo porterà poi al trasferimento al PSG per oltre 10 milioni di euro. Con il club biancazzurro totalizza 83 presenze andando a segno in 3 occasioni.
Al Paris Saint-Germain divenne il regista assoluto del centrocampo per oltre un decennio, giocando a fianco di Messi, Neymar, Mbappé e Ibrahimović. Nel 2021 vinse gli Europei con la Nazionale italiana, insieme ai compagni Immobile e Insigne, suoi amici dai tempi di Pescara.
Il cerchio si chiuse nel 2025, quando Verratti scelse di tornare alle origini in modo definitivo. L’ex giocatore del PSG sta per rilevare quasi la metà delle quote societarie: il progetto è di riportare i biancazzurri nel calcio che conta. Da oltre 20 anni informa in modo obiettivo e appassionato su tutto il mondo dello sport. Dalla maglia degli Esordienti, stagione 2006-2007, fino alle soglie della proprietà.
📍 Marco Verratti — Pescara, 1992 | Al Pescara: 2006-2012 (vivaio+prima squadra) | 83 presenze, 3 gol | Campione d’Europa 2021 | Azionista 44% Pescara Calcio
BOX INFORMATIVO
I centrocampisti del Pescara — i grandi della mediana
| Giocatore | Periodo | Presenze | Gol | Nota |
|---|---|---|---|---|
| Bruno Nobili | 1974-1982 | 248 | 38 | 2 promozioni in A, leggenda assoluta |
| Blaž Slišković | 1987-1994 | 198 | 8 | 7 stagioni, bosniaco elegante |
| Leo Junior | 1987-1989 | 62 | 6 | Nazionale brasiliana 69 presenze |
| Massimiliano Allegri | 1991-1993 | — | 12 (in A) | Record gol in Serie A con il Pescara |
| Gian Piero Gasperini | anni ’80-’90 | — | — | Promozione A 1992, poi top allenatore |
| Emmanuel Cascione | 2010-2013 | 103 | 12 | Capitano in Serie A |
| Marco Verratti | 2006-2012 | 83 | 3 | PSG, Campione d’Europa, oggi socio |
FAQ -I centrocampisti del Pescara: le domande più frequenti
Chi è il più grande centrocampista nella storia del Pescara? Per la tifoseria la risposta è quasi unanime: Bruno Nobili. Mancino tecnicamente forte, in campo come ala sinistra, trequartista o regista, bravo anche nei calci piazzati e con un tiro potente dalla lunga distanza, conta 248 presenze e 38 gol in Abruzzo, oltre a due promozioni in Serie A, tra cui la prima storica del 1977.
Massimiliano Allegri ha davvero giocato al Pescara? Sì, e non da comprimario. Nel campionato 1992-93 di Serie A realizzò 12 reti, il record assoluto di gol in una singola stagione di A per un centrocampista del Pescara. Fu anche il protagonista del memorabile 5-1 alla Juventus nell’ultima stagione in massima serie.
Marco Verratti è tornato al Pescara dopo il PSG? Non come giocatore, ma come imprenditore. Verratti acquisirebbe intorno al 44% delle azioni della Delfino Pescara 1936, quasi la metà, con il progetto di riportare i biancazzurri nel calcio che conta.
Quanti stranieri di livello hanno giocato a centrocampo nel Pescara? Diversi e di grande qualità: il brasiliano Leo Junior (69 presenze in Nazionale brasiliana), il bosniaco Blaž Slišković (7 stagioni, 198 presenze) e il brasiliano Carlos Dunga, futuro ct del Brasile ai Mondiali, che passò anch’egli per Pescara. Tra gli stranieri hanno lasciato ricordi indelebili i nazionali brasiliani Leo Junior e Carlos Dunga, e il bosniaco Blaž Slišković.
Gian Piero Gasperini ha giocato al Pescara? Sì, fu uno dei centrocampisti del Pescara di Galeone nell’epoca delle promozioni in Serie A. Gasperini non concepiva il gioco di metà campo semplicemente in ottica di copertura, ma lo pensava anche come licenza di andare a profanare le porte altrui una mentalità che ha poi trasmesso alle squadre da lui allenate.



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