Giacomo Acerbo: vita, carriera politica e ruolo nella storia italiana del Novecento
Introduzione
Tra le figure politiche abruzzesi più note del Novecento c’è Giacomo Acerbo, economista, docente universitario e protagonista della vita pubblica italiana durante il periodo fascista.
Nato nel 1888 a Loreto Aprutino, Acerbo fu coinvolto sia nella politica nazionale sia nello sviluppo culturale e istituzionale dell’Abruzzo.
La sua carriera attraversò momenti molto diversi della storia italiana: dalla Prima guerra mondiale fino alla caduta del fascismo e al ritorno all’attività accademica nel dopoguerra.
Le origini e la formazione
Giacomo Acerbo nacque il 25 luglio 1888 a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara.
Il padre, Olinto Acerbo, apparteneva alla borghesia locale, mentre la madre Mariannina era figlia del barone de Pasquale di Caprara d’Abruzzo.
Dopo gli studi universitari si laureò in Scienze agrarie all’Università di Pisa nel 1912, iniziando subito a interessarsi alle questioni economiche e agricole che avrebbero caratterizzato gran parte della sua attività accademica.
L’esperienza nella Prima guerra mondiale
Con l’inizio della Prima guerra mondiale, Acerbo partecipò attivamente al movimento interventista insieme al fratello Tito Acerbo.
Entrambi si arruolarono volontari nell’esercito italiano.
Durante il conflitto Giacomo Acerbo fu decorato con tre medaglie d’argento al valor militare e raggiunse il grado di capitano.
Il fratello Tito, invece, cadde in combattimento nel 1918 nelle file della Brigata Sassari, ricevendo due medaglie d’argento e una medaglia d’oro al valor militare.
Per ricordarne la memoria, nel 1924 Giacomo Acerbo istituì la celebre Coppa Acerbo, storica gara automobilistica che si svolgeva tra Pescara e le colline circostanti.
L’ingresso nella politica e l’adesione al fascismo
Terminata la guerra, Acerbo iniziò la carriera universitaria come assistente nelle discipline economiche.
Contemporaneamente si avvicinò alla politica e contribuì alla nascita dei fasci di combattimento nella provincia abruzzese.
Nel 1921 venne eletto deputato con i Blocchi Nazionali e iniziň così la sua attività parlamentare.
Negli anni successivi collaborò con Benito Mussolini durante la fase di consolidamento del regime, partecipando alla formazione del primo governo fascista.
Il suo nome rimase legato soprattutto alla Legge Acerbo, la riforma elettorale approvata nel 1923 che prevedeva un forte premio di maggioranza per il partito vincente.
L’attività ministeriale e accademica
Nel corso degli anni Trenta Acerbo ricoprì incarichi politici e accademici di primo piano.
Nel 1929 fu nominato Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste, ruolo che mantenne fino al 1935. Durante questo periodo si occupò in particolare di:
- bonifiche agricole
- sviluppo della produzione cerealicola
- politiche di autosufficienza alimentare
Parallelamente proseguì la carriera universitaria a Sapienza Università di Roma, dove insegnò economia e legislazione agraria.
Nel mondo accademico ricoprì anche importanti incarichi istituzionali, diventando:
- rettore dell’Istituto di Scienze Economiche e Commerciali di Roma
- preside della Facoltà di Economia
- presidente dell’Istituto internazionale di agricoltura.
Il rapporto con Pescara e l’Abruzzo
Il legame di Giacomo Acerbo con il territorio abruzzese fu sempre molto forte.
Insieme a Gabriele D’Annunzio, contribuì alla creazione della Provincia di Pescara nel 1927, evento che segnò profondamente lo sviluppo amministrativo della città.
Inoltre promosse diverse iniziative culturali e sportive legate alla regione, tra cui la già citata Coppa Acerbo, che per molti anni fu una delle competizioni automobilistiche più importanti d’Europa.
BOX INFORMATIVO
In breve: chi era Giacomo Acerbo
✔ Economista e politico nato a Loreto Aprutino nel 1888
✔ Combattente decorato nella Prima guerra mondiale
✔ Ministro dell’Agricoltura tra il 1929 e il 1935
✔ Autore della legge elettorale del 1923
✔ Fondatore della storica Coppa Acerbo
La caduta del fascismo e la prigionia
Il 25 luglio 1943, durante la riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Acerbo votò l’ordine del giorno presentato da Dino Grandi, che portò alla caduta di Mussolini.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre si rifugiò nelle campagne abruzzesi. Durante quel periodo nascose e aiutò anche alcuni aviatori alleati abbattuti nella zona.
Successivamente fu arrestato dagli Alleati e condannato dall’Alta Corte di Giustizia per il suo ruolo nel regime fascista.
La sentenza iniziale prevedeva 48 anni di reclusione, poi ridotti a 30.
Il ritorno alla vita accademica
Nel 1947 la Corte di Cassazione annullò la condanna, permettendo ad Acerbo di tornare alla vita pubblica.
Nel 1951 fu riammesso all’insegnamento universitario e riprese l’attività accademica.
Negli anni successivi si dedicò anche alla cultura abruzzese, aprendo nel 1957 una galleria di antiche ceramiche di Castelli, una delle tradizioni artistiche più importanti della regione.
Gli ultimi anni e la morte
Negli anni Cinquanta Acerbo tentò di rientrare in politica candidandosi con i monarchici alle elezioni del 1953 e del 1958, senza però ottenere risultati.
Nel 1962 ricevette la medaglia d’oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, riconoscimento conferito dal presidente della Repubblica Antonio Segni.
Morì a Roma il 9 gennaio 1969, dopo una lunga carriera che lo aveva visto protagonista in diversi ambiti della vita italiana: politica, università e cultura.
FAQ – Domande frequenti su Giacomo Acerbo
Chi era Giacomo Acerbo?
Era un economista, politico e docente universitario abruzzese, nato a Loreto Aprutino nel 1888, protagonista della vita politica italiana durante il periodo fascista.
Perché è famoso Giacomo Acerbo?
Il suo nome è legato soprattutto alla Legge Acerbo del 1923, una riforma elettorale che introdusse un sistema maggioritario con premio di maggioranza.
Qual è il legame tra Giacomo Acerbo e la Coppa Acerbo?
Nel 1924 istituì la Coppa Acerbo, una gara automobilistica dedicata al fratello Tito, caduto nella Prima guerra mondiale.
Quando morì Giacomo Acerbo?
Morì a Roma il 9 gennaio 1969 dopo una lunga carriera politica e accademica.



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