Piazzale San Cetteo a Pescara: la storia millenaria del cuore spirituale della città tra resti romani, medioevo e D’Annunzio

Introduzione

C’è un luogo a Pescara dove la storia si accumula a strati, dal II secolo dopo Cristo fino agli anni Trenta del Novecento. È Piazzale San Cetteo, il sagrato della cattedrale patronale della città, nel cuore di Pescara Vecchia lungo viale D’Annunzio. Un piazzale che non è soltanto l’anticamera di una chiesa, è un luogo dove coesistono i resti dell’antica Aternum romana, le fondamenta di una chiesa medievale circolare, la leggenda del patrono martirizzato nel fiume e la firma di Gabriele D’Annunzio che volle qui la cattedrale dedicata alla sua città. Pochi luoghi a Pescara raccontano tanto quanto questo spazio apparentemente semplice.


Le radici antichissime: dai Romani al medioevo

Di fronte alla cattedrale vi sono i resti della Santa Gerusalemme, la testimonianza più antica della storia di Pescara, un edificio circolare d’età romana in seguito trasformato in chiesa.

Sotto il sagrato e nei suoi dintorni, gli scavi del 1992 hanno restituito materiali di grande importanza. Sino al 1892 era in piedi l’adiacente chiesetta di Santa Maria di Gerusalemme, del XIII secolo a pianta circolare, poi demolita. Rimaneva insieme alla torre campanaria l’arco di ingresso, volgarmente detto Porta Nuova, da cui il nome allo storico quartiere di Pescara Vecchia. Nel 1902 anche l’arco e la torre furono abbattuti per realizzare il piazzale della parrocchia.

Pertanto, dove oggi si cammina sul sagrato di San Cetteo, si cammina sopra duemila anni di storia stratificata e i resti ancora visibili di Santa Gerusalemme, sul lato del piazzale, ne sono la testimonianza più concreta.


San Cetteo: chi era il patrono di Pescara

Il nome del piazzale rimanda direttamente alla figura del patrono della città. Santo Cetteo è considerato il protettore della città di Pescara perché il suo cadavere, trasportato dalla corrente, arrivò fino alla foce del fiume nelle vicinanze della città. Lì gli abitanti lo raccolsero per poi deporlo in quella che, secoli dopo, diventò la Cattedrale di San Cetteo.

Secondo la tradizione, il corpo fu gettato nel fiume Aterno con una mola di pietra legata al collo il 13 giugno 597. Da quel momento il luogo dove fu sepolto diventò meta di culto, attorno al quale si sviluppò la vita religiosa e poi civile del borgo di Pescara. La festa storica di San Cetteo consisteva in una processione di barche dei pescatori lungo il fiume Aterno, luogo del martirio.


D’Annunzio e la nascita della cattedrale moderna

La cattedrale che oggi domina il piazzale non è antica ma la sua storia è intrisa della personalità più ingombrante che Pescara abbia mai avuto. D’Annunzio appoggiò la costruzione della nuova cattedrale di San Cetteo in sostituzione della vecchia chiesa ormai fatiscente e inadeguata alle crescenti esigenze della nuova città. Il Poeta scriveva nel 1929 a Don Pasquale Brandano, allora abate della cattedrale: “…edificheremo la nuova chiesa al Patrono antico, e io voglio che le sacre ossa di mia Madre siano traslate e custodite in una cappella che io disegnerò e ornerò votivamente. Questa è condizione assoluta perché io promuova e soccorra l’opera. E fin da ora offro, come cittadino, centomila lire in quattro rate”.

Il complesso, opera dell’architetto romano Cesare Bazzani, seppur con linee classicheggianti, richiama il romanico abruzzese; la facciata in pietra bianca, a coronamento orizzontale, è scandita in tre ordini da lesene e fiancheggiata ai due lati dal campanile e dal battistero.


Dentro la cattedrale: le opere e le cappelle

Il piazzale è il punto di ingresso a uno degli edifici religiosi più ricchi di Pescara. La chiesa dispone di un transetto, rialzato come nella tradizione romanica: da un lato del transetto si trova una cappella dedicata a San Cetteo, con un suo busto in argento; dall’altra parte la tomba di Luisa De Benedictis, madre di D’Annunzio, il cui monumento funebre è opera di Minerbi, che realizzò un’arca sormontata da una figura femminile addormentata.

All’interno si può ammirare anche un dipinto del Guercino. La cappella funeraria della madre di D’Annunzio, semplice e austera, illuminata da una grande finestra chiusa da lastre di alabastro, è visitabile ed è tra le mete più significative per chi vuole capire il legame tra il Vate e la sua città natale.


La festa di San Cetteo: il piazzale si anima

Con la processione di San Cetteo del 10 ottobre, si chiudono ogni anno i festeggiamenti per il Santo patrono della città. Partita dalla cattedrale al termine della solenne celebrazione liturgica, la processione attraversa la parte vecchia di Pescara seguita dai fedeli, dalle autorità civili, militari e religiose.

Fino al primo conflitto mondiale, tutto il rito della festa di San Cetteo si svolgeva intorno al fiume, simbolo di vita, di trasformazione, di identità, di tradizione. La domenica mattina il corteo passava sul ponte e la statua del Santo si rivolgeva verso il fiume, in memoria dell’antico martirio. Oggi la processione percorre le strade di Pescara Vecchia, ma il legame con il fiume e con la storia secolare del culto rimane intatto.


BOX INFORMATIVO

Piazzale San Cetteo — scheda rapida

Dove si trova: Viale Gabriele D’Annunzio, Pescara Vecchia, quartiere Portanuova Resti visibili: chiesa circolare di Santa Gerusalemme (XIII sec., origini romane) Cattedrale: costruita 1933-1938, arch. Cesare Bazzani, stile romanico abruzzese Opere interne: monumento funebre Luisa De Benedictis (Arrigo Minerbi), busto di San Cetteo, dipinto del Guercino Festa patronale: 10 ottobre (processione) e 1ª domenica di luglio Divenne cattedrale: 1949 | Sede arcidiocesi: 1982 Nei pressi: casa natale di D’Annunzio, Museo delle Genti d’Abruzzo, Corso Manthonè


Quando visitare Piazzale San Cetteo

Il piazzale è accessibile in ogni momento, essendo uno spazio aperto. La cattedrale è visitabile durante gli orari liturgici e per la visita libera. Il momento più suggestivo è il mattino presto, quando la luce illumina la facciata in pietra bianca e il piazzale è ancora tranquillo. Per chi vuole vivere l’atmosfera più intensa, la festa del 10 ottobre, con la processione del patrono, è un appuntamento imperdibile per capire il legame profondo tra Pescara Vecchia e il suo santo.


FAQ – Piazzale San Cetteo Pescara: le domande più frequenti

Dove si trova Piazzale San Cetteo a Pescara? Si trova lungo viale Gabriele D’Annunzio, nel quartiere di Pescara Vecchia, a pochi passi dal Museo delle Genti d’Abruzzo, dalla casa natale di D’Annunzio e da Corso Manthonè.

Chi era San Cetteo e perché è il patrono di Pescara? Santo Cetteo è considerato il protettore della città di Pescara perché il suo cadavere, gettato nel fiume Aterno con una mola di pietra legata al collo il 13 giugno 597, fu trasportato dalla corrente fino alla foce del fiume, dove gli abitanti lo raccolsero e seppellirono.

Perché D’Annunzio volle la cattedrale? D’Annunzio appoggiò la costruzione della nuova cattedrale a condizione che le sacre ossa di sua madre fossero traslate e custodite in una cappella che avrebbe disegnato personalmente, offrendo centomila lire come prima donazione.

Cosa si trova nel piazzale davanti alla cattedrale? Di fronte alla cattedrale vi sono i resti della Santa Gerusalemme, la testimonianza più antica della storia di Pescara, un edificio circolare d’età romana in seguito trasformato in chiesa medievale.

Quando si celebra la festa di San Cetteo? La festa del patrono si celebra il 10 ottobre con una processione che parte dalla cattedrale e attraversa Pescara Vecchia. Una seconda celebrazione si svolge la prima domenica di luglio.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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