Giro d'italia

L’Abruzzo e il Giro d’Italia: un amore lungo più di un secolo

Sono 112 le tappe del Giro d’Italia conclusesi in Abruzzo. La prima risale al 1909, da Bologna a Chieti, agli albori stessi della Corsa Rosa. L’ultima, prima del 2026, è arrivata a Campo Felice nel 2024, con Tadej Pogacar che da lì avrebbe costruito la sua rincorsa verso Milano. Più di cent’anni di ciclismo scritti sulle strade abruzzesi: dal mare Adriatico fino alle montagne della Maiella, dal Gran Sasso alle colline pescaresi. Una storia d’amore che non si è mai interrotta.

Il Blockhaus: la salita che ha fatto la storia

Se c’è un luogo che rappresenta il ciclismo abruzzese nel mondo, quel luogo è il Blockhaus. La cima del massiccio della Maiella, a oltre 2.000 metri sul livello del mare, è una delle ascese più dure e affascinanti dell’intero patrimonio ciclistico italiano. Le pendenze costanti, i tornanti stretti, l’aria che cambia di qualità chilometro dopo chilometro: arrivare al Blockhaus è una prova che seleziona i campioni dai gregari.

La storia di questa salita con il Giro comincia nel 1967. Eddy Merckx, il Cannibale belga che stava per dominare il ciclismo mondiale, mise il suo sigillo sul Blockhaus in quell’edizione. Da allora la salita è diventata un appuntamento ricorrente. Nel 2009, l’edizione del Centenario del Giro, tornò sul percorso con partenza da Chieti. Nel 2017 ci fu l’ennesimo arrivo sulla cima, nel 2022 ancora. E nel 2024, a Campo Felice, sempre in Abruzzo, Pogacar prese la Maglia Rosa che avrebbe poi portato fino a Milano.

Il Giro d’Abruzzo: la corsa regionale

Accanto al Giro d’Italia, l’Abruzzo ha una sua corsa storica: il Giro d’Abruzzo, nato nel 1961. Rimase riservato agli amatori per oltre trent’anni, poi nel 1996 fu inserito nel calendario dell’Unione ciclistica internazionale. Una gara che attraversa le quattro province abruzzesi, tocca le colline interne e arriva spesso a ridosso del mare Adriatico. È la manifestazione che ha formato generazioni di ciclisti locali e che ha portato in Abruzzo i nomi del ciclismo europeo.

Pescara nel cuore del Giro

Pescara ha ospitato il Giro d’Italia più volte come partenza e come arrivo. L’occasione più memorabile fu la Grande Partenza del 2001, che tutto l’Abruzzo abbracciò con calore. In quella circostanza la città adriatica divenne per qualche giorno la capitale del ciclismo mondiale: le squadre, i campioni, la carovana che porta con sé colori, musica e folla. Nel 2021, Pescara fu anche scelta come città di riposo della Corsa Rosa, a metà di un percorso che tornava a coinvolgere tutte e quattro le province abruzzesi.

Il 2026: la tappa più lunga e più dura

L’Abruzzo torna grande protagonista al Giro d’Italia 2026. Il 15 maggio la settima tappa parte da Formia e arriva sul Blockhaus dopo 246 chilometri: la frazione più lunga dell’intera edizione. Gli ultimi dieci chilometri, dal versante di Roccamorice, presentano pendenze costanti intorno al 10%. Una selezione durissima che potrebbe già ridisegnare la classifica generale a una settimana dall’inizio della corsa. Il giorno dopo, il 16 maggio, la carovana ripartirà da Chieti, che rivede il Giro dopo il 2009.

A costruire queste tappe c’è Maurizio Formichetti, da oltre vent’anni il riferimento abruzzese di RCS Sport per la progettazione dei percorsi. Un uomo che conosce ogni curva di queste strade, ogni pendenza, ogni tratto panoramico che può trasformare una tappa in un’emozione memorabile.

Curiosità storica

Il Giro d’Italia 2026 prevede la tappa più lunga dell’edizione proprio con arrivo in Abruzzo: 246 chilometri da Formia al Blockhaus. L’ultima volta che il Giro aveva proposto una tappa così lunga con arrivo in salita in Abruzzo risale alle edizioni storiche degli anni ’90.

Cosa resta oggi

Il Blockhaus è oggi un punto di riferimento per il cicloturismo abruzzese. Ogni estate migliaia di appassionati percorrono la salita in bicicletta, seguendo le stesse strade che hanno visto passare Merckx, Indurain e Pogacar. Un’esperienza che unisce sport, paesaggio e storia.

FAQ

Quante volte il Giro d’Italia è passato in Abruzzo?

Sono 112 le tappe del Giro d’Italia partite o arrivate in Abruzzo dalla prima edizione del 1909 fino ad oggi. Una presenza costante che testimonia il legame profondo tra la Corsa Rosa e questa regione.

Quando Eddy Merckx vinse sul Blockhaus?

Eddy Merckx vinse sul Blockhaus nell’edizione del 1967 del Giro d’Italia. Fu la prima volta che la salita sulla Maiella entrò nel percorso della Corsa Rosa, inaugurando una tradizione che dura ancora oggi.

Cos’è il Giro d’Abruzzo?

Il Giro d’Abruzzo è una corsa a tappe regionale nata nel 1961, inserita nel calendario UCI dal 1996. Attraversa le quattro province abruzzesi ed è una delle manifestazioni ciclistiche più longeve del centro Italia.

Come si arriva al Blockhaus?

Il Blockhaus si raggiunge dal versante di Caramanico Terme o da quello di Roccamorice. Quest’ultimo, usato nel Giro 2026, è considerato il più difficile, con pendenze medie intorno al 10% negli ultimi dieci chilometri.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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