Pescara città della letteratura: perché vale la pena venire in questo angolo d’Abruzzo per capire come un vicolo produce due geni e cosa resta di loro


INTRODUZIONE

C’è una domanda che chiunque si occupi di letteratura italiana prima o poi si trova a fare: come è possibile che una città di medie dimensioni sul mare Adriatico, senza università storiche né accademie letterarie di antica tradizione, abbia prodotto in meno di cinquant’anni due dei più originali scrittori della cultura italiana moderna? D’Annunzio nel 1863 e Flaiano nel 1910 nati nello stesso vicolo, cresciuti nella stessa città, formatisi nelle stesse atmosfere adriatiche, eppure radicalmente opposti per visione del mondo, stile, temperamento e lascito culturale. La risposta non è semplice ma visitare Pescara sulle tracce dei suoi scrittori è il modo migliore per avvicinarsi a capirla. Nella Pescara di oggi, rutilante di aggressività moderna, Corso Manthonè è una bacheca, uno scrigno scheggiato, uno stipo che custodisce l’aroma quasi affatto smarrito di una città che certo conobbe pigre e borghesi dolcezze. Quelle dolcezze, quell’aria di borgo balneare adriatico, sono ancora lì, basta sapere dove guardare.


Perché Pescara è una città della letteratura: la risposta in cinque fatti

Prima degli itinerari, cinque fatti che spiegano perché Pescara merita l’attenzione di chiunque si interessi di letteratura italiana.

Il primo fatto è geografico e biografico: Gabriele D’Annunzio nacque il 12 marzo 1863 al numero 116 di Corso Manthonè, nel cuore di Pescara Vecchia. Ennio Flaiano nacque il 5 marzo 1910 al numero 37 della stessa strada. Meno di cento metri li separano fisicamente, una distanza che nella storia della letteratura italiana non ha precedenti.

Il secondo fatto è linguistico: il termine “paparazzi” che oggi si usa in tutto il mondo per indicare i fotografi inseguitori di vip, fu inventato da Ennio Flaiano nella sceneggiatura di La dolce vita. Il nome del fotografo Paparazzo nel film di Fellini è di invenzione flaianea e Flaiano era pescarese. Ogni volta che qualcuno usa la parola “paparazzi” in qualsiasi lingua del mondo, sta usando una parola inventata da un ragazzo di Corso Manthonè.

Il terzo fatto è cinematografico: tre dei quattro film di Fellini che hanno vinto premi internazionali — La dolce vita, Otto e mezzo, Le notti di Cabiria — hanno le sceneggiature firmate da Ennio Flaiano. La storia del cinema italiano passa per Pescara.

Il quarto fatto è musicale: il festival Pescara Jazz, fondato nel 1967, fu il primo festival estivo dedicato al jazz in tutta Italia, un primato culturale che pochissimi pescaresi conoscono e che ha portato sul palco del lungomare pescarese i più grandi jazzisti del mondo per quasi sessant’anni.

Il quinto fatto è architettonico: la cattedrale di San Cetteo, uno degli edifici religiosi più significativi dell’Abruzzo moderno, fu costruita per volontà diretta di D’Annunzio che la finanziò personalmente a condizione che ospitasse la tomba della madre. La letteratura ha lasciato a Pescara anche le sue pietre.


Itinerario 1 — Il percorso dannunziano: dalle pietre alle parole

Il primo itinerario letterario di Pescara è dedicato a D’Annunzio e si svolge interamente nel quartiere di Pescara Vecchia.

La partenza è in Piazza Unione: la porta di Pescara Vecchia, dove si trova la statua di Ennio Flaiano che guarda verso Corso Manthonè. Superata la statua, si entra nel Corso e si cammina verso il fiume tenendo gli occhi aperti sulle facciate degli edifici. Le epigrafi con le parole del Vate compaiono in punti diversi del percorso, frammenti di versi e prose incisi sulla pietra che trasformano una passeggiata in una lettura.

La Pescara dannunziana si scopre seguendo le epigrafi con le parole del Vate, una delle quali si trova proprio sulla facciata della casa natale. La casa natale è al numero 116 del Corso, un edificio settecentesco con una targa e un busto sulla facciata. L’ingresso al museo è possibile negli orari di apertura: martedì, mercoledì e domenica al mattino; giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 19.30. Biglietto 5 euro, ridotto 2. Gratuito la prima domenica del mese.

La visita ripropone la successione delle prime cinque stanze che costituiscono il nucleo originario della casa-museo, per ognuna delle quali è riportata la descrizione che il Poeta ne fa nel Notturno. Nelle stanze successive sono le preziose prime edizioni delle sue opere, i calchi del viso e della mano del poeta realizzati da Arrigo Minerbi alla morte nel 1938, la stanza del Poeta soldato con cimeli di guerra.

Dal Corso, a piedi in dieci minuti, si raggiunge la cattedrale di San Cetteo costruita tra il 1933 e il 1938 per volontà di D’Annunzio, dove nella cappella a sinistra dell’ingresso si trova il monumento funebre della madre Luisa, opera di Arrigo Minerbi in marmo bianco di Carrara. Un capolavoro della scultura italiana del Novecento in una città che pochi si aspettano di trovare.


Itinerario 2 — Il percorso flaianeo: dall’ironia alla memoria

Il secondo itinerario è dedicato a Flaiano e ha un sapore diverso, più amaro e più divertente insieme.

La partenza è ancora la statua in Piazza Unione, quella con l’aria mezzo ironica e mezzo malinconica che tutti i pescaresi conoscono. Poi si risale verso il Mediamuseum, in Piazza Emilio Alessandrini 34, il museo nazionale del cinema che ospita la più grande collezione di materiali flaianei al mondo.

Il Mediamuseum è il museo nazionale del cinema di Pescara, nato nel 1995. Contiene locandine, articoli, foto e contenuti multimediali sul cinema e il teatro, con particolare riferimento a Ennio Flaiano, Gabriele D’Annunzio e il Premio Flaiano. Grazie a un innovativo uso di pannelli posti sulle pareti di ogni piano e lungo le scalinate, una volta entrati si è sempre attorniati da divi, dive e grandi registi del cinema, del teatro e del piccolo schermo.

Al Mediamuseum si trovano le lettere autografe di Flaiano, i documenti più diretti per capire come pensava e come scriveva l’uomo che ha inventato la dolce vita, i paparazzi e gli aforismi più lucidi del Novecento italiano. Orari: lunedì-sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.

Il percorso si chiude, idealmente, con una sosta nei bar di Corso Manthonè dove Flaiano trascorse la sua infanzia pescarese, dove ancora si respira quell’aria di provincia adriatica borghese e tranquilla che lui trasformò in ironia universale.


Curiosità letterarie che solo i pescaresi doc conoscono

Ci sono storie legate alla letteratura di Pescara che i libri di testo non raccontano e che vale la pena scoprire.

La prima: Flaiano scrisse la sceneggiatura dei Vitelloni per Fellini pensando ai giovani sfaccendati di Pescara. Quando Fellini propose di girare il film a Rimini invece di Pescara, Flaiano non disse nulla in pubblico ma in privato scrisse all’amico Scarpitti che quella sostituzione lo aveva ferito. Ogni volta che si vede I vitelloni e si sente l’accento riminese, si sta vedendo in realtà una storia di Pescara.

La seconda: D’Annunzio usò il nome “Pescara” per la prima volta come titolo di una raccolta nel 1884, prima ancora che la città si chiamasse ufficialmente Pescara. Le Novelle della Pescara uscirono nel 1902 come raccolta definitiva, ma i testi erano stati scritti e pubblicati in rivista negli anni precedenti. D’Annunzio nominò Pescara nel titolo di un libro quando ancora la città si chiamava ufficialmente in modo diverso.

La terza: il termine “paparazzi” deriva quasi certamente da un dialetto del Sud Italia dove “paparazzo” indica un tipo di mollusco che striscia, una metafora sulla natura dei fotografi di cronaca mondana che Flaiano usò con la precisione di chi conosce sia la lingua che le persone. Un’etimologia dialettale meridionale diventata parola internazionale.

La quarta: quando Flaiano morì nel 1972 a Roma, i suoi resti furono riportati a Pescara dove riposano nel cimitero di San Silvestro. D’Annunzio invece è sepolto al Vittoriale di Gardone Riviera. I due pescaresi più grandi del Novecento riposano a cinquecento chilometri di distanza l’uno dall’altro.


Il Premio Flaiano: quando la letteratura diventa festival

Anche nel Mediamuseum si celebra e si svela l’origine pescarese dei termini “vitelloni” e “paparazzi”. E intorno al museo, ogni anno, si svolge il Premio Flaiano, l’evento che trasforma Pescara per qualche giorno nella capitale italiana del cinema, del teatro e della televisione.

Presso il museo ha sede l’Associazione Culturale Ennio Flaiano, la quale organizza, sin dal momento della sua istituzione nel 1973, il Premio Flaiano. In quasi cinquant’anni di storia il Premio ha portato a Pescara nomi del calibro di Federico Fellini, Sophia Loren, Dario Fo, Roberto Benigni, Monica Bellucci, Sergio Leone e ha costruito un patrimonio di relazioni culturali internazionali che poche città italiane della stessa dimensione possono vantare.


La Pineta Dannunziana: dove la letteratura diventa paesaggio

Il percorso letterario di Pescara non si esaurisce nelle strade e nei musei ha un capitolo all’aria aperta che nessuna guida deve omettere. La Pineta Dannunziana, sul lungomare sud, è il luogo dove la letteratura di D’Annunzio diventa paesaggio fisico da attraversare.

Un tributo al poeta è anche la famosa pineta dannunziana che ha ispirato la celeberrima lirica La pioggia nel pineto. Camminare tra i pini marittimi con il suono del mare, lo stesso suono che D’Annunzio trascrisse in versi con una precisione sensoriale straordinaria, è capire dall’interno come funziona la poesia del Vate: non costruita su concetti astratti ma su percezioni fisiche precise, trascritte con la cura di un musicista che nota la melodia prima ancora di scriverla.


BOX RIASSUNTIVO

Pescara città della letteratura — mappa degli itinerari

Itinerario 1 — D’Annunzio (2 ore, Pescara Vecchia) Piazza Unione → Corso Manthonè (epigrafi) → Casa natale D’Annunzio n.116 → Museo (5€) → Cattedrale San Cetteo (cappella Minerbi)

Itinerario 2 — Flaiano (2 ore, centro) Piazza Unione (statua Flaiano) → Mediamuseum (Piazza Alessandrini 34) → Corso Manthonè n.37 (targa natale) → Bar storici del Corso

Itinerario 3 — Percorso naturale (1 ora) Lungomare sud → Pineta Dannunziana → Lettura de La pioggia nel pineto nel luogo che la ispirò


FAQ – Pescara città della letteratura: le domande più frequenti

Perché Pescara è considerata una città della letteratura? Perché in Corso Manthonè, nel cuore di Pescara Vecchia, nacquero a meno di cento metri di distanza due dei più importanti scrittori italiani del Novecento: Gabriele D’Annunzio nel 1863 e Ennio Flaiano nel 1910. Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento vissero a Pescara D’Annunzio, Flaiano e i Cascella, una concentrazione di talento artistico che poche città italiane della stessa dimensione possono vantare.

La parola paparazzi viene davvero da Pescara? Sì. Il termine fu inventato da Ennio Flaiano nella sceneggiatura de La dolce vita per il personaggio del fotografo Paparazzo. Flaiano era pescarese e il nome deriva probabilmente da un termine dialettale meridionale. È una delle parole italiane più usate nel mondo e viene da Corso Manthonè.

Cosa si visita nella casa natale di D’Annunzio? La visita ripropone le prime cinque stanze che costituiscono il nucleo originario della casa-museo, per ognuna delle quali è riportata la descrizione che il Poeta ne fa nel Notturno. Nelle stanze successive sono le prime edizioni delle sue opere, i calchi del viso e della mano realizzati da Arrigo Minerbi alla morte nel 1938, la stanza del Poeta soldato con cimeli di guerra.

Cosa è il Mediamuseum di Pescara? È il museo nazionale del cinema di Pescara, nato nel 1995. Contiene locandine, articoli, foto e contenuti multimediali sul cinema e il teatro, con particolare riferimento a Ennio Flaiano, Gabriele D’Annunzio e il Premio Flaiano. Ospita anche le lettere autografe di Flaiano e la documentazione del Premio che porta il suo nome.

Quando si svolge il Premio Flaiano? Il Premio Flaiano è organizzato dall’Associazione Culturale Ennio Flaiano sin dal momento della sua istituzione nel 1973. Si svolge solitamente in estate, con cerimonie di premiazione, proiezioni, incontri e spettacoli che animano il centro di Pescara per diversi giorni.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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