Gaetano Letizia: lo zingaro di Scampia che ha segnato alla Juventus, ristrutturato un campo per i bambini e scelto Pescara per continuare a correre
Introduzione
Ci sono carriere che si raccontano con le statistiche: presenze, gol, palmares. E poi ci sono carriere che si raccontano con le storie: quelle che parlano di dove sei venuto, di cosa hai visto da bambino, di quanto hai dovuto correre per arrivare dove sei. La storia di Gaetano Letizia appartiene alla seconda categoria. Dalle Vele di Scampia alla Serie A. Una storia di riscatto sociale, da raccontare nelle scuole, da catalogare sotto il nome sacrificio, ma anche un mix di passione e amore. Nato a Napoli il 29 giugno 1990, cresciuto nel quartiere più difficile della città, arrivato alla Serie A passando per la Serie D, la Lega Pro, la B e il Carpi di Castori e poi il Benevento di Pippo Inzaghi, i gol a Sampdoria e Juventus, la promozione in A. Oggi al Pescara in Serie B, dove la sua esperienza e la sua gamba destra sono tra le risorse più preziose della rosa.
Le origini: Scampia, le Vele e i sacchi dell’immondizia come pali
La storia di Gaetano Letizia comincia in un posto che non promette niente di buono. Sognava di fare il calciatore e ha capito che lo era già nel più profondo delle sue corde fin da piccolo, quando giocava davanti alle Vele di Scampia, ventre molle della criminalità organizzata, mettendo a segno gol in una porta che al posto dei pali aveva sacchi della spazzatura.
Letizia da bambino: ho sempre fatto lo “zingaro” di Scampia, un’espressione che uso per dire che ero sempre fuori, in mezzo alla strada dalla mattina alla sera. La domenica dopo pranzo, dicevo a mia zia, che io considero come una mamma: “prepara le buste dell’immondizia che servono come pali della porta”. Avevo 6 anni e abitavo in una delle Vele, dove c’era un campetto in cui ci riunivamo per giocare a calcio, c’erano siringhe dappertutto e continue retate per droga.
La vita familiare fu segnata presto dalla tragedia. Gaetano rimane senza mamma a soli 3 anni e cresce in una famiglia allargata composta da sei fratelli, allevati dal papà e dalla sorella della madre, Anna.
Devo dire grazie a mio padre Alberto. Mia madre è morta quando avevo due anni e siamo stati cresciuti da papà e da mia zia Anna. A loro devo tutto.
La scelta del calcio fu presto definitiva e totale. Scampia non è un Paradiso per i giovani, ma lui ne parla come un posto dove si può cercare la felicità, basta volerlo. Il calcio può aiutare, alimenta i sogni di ogni ragazzo cresciuto nel mito di Maradona.
La gavetta: dal San Vitaliano alla Lega Pro
Il percorso di Letizia verso il professionismo fu lungo e tutt’altro che lineare. Cresce a Scampia, iniziando a giocare a calcio ad alti livelli allo stadio comunale di San Vitaliano nella stagione 2007-2008 con il San Vitaliano in Promozione. Nella stagione 2008-2009 esordisce in Serie D con la maglia del club napoletano del Pianura.
Due anni in Serie D al Pianura, poi il salto nei professionisti. Nel biennio 2010-2012 riesce ad arrivare alla prima avventura tra i professionisti in Lega Pro Seconda Divisione con l’Aversa Normanna. Con il club casertano gioca per due anni mettendo insieme 63 presenze.
Era ancora lontanissimo dalla Serie A. Ma aveva già qualcosa che non tutti i calciatori professionisti possiedono quella resistenza fisica e mentale che si costruisce quando si comincia dal niente, quando ogni allenamento è un privilegio e non una routine.
Il Carpi: cinque anni da protagonista e il soprannome Frecciarossa
La svolta arriva nel 2012, quando il Carpi, squadra di Lega Pro Prima Divisione, lo acquista in compartecipazione. Inizia così la storia più importante della prima parte della sua carriera. L’esterno destro, in cinque anni di militanza in biancorosso, viene promosso in Serie B, centra la salvezza l’anno successivo, vince il campionato cadetto arrivando in Serie A segnando la sua prima rete in massima serie nel derby contro il Bologna.
In quegli anni a Carpi Letizia guadagnò il soprannome che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera. È un terzino destro dotato di una buona corsa individuale e con un’ottima capacità di resistenza fisica: per questo motivo, durante la sua militanza nel Carpi prese il soprannome di Frecciarossa.
La stagione della consacrazione fu quella 2014-15. Il Carpi arriva primo in classifica e ottiene la prima storica promozione in Serie A. Contribuisce con grandi prestazioni e il 25 ottobre 2014 segna una doppietta nella vittoria in trasferta contro il Pescara per 5-0, la quale consegna alla squadra il primato in classifica, conservato fino all’ultima giornata.
Un dettaglio ironico che i tifosi biancazzurri hanno imparato ad apprezzare: Letizia segnò una doppietta al Pescara nel 2014, e dieci anni dopo è diventato uno dei giocatori più importanti della squadra che aveva punito.
Il Benevento: la Serie A, i gol e Maradona
Nel luglio 2017 Letizia approda al Benevento e con i sanniti vive la parte più intensa e celebrata della sua carriera. Il 29 giugno 2020, nel suo terzo anno in giallorosso, Letizia conquista la promozione in Serie A con 7 giornate di anticipo grazie al successo per 1-0 contro la Juve Stabia. Per lui si tratta del secondo campionato di Serie B vinto dopo quello nel 2015 con il Carpi.
In Serie A con il Benevento arrivarono i gol più belli e più emotivi della sua carriera. Nella prima partita in Serie A con i giallorossi, alla seconda giornata, segna il gol del decisivo 2-3 in casa della Sampdoria. Si ripete dopo qualche giornata contro la Juventus firmando la rete del pareggio 1-1.
Il gol alla Juventus fu il momento più commovente. A fine primo tempo contro la Juventus, Gaetano Letizia festeggia la rete del pareggio dedicandola a Diego Armando Maradona appena scomparso: “Dopo di lui la 10 dovrebbe essere cancellata dal calcio. Da napoletano gli dedico il gol”.
È al suo terzo campionato di Serie A: la prima volta fu a 25 anni nelle file della favola Carpi, poi due volte col Benevento. 90 presenze totali in Serie A, un numero che pochissimi terzini cresciuti nelle serie minori riescono a raggiungere.
Il campo di Scampia: il gesto che vale più di tutti i gol
Nel mezzo della sua carriera da calciatore professionista, Letizia compì un gesto che racconta tutto di chi è come uomo prima ancora che come giocatore. Insieme al fratello Tony, ha ristrutturato un campo da calcio nel quartiere di Scampia, dove i due sono cresciuti e hanno tirato i primi calci ad un pallone.
I ragazzi di Scampia hanno diritto di sognare, come ho fatto io. Poche parole, dette con la semplicità di chi non ha bisogno di spiegare perché queste parole vengono da un posto preciso, da un campetto con i sacchi dell’immondizia come pali, da un quartiere dove i sogni devono essere coltivati con cura altrimenti spariscono.
L’arrivo al Pescara: gennaio 2025 e la stagione 2025-26
Il percorso verso Pescara passò per la Feralpisalò. La Delfino Pescara 1936 è lieta di comunicare l’arrivo in Casa Pescara dell’esperto terzino classe 1990 Gaetano Letizia. Il calciatore proveniente dalla società Feralpisalò e con trascorsi importanti in Serie A dove registra 90 presenze e Serie B con 250 presenze, ha sottoscritto un contratto.
Ripescato nella Feralpi e portato in Abruzzo a gennaio dal suo vecchio amico e direttore sportivo Pasquale Foggia, il 34enne napoletano si è rivelato l’arma preziosa per la volata promozione.
Il legame con Pescara era già nell’aria da tempo. Mi creda, ho sempre avuto il pallino di questa maglia dal 2012. Giocavo a Carpi in Serie C e venni all’Adriatico per una partita di Coppa Italia, il Pescara era in A e lo stadio era strapieno.
Nella stagione 2025-26, quella della promozione in Serie B e poi della permanenza nella cadetteria, Letizia è diventato un titolare inamovibile. Nelle ultime settimane si è preso la scena con i suoi assist preziosi. Gaetano Letizia, difensore del Pescara, ha giocato la maggior parte delle partite della sua squadra in Serie B nel 2025-2026, avendo collezionato 23 presenze, per un totale di 1711 minuti. In totale il difensore ha registrato 4 assist in questo campionato, primo a pari merito per la sua squadra.
Le caratteristiche tecniche: il Frecciarossa che gioca su entrambe le fasce
Letizia non è un terzino classico, è un giocatore duttile e imprevedibile che rende la vita difficile agli allenatori avversari proprio per la sua versatilità. Duttile tatticamente, può giocare sulla fascia opposta come terzino sinistro, oppure come esterno offensivo su entrambe le fasce, in un centrocampo a cinque. Inoltre si dimostra abile nelle conclusioni dalla lunga distanza.
La sua qualità più rara è però quella che non si vede nelle statistiche, la resistenza fisica che gli ha regalato il soprannome Frecciarossa. A 35 anni corre ancora come a 25, una qualità che si costruisce sulla strada, nei campetti tra le siringhe, nel sacrificio di chi sa che la corsa è l’unica cosa che nessuno può toglierti.
Box riassuntivo
Gaetano Letizia: profilo e carriera
Nato a Napoli il 29 giugno 1990
Cresciuto nel quartiere Scampia
Altezza: 1,73 m
Ruolo: terzino destro, utilizzabile su entrambe le fasce
Piede: ambidestro
Soprannome: “Frecciarossa”
Numero di maglia al Pescara: 3
Percorso calcistico
San Vitaliano → Pianura (D) → Aversa Normanna (Lega Pro) → Carpi (2012-2017) → Benevento (2017-2023) → Feralpisalò (2023-2025) → Pescara (dal 2025)
Carriera in numeri
Due promozioni in Serie A (Carpi 2015, Benevento 2020)
90 presenze complessive in Serie A
Oltre 250 presenze in Serie B
Reti significative
Gol contro la Sampdoria (Serie A 2020-21)
Gol contro la Juventus (Serie A 2020-21), dedicato a Diego Maradona
Impegno sociale
Riqualificazione di un campo da calcio a Scampia insieme al fratello Tony
Arrivo al Pescara
Gennaio 2025 in prestito, poi acquisto definitivo a luglio 2025
Stagione 2025-26
23 presenze e 4 assist, tra i migliori assist-man della squadra
FAQ – Gaetano Letizia Pescara: le domande più frequenti
Chi è Gaetano Letizia? Gaetano Letizia è nato a Napoli il 29 giugno 1990 ed è un calciatore italiano, difensore o centrocampista del Pescara. È un terzino destro dotato di una buona corsa individuale e con un’ottima capacità di resistenza fisica. Cresciuto a Scampia, è arrivato alla Serie A dopo una lunghissima gavetta nelle serie minori.
Perché lo chiamano Frecciarossa? Durante la sua militanza nel Carpi prese il soprannome di Frecciarossa per la sua buona corsa individuale e l’ottima capacità di resistenza fisica. Un soprannome che racconta perfettamente il suo stile di gioco: veloce, instancabile, difficile da fermare.
Quante presenze ha in Serie A? Con trascorsi importanti in Serie A dove registra 90 presenze e Serie B con 250 presenze, Letizia è tra i giocatori più esperti della rosa del Pescara. Le sue presenze in A sono divise tra il Carpi (stagione 2015-16) e il Benevento (due stagioni in massima serie).
Ha segnato alla Juventus? Sì. A fine primo tempo contro la Juventus in Serie A, Gaetano Letizia festeggiò la rete del pareggio dedicandola a Diego Armando Maradona appena scomparso: “Dopo di lui la 10 dovrebbe essere cancellata dal calcio. Da napoletano gli dedico il gol”.
Cosa ha fatto per il quartiere di Scampia? Insieme al fratello Tony ha ristrutturato un campo da calcio nel quartiere di Scampia, dove i due sono cresciuti e hanno tirato i primi calci ad un pallone. Un gesto che Letizia stesso ha spiegato con semplicità: i ragazzi di Scampia hanno diritto di sognare, come ha fatto lui.



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