La Presentosa di Pescara: storia del dolce nato dal gioiello delle spose abruzzesi e diventato simbolo della pasticceria pescarese
Introduzione
Ogni città ha il suo dolce identitario. Pescara ha la Presentosa. Come il gioiello da cui prende il nome, quel monile d’oro che per secoli gli innamorati abruzzesi regalavano alla donna del cuore per dichiararle il loro amore, la Presentosa è un pegno, un dono, un simbolo. La presentosa affonda le sue radici nella tradizione familiare, creata originariamente da Tullio Camplone e diventata negli anni Ottanta il fiore all’occhiello del Bar Caprice in Piazza Garibaldi. Da quel laboratorio in centro, il profumo di mandorle e cioccolato si è diffuso in tutta la città e poi ben oltre.
Il gioiello che ispirò il dolce: la presentosa abruzzese
Prima del dolce c’è il gioiello. Le origini della presentosa non sono note, tuttavia le prime notizie attestate sulla produzione di tale manufatto risalgono a un periodo compreso fra il 1804 e il 1816, quando compare per la prima volta come bene dotale di spose.
La presentosa è un monile generalmente di forma tonda o tondeggiante con delle dentellature tutt’intorno o a forma di stella con intarsi in filigrana. Il motivo simbolico per eccellenza è il cuore riprodotto al centro del medaglione in diverse varianti.
La parola deriva dal termine dialettale “presentènze”, per l’appunto donna che presenta di essere promessa sposa. Il gioiello divenne celebre anche grazie a Gabriele D’Annunzio, che lo descrisse nella tragedia del 1894 Il Trionfo della Morte e non è un caso che il dolce pescarese sia nato nell’orbita dello stesso immaginario poetico e identitario.
La nascita del dolce: Tullio Camplone e la piazza Garibaldi
La presentosa è una prelibatezza tipicamente pescarese, nata dalle mani sapienti di Tullio Camplone, padre del pluripremiato pasticcere Fabrizio.
Quel monile d’oro compare per la prima volta sul collo delle abruzzesi all’inizio dell’Ottocento. E a quel pegno d’amore si è ispirato il maestro pasticciere Camplone, per portare sulle tavole dei pescaresi un dolce molto simile al più noto parrozzo, con una lieve nota di liquore che riscalda il palato.
La storia inizia nel 1957, con il primo bar pasticceria in Piazza Garibaldi di Tullio Camplone e la moglie Margherita. Fu in quel laboratorio, a pochi passi dalla casa natale di D’Annunzio, che nacque la ricetta destinata a diventare il dolce simbolo di Pescara.
Gli ingredienti e la ricetta: mandorle, uova e cioccolato fondente
La Presentosa è un dolce semplice nella struttura, complesso nel risultato. Un delizioso impasto di uova e mandorle ricoperto di finissimo cioccolato.
Anche la presentosa è impastata con uova e mandorle, a cui si aggiunge una bacca di vaniglia. Il cioccolato fondente che la riveste è puro, lavorato in modo da creare una copertura sottile ma intensa che avvolge completamente il dolce. Il risultato è una torta dalla forma semisferica simile al parrozzo ma più soffice nell’impasto e più delicata nel sapore, grazie alla presenza della vaniglia e alla nota di liquore che la famiglia Camplone ha reso distintiva.
Gli ingredienti ufficiali dichiarati dalla pasticceria Caprice comprendono: zucchero, uova, farina, burro, fecola di patate, ciliegie amarenate candite, latte condensato, latte fresco, miele, mandorle, cioccolato fondente puro, bacche di vaniglia e aromi naturali.
Presentosa e Parrozzo: simili ma diverse
La Presentosa è spesso paragonata al parrozzo, il dolce pescarese per eccellenza battezzato da D’Annunzio nel 1920. Le similitudini sono evidenti: entrambi hanno forma semisferica, entrambi sono a base di mandorle e uova, entrambi sono ricoperti di cioccolato fondente.
Le differenze, età e nome esclusi, sono lievi. I fautori della tradizione fanno il tifo per il parrozzo, i sostenitori delle prelibatezze di Caprice sostengono che la presentosa sia più soffice e dolce, e per questo più gradevole al palato.
La differenza più significativa sta nella nota di liquore della Presentosa, assente nel parrozzo e nella presenza della vaniglia, che le conferisce un profilo aromatico più morbido e rotondo. Pertanto, i due dolci nascono a pochi metri l’uno dall’altro il parrozzo nel laboratorio D’Amico all’angolo tra Corso Manthonè e Piazza Garibaldi, la Presentosa proprio in Piazza Garibaldi ma rappresentano due filosofie pasticcerie distinte.
BOX INFORMATIVO
La Presentosa — scheda rapida
Cosa è: torta semisferica di mandorle e uova ricoperta di cioccolato fondente Ispirazione: il gioiello abruzzese donato alle future spose (XIX sec.) Inventore: Tullio Camplone, anni Sessanta Dove nasce: Pasticceria Caprice, Piazza Garibaldi 29, Pescara Oggi: Fabrizio Camplone, Maestro Pasticcere, membro APEI Confezione: scrigno dai colori pastello Disponibile: tutto l’anno, particolarmente richiesta a Natale Differenza dal parrozzo: più soffice, nota di vaniglia e liquore
Il dolce come pegno d’amore: un’identità pescarese
Come il gioiello da cui prende il nome, la presentosa è un pegno d’amore, un dolce che racchiude tutta la dolcezza e la maestria artigianale della famiglia Camplone.
In breve tempo si è affermata fra i doni gastronomici più graditi sotto l’albero dei pescaresi e non solo durante il periodo natalizio. Oggi la Presentosa è molto più di un dolce: è un souvenir, un regalo, un modo di portare con sé un pezzo di Pescara. E come il gioiello che l’ha ispirata, donato per dire “ti amo” in dialetto abruzzese anche la Presentosa dice qualcosa di preciso: racconta di una città che sa trasformare le sue tradizioni più antiche in qualcosa di buono da mangiare.
Dove trovare la Presentosa a Pescara
La Presentosa originale si trova esclusivamente alla Pasticceria Caprice di Fabrizio Camplone, in Piazza Garibaldi 29, Pescara. È disponibile tutto l’anno in formato intero (750 g) e nelle Presentoselle monoporzione in confezione da 12 pezzi. Durante il periodo natalizio la domanda cresce significativamente e la confezione a forma di scrigno dai colori pastello diventa uno dei regali più amati dai pescaresi.
FAQ – La Presentosa di Pescara: le domande più frequenti
Cos’è la Presentosa? La Presentosa è un cake alle mandorle ricoperto di cioccolato che prende il nome dall’omonimo gioiello abruzzese in dono alle future spose, inventato da Tullio Camplone e diventato il dolce simbolo della pasticceria pescarese.
Da cosa prende il nome la Presentosa? Dal gioiello tradizionale femminile originario del Molise e dell’Abruzzo, un monile tondo con dentellature in filigrana che le prime notizie attestano come bene dotale di spose tra il 1804 e il 1816.
Qual è la differenza tra Presentosa e Parrozzo? Entrambi sono torte semisferiche di mandorle e uova ricoperte di cioccolato fondente. La presentosa è più soffice e dolce del parrozzo, con una lieve nota di liquore che riscalda il palato e la presenza di vaniglia nel suo impasto.
Chi ha inventato la Presentosa? La presentosa è stata creata originariamente da Tullio Camplone ed è diventata negli anni Ottanta il fiore all’occhiello del Bar Caprice in Piazza Garibaldi. Oggi è prodotta dal figlio Fabrizio, Maestro Pasticcere.
Dove si compra la Presentosa originale? Alla Pasticceria Caprice di Fabrizio Camplone in Piazza Garibaldi 29, Pescara. È disponibile in formato intero da 750 g e in Presentoselle monoporzione. Si può acquistare anche online sul sito della pasticceria.


Commento all'articolo