Camosciara

Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: il grande santuario naturale dell’Appennino

Introduzione

Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è una delle aree protette più importanti d’Italia e rappresenta il cuore verde dell’Appennino centrale. Nato ufficialmente nel 1923, è tra i parchi nazionali più antichi del Paese e si estende tra Abruzzo, Lazio e Molise, coinvolgendo montagne, foreste, laghi e borghi storici.

Qui vivono alcune delle specie simbolo della fauna italiana, come l’orso bruno marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d’Abruzzo. Allo stesso tempo il parco custodisce faggete secolari riconosciute dall’UNESCO, vallate spettacolari e tradizioni antiche che raccontano la storia della montagna abruzzese.

Tra sentieri, piccoli paesi e panorami incontaminati, il PNALM continua a essere una delle destinazioni naturalistiche più amate del Centro Italia.


Le origini del Parco nazionale d’Abruzzo

Il parco nacque grazie alle prime iniziative ambientaliste italiane del Novecento. L’idea fu sostenuta da studiosi, naturalisti e figure come Erminio Sipari, considerato il padre del parco, insieme al filosofo abruzzese Benedetto Croce.

L’inaugurazione avvenne il 9 settembre 1922 a Pescasseroli, mentre il riconoscimento ufficiale arrivò l’11 gennaio 1923. Inizialmente il territorio protetto interessava soprattutto l’alta valle del Sangro, ma negli anni il perimetro venne ampliato fino a comprendere zone del Lazio e del Molise.

Oggi il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise interessa 25 comuni distribuiti tra le province dell’Aquila, Frosinone e Isernia.


Un territorio tra montagne, laghi e faggete

L’area del parco è dominata dai monti Marsicani e dalle grandi dorsali appenniniche. Le cime più alte superano i 2200 metri, come il monte Petroso e il monte Meta.

Tra i paesaggi più celebri spiccano:

  • la Camosciara
  • la Val Fondillo
  • il lago di Barrea
  • il lago di Scanno
  • le Mainarde
  • il passo di Forca d’Acero
  • le faggete vetuste di Pescasseroli e Villavallelonga

Le foreste occupano gran parte del territorio e sono composte soprattutto da faggi secolari. Alcuni nuclei boschivi sono stati riconosciuti patrimonio mondiale UNESCO nel 2017 grazie alla loro eccezionale integrità naturale.


L’orso marsicano, simbolo del parco

Il simbolo assoluto del PNALM è l’orso bruno marsicano, sottospecie rarissima che vive quasi esclusivamente nell’Appennino centrale.

La popolazione resta molto ridotta e monitorata costantemente. Negli ultimi anni il parco ha rafforzato le attività di tutela ambientale e controllo del territorio per contrastare bracconaggio, incidenti stradali e presenza antropica eccessiva.

Accanto all’orso vivono anche:

  • lupo appenninico
  • cervo
  • capriolo
  • gatto selvatico
  • aquila reale
  • vipera dell’Orsini
  • lontra

Il camoscio d’Abruzzo rappresenta un altro successo storico della conservazione ambientale italiana. Salvato dall’estinzione proprio grazie al parco, oggi è tornato a vivere su molte montagne dell’Appennino.


I borghi più belli del parco

Uno degli aspetti più affascinanti del Parco nazionale d’Abruzzo è il legame tra natura e piccoli centri storici.

Tra i borghi più visitati ci sono:

  • Pescasseroli, sede del parco
  • Opi
  • Civitella Alfedena
  • Barrea
  • Scanno
  • Villetta Barrea
  • Alfedena

Molti conservano ancora l’aspetto medievale originario, con vicoli in pietra, castelli, chiese antiche e tradizioni legate alla pastorizia transumante.

Scanno, celebre anche per il lago a forma di cuore e i costumi tradizionali, resta uno dei centri più iconici dell’Abruzzo interno.


Cosa fare nel Parco nazionale d’Abruzzo

Il parco è una meta ideale in tutte le stagioni. Le attività più praticate sono:

  • trekking ed escursionismo
  • birdwatching
  • mountain bike
  • sci di fondo
  • fotografia naturalistica
  • canoa sul lago di Barrea
  • passeggiate guidate

Tra i percorsi più famosi ci sono i sentieri della Camosciara, la Val di Rose, la Val Fondillo e le escursioni verso il monte Meta.

Durante l’inverno, invece, località come Pescasseroli e Scanno attirano visitatori grazie agli impianti sciistici e ai paesaggi innevati.


Un modello di ambientalismo italiano

Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è stato uno dei primi laboratori italiani di tutela ambientale moderna. Negli anni Settanta e Ottanta il parco diventò un riferimento nazionale per le politiche di conservazione della fauna e per il turismo sostenibile.

Da questa esperienza nacquero successivamente altri grandi parchi appenninici, come il Parco nazionale della Maiella e il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Ancora oggi il PNALM rappresenta uno dei territori più preziosi per la biodiversità italiana.


In breve

✔ Perché visitarlo

Per vivere uno dei paesaggi naturali più spettacolari dell’Appennino italiano.

✔ Cosa lo rende unico

La presenza dell’orso marsicano, delle faggete UNESCO e dei borghi storici immersi nella natura.

✔ Esperienze consigliate

Escursioni nella Camosciara, visita al lago di Barrea, trekking in Val Fondillo e passeggiate nei borghi montani.


FAQ

Dove si trova il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise?

Si estende tra Abruzzo, Lazio e Molise, nelle province dell’Aquila, Frosinone e Isernia.

Qual è il simbolo del parco?

L’orso bruno marsicano è il simbolo più famoso dell’area protetta.

Qual è il borgo principale del parco?

Pescasseroli ospita la sede amministrativa del PNALM ed è il principale centro turistico.

Quali animali si possono vedere?

Orsi marsicani, lupi appenninici, cervi, camosci d’Abruzzo, aquile reali e molte altre specie protette.

Quando visitare il parco?

Ogni stagione offre esperienze diverse: estate per trekking ed escursioni, autunno per il foliage, inverno per la neve e primavera per la fauna e la fioritura.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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