Montepulciano d’Abruzzo DOC: viaggio nel vino rosso che racconta l’identità abruzzese
Introduzione
Il Montepulciano d’Abruzzo è molto più di un semplice vino rosso. Si tratta infatti di una delle denominazioni più rappresentative dell’enologia italiana e di un simbolo profondamente legato al territorio abruzzese. La DOC interessa un ampio areale che comprende le province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, attraversando colline, vallate interne e fascia adriatica.
Nel corso dei secoli questo vino ha accompagnato la storia agricola della regione. Inoltre, grazie alle sue caratteristiche intense e alla forte identità territoriale, il Montepulciano d’Abruzzo è diventato uno dei prodotti più riconoscibili della cultura gastronomica locale.
Le origini del Montepulciano d’Abruzzo
L’uva Montepulciano è presente in Abruzzo da epoche lontane. Tuttavia, il nome con cui oggi la conosciamo iniziò a diffondersi soltanto a partire dal XVII secolo.
Secondo diverse interpretazioni storiche, il vitigno avrebbe radici comuni con altre varietà a bacca nera del Mezzogiorno, probabilmente influenzate dalla viticoltura di origine greca. Per oltre due secoli, inoltre, è proseguita la discussione sull’origine del nome “Montepulciano”, conteso tra l’Abruzzo e la città toscana di Montepulciano.
La confusione nacque soprattutto per alcune somiglianze ampelografiche tra i vitigni e per la capacità di produrre vini apparentemente simili. In realtà il Montepulciano abruzzese, tardivo e strutturato, si distingue nettamente dal prugnolo gentile toscano, clone del sangiovese grosso.
La diffusione moderna del vitigno in Abruzzo riprese dopo la crisi della fillossera di fine Ottocento. In particolare, la zona di Tollo, nel Chietino, ebbe un ruolo decisivo nella ripartenza della coltivazione.
Zona di produzione: dalle colline al cuore dell’Abruzzo
La DOC Montepulciano d’Abruzzo interessa terreni collinari situati fino a 500 metri sul livello del mare, con eccezioni fino a 600 metri per i versanti esposti a sud.
L’areale comprende:
- fascia adriatica abruzzese
- Val Pescara
- Valle Peligna
- Valle del Tirino
- bassa Valle dell’Aterno
- Valle Subequana
- Valle Roveto
Questa varietà geografica contribuisce alla ricchezza aromatica del vino. Infatti, mare, colline e montagne influenzano microclimi e maturazione delle uve.
In questo scenario rientrano territori che raccontano anche la storia agricola e culturale dell’Abruzzo, intrecciandosi con paesaggi che caratterizzano l’identità regionale.
Le sottozone del Montepulciano d’Abruzzo DOC
Il disciplinare individua diverse sottozone, ciascuna con caratteristiche specifiche.
Alto Tirino
Situata nell’Aquilano, comprende i comuni di Capestrano, Ofena e Villa Santa Lucia degli Abruzzi. Qui il Montepulciano nasce in un contesto montano e interno.
Terre di Casauria
La sottozona Casauria o Terre di Casauria interessa numerosi comuni della provincia di Pescara, tra cui Alanno, Scafa, Torre de’ Passeri e Tocco da Casauria.
Questa area possiede una forte identità storica e paesaggistica, legata anche all’antica abbazia di San Clemente a Casauria e ai percorsi dell’entroterra pescarese.
Teate
È la sottozona più estesa e comprende gran parte della provincia di Chieti, con località come Ortona, Lanciano, Tollo e Vasto.
Terre dei Peligni
Coinvolge l’area della Valle Peligna, con comuni come Sulmona, Pacentro e Corfinio. Proprio questa valle viene spesso indicata come uno degli ambienti ideali per l’acclimatazione del vitigno.
Terre dei Vestini
Di particolare interesse per il territorio pescarese, la sottozona Terre dei Vestini comprende:
- Pescara
- Penne
- Loreto Aprutino
- Montesilvano
- Spoltore
- Pianella
- Cepagatti
- Città Sant’Angelo
- e numerosi altri centri dell’entroterra
Qui la tradizione vitivinicola convive con paesaggi collinari storicamente vocati alla coltivazione della vite.
📦 Lo sapevi?
La precedente sottozona Colline Teramane ha ottenuto nel 2011 il riconoscimento DOCG, diventando una denominazione autonoma e confermando l’elevata qualità della viticoltura abruzzese.
Il disciplinare e le tecniche di produzione
La denominazione Montepulciano d’Abruzzo DOC fu istituita con DPR del 24 maggio 1968.
Il disciplinare consente principalmente due forme di allevamento:
- pergola abruzzese
- spalliera semplice o doppia
È consentita l’irrigazione di soccorso, mentre restano vietate le pratiche di forzatura.
Le operazioni di vinificazione e invecchiamento devono svolgersi all’interno della zona di produzione. Inoltre, il vino non può essere commercializzato prima del 1° marzo successivo alla vendemmia.
La versione Riserva richiede almeno due anni di invecchiamento, di cui nove mesi in legno. Nella sottozona Terre di Casauria Riserva, il disciplinare prevede anche un affinamento minimo in bottiglia di sei mesi.
Caratteristiche del Montepulciano d’Abruzzo
Il disciplinare prevede una composizione con Montepulciano minimo 85%, mentre nelle sottozone può arrivare al 100%.
Dal punto di vista sensoriale, il vino presenta caratteristiche riconoscibili:
Aspetto
Rosso rubino intenso con sfumature violacee che tendono al granato con l’invecchiamento.
Profumo
Sentori di frutti rossi, spezie e note eteree.
Gusto
Pieno, secco, armonico e giustamente tannico.
Per questo motivo il Montepulciano d’Abruzzo è spesso apprezzato sia nella versione giovane sia in quella affinata.
Montepulciano d’Abruzzo e cucina abruzzese
Il legame tra questo vino e la gastronomia regionale è profondo.
Il Montepulciano giovane accompagna bene:
- grigliate di carne
- piatti di maiale e agnello
- primi con sughi di carne
Le versioni più mature, invece, trovano equilibrio con:
- arrosti
- cacciagione
- carni rosse
- pecorini stagionati
- preparazioni robuste della tradizione abruzzese
Non è un caso che venga spesso servito insieme a piatti simbolo della cucina regionale, contribuendo a raccontare quella cultura gastronomica che attraversa costa e aree interne.
Il vino simbolo dell’Abruzzo nel panorama italiano
Dalla vendemmia 2003 la sottozona Colline Teramane ha ottenuto la DOCG. Nel frattempo, altre aree hanno ricevuto la menzione Riserva.
Nel 2007 il Montepulciano d’Abruzzo risultò il primo vino DOC italiano per produzione. Questo dato conferma il peso economico e culturale della denominazione.
A vigilare sul rispetto del disciplinare opera il Consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo, impegnato nella salvaguardia e promozione delle principali DOC regionali.
Ancora oggi il nome Montepulciano identifica un vitigno e non una denominazione geografica protetta. Proprio questa particolarità continua ad alimentare riflessioni e dibattiti sul rapporto tra varietà botanica e territorio.
FAQ – Domande sul Montepulciano d’Abruzzo
Il Montepulciano d’Abruzzo è un vitigno o un vino?
Entrambi. Montepulciano è il nome del vitigno, mentre Montepulciano d’Abruzzo identifica la DOC prodotta in Abruzzo.
Dove si produce il Montepulciano d’Abruzzo DOC?
Nelle province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, in aree collinari e vallive comprese entro specifici limiti altimetrici.
Qual è la differenza tra Montepulciano d’Abruzzo e Montepulciano toscano?
Il Montepulciano d’Abruzzo deriva dal vitigno Montepulciano. Il vino di Montepulciano in Toscana, invece, è storicamente legato al prugnolo gentile, clone del sangiovese.
Con quali piatti si abbina meglio?
Si abbina a carni rosse, arrosti, pecorini stagionati, cacciagione e primi piatti con sughi di carne.
Cos’è la versione Riserva?
È una tipologia sottoposta a un periodo minimo di invecchiamento, generalmente due anni, con almeno nove mesi in legno.


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