Cerasuolo: vino prodotto in Abruzzo

Cerasuolo d’Abruzzo: il vino rosa che nasce dal cuore dell’Abruzzo


Introduzione

Il Cerasuolo d’Abruzzo è uno dei vini più identitari della tradizione regionale. Nato principalmente da uve Montepulciano, questo vino dal caratteristico colore ciliegia accompagna da secoli la cultura gastronomica abruzzese.

Oggi il Cerasuolo d’Abruzzo DOC possiede una denominazione autonoma e una forte personalità enologica. Infatti unisce freschezza, struttura e intensità aromatica, mantenendo un profondo legame con il territorio delle quattro province abruzzesi.

La sua storia attraversa epoche antiche, pratiche contadine e trasformazioni moderne della viticoltura regionale.


Le origini del Cerasuolo d’Abruzzo

La presenza della vite in Abruzzo affonda le radici nell’antichità. Una delle testimonianze più citate appartiene allo storico greco Polibio, che raccontando le vicende di Annibale dopo la battaglia di Canne del 216 a.C. lodava i vini di questo territorio per la loro capacità di rinvigorire uomini e feriti.

La storia moderna del Cerasuolo d’Abruzzo prende però forma tra Ottocento e Novecento. In quel periodo il vitigno Montepulciano si diffuse progressivamente dalle aree interne verso le colline e le pianure vicine all’Adriatico, diventando uno dei protagonisti del paesaggio agricolo regionale.

Negli anni Sessanta i produttori avviarono l’iter per il riconoscimento della DOC Montepulciano d’Abruzzo. Tuttavia il Cerasuolo venne inserito come semplice tipologia dello stesso vino.

Solo dopo oltre quarant’anni di crescita qualitativa e riconoscimento sul mercato maturò l’idea di attribuirgli un’identità autonoma. Per questo motivo la vendemmia 2010 segnò una svolta storica con il riconoscimento ufficiale della DOC Cerasuolo d’Abruzzo.

Fu la prima denominazione italiana riservata esclusivamente a un vino rosa.


Il territorio del Cerasuolo d’Abruzzo DOC

Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC può essere prodotto in un’ampia area che comprende numerosi comuni delle province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo.

L’Abruzzo offre condizioni particolarmente favorevoli alla viticoltura. Infatti il clima mediterraneo della fascia costiera incontra l’influenza più continentale dell’interno, creando un mosaico ambientale molto vario.

Le brezze provenienti dall’Adriatico mitigano le temperature delle zone costiere. Allo stesso tempo le aree collinari vicine al Gran Sasso e alla Maiella registrano forti escursioni termiche tra giorno e notte.

Queste condizioni favoriscono maturazioni equilibrate e contribuiscono alla definizione aromatica delle uve.

Le vigne destinate alla produzione del Cerasuolo devono trovarsi prevalentemente in collina, fino a 500 metri di altitudine, con deroghe fino a 600 metri per i versanti meglio esposti.

In questo paesaggio agricolo convivono tradizione e innovazione, proprio come accade in molte produzioni che raccontano la cultura enogastronomica abruzzese.


Il Montepulciano, l’uva alla base del Cerasuolo

Il protagonista assoluto del Cerasuolo d’Abruzzo è il vitigno Montepulciano.

Il disciplinare prevede una presenza minima dell’85%. La restante quota può essere costituita da altre uve a bacca rossa non aromatiche autorizzate in Abruzzo.

Le origini del Montepulciano sono da sempre oggetto di studio. Molti storici e ampelografi collocano la sua culla naturale tra la conca Peligna e l’area di Torre de’ Passeri.

Per lungo tempo il vitigno venne confuso con il Sangiovese e con il Prugnolo Gentile. Tuttavia studi e documenti storici hanno progressivamente chiarito la distinzione tra queste varietà.

Il Montepulciano possiede grappoli medi e compatti, acini dalla buccia spessa e una maturazione tardiva, generalmente nel mese di ottobre. Inoltre si adatta sia alla tradizionale pergola abruzzese sia ai moderni sistemi a spalliera.


Come nasce il Cerasuolo d’Abruzzo

Il Cerasuolo occupa una posizione particolare nel panorama dei vini rosati italiani.

Diversamente da molti rosé, infatti, non richiede una vera e propria debucciatura preventiva dell’acino per ottenere il colore caratteristico.

Il suo nome richiama la tonalità rosso ciliegia, risultato di un breve contatto tra mosto e bucce di Montepulciano.

Storicamente era considerato un vino difficile da produrre. I contadini abruzzesi desideravano ottenere un prodotto fresco e fragrante ma allo stesso tempo capace di mantenere struttura e capacità evolutiva.

Per questo motivo il Cerasuolo veniva spesso riservato agli ospiti più importanti.


Lo sapevi?

Il termine “Cerasuolo” deriva da cerasa, parola dialettale abruzzese che indica la ciliegia. Il nome richiama il colore brillante del vino, uno dei suoi tratti più riconoscibili.


Disciplinare e tipologie del Cerasuolo d’Abruzzo DOC

Il disciplinare distingue due principali tipologie:

Cerasuolo d’Abruzzo DOC

Prevede:

  • Montepulciano minimo 85%
  • gradazione minima 12% vol
  • resa massima 140 quintali per ettaro
  • resa vino 70%

Dal punto di vista organolettico presenta:

  • colore rosso ciliegia
  • profumi fruttati e vinosi
  • gusto secco, armonico e morbido
  • tipico finale leggermente mandorlato.

Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC

La versione Superiore richiede parametri più restrittivi:

  • gradazione minima 12,5% vol
  • resa massima 120 quintali per ettaro
  • estratto secco più elevato.

Inoltre può essere commercializzato dal 1° marzo dell’anno successivo alla vendemmia.

Il disciplinare impone anche l’indicazione obbligatoria dell’annata e, per la versione Superiore, l’uso del tappo in sughero raso bocca.


Due anime del Cerasuolo d’Abruzzo

Non esiste un solo stile di Cerasuolo d’Abruzzo.

Nelle aree interne e più fresche emergono vini sottili, tesi e caratterizzati da maggiore freschezza.

Le zone costiere e le colline prossime all’Adriatico producono invece Cerasuolo più morbidi e strutturati, spesso ricchi di frutto e maggiore volume gustativo.

Questa differenza racconta bene la varietà del paesaggio regionale, lo stesso che caratterizza molti aspetti della storia e del territorio abruzzese.


Con quali piatti si abbina il Cerasuolo d’Abruzzo

Il Cerasuolo d’Abruzzo è considerato un vino estremamente versatile.

Tradizionalmente accompagna i brodetti di pesce della costa adriatica. Infatti la sua freschezza e la lieve struttura tannica dialogano bene con zuppe di pesce arricchite da pomodoro.

Allo stesso tempo si abbina a:

  • antipasti
  • carni bianche
  • salumi
  • formaggi
  • secondi di carne leggera.

In Abruzzo viene spesso scelto anche come vino da tutto pasto o aperitivo.


FAQ – Domande sul Cerasuolo d’Abruzzo

Il Cerasuolo d’Abruzzo è un vino rosato?

Sì. È un vino rosa ottenuto prevalentemente da uve Montepulciano, con un colore che varia dal ciliegia chiaro al rosso cerasuolo più intenso.

Da quali uve nasce il Cerasuolo d’Abruzzo?

Il disciplinare richiede almeno l’85% di Montepulciano, con possibilità di aggiungere altre uve rosse non aromatiche autorizzate in Abruzzo.

Quando è diventato DOC autonomo?

Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC è stato riconosciuto come denominazione indipendente con la vendemmia del 2010.

Quali piatti si abbinano meglio al Cerasuolo?

Si abbina bene ai brodetti di pesce, ma anche a carni bianche, formaggi e antipasti.

Qual è la differenza tra Cerasuolo e Cerasuolo Superiore?

La versione Superiore prevede gradazione minima più alta, rese inferiori e requisiti produttivi più rigorosi.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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