Marco Mazza “Bubù”: la storia del capo della Curva Nord di Pescara che vive ancora nello Stadio Adriatico

INTRODUZIONE
Ci sono persone che non scendono mai in campo, non segnano gol e non alzano trofei. Eppure diventano simboli assoluti.
Marco Mazza, per tutti Bubù, era una di queste.
Pescatore del Borgo Marino Sud, leader dei Pescara Rangers e anima della Curva Nord, ha rappresentato per anni un punto di riferimento per il tifo biancazzurro. È morto il 10 gennaio 2006, a soli 39 anni.
Eppure, a Pescara, una cosa è certa: Bubù non se n’è mai andato davvero.
Le origini: il ragazzo del Borgo Marino
La storia di Bubù con il Pescara inizia prestissimo.
Aveva appena dieci anni quando disse al padre che sarebbe andato da solo in trasferta a Bologna.
Un bambino. Da solo. Per seguire il Delfino.
Già allora si capiva tutto.
Cresce nel Borgo Marino Sud, in una famiglia di armatori.
Il mare è casa sua. Il lavoro è quello del pescatore. La vita è semplice, concreta, fatta di fatica e rispetto.
E poi c’è l’altro amore: il Pescara.
Due mondi diversi, ma profondamente legati.
Perché a Pescara il mare e il calcio parlano la stessa lingua.
I Rangers e la Curva Nord: diventare un leader
Il percorso di Bubù nella curva non è improvviso.
Prima i gruppi storici, poi l’unificazione sotto un unico nome: Rangers.
Ed è proprio lì che emerge.
Non per forza. Non per imposizione.
Ma per una cosa che non si insegna: l’autorevolezza.
Era un uomo di poche parole.
Non alzava la voce. Non cercava lo scontro.
Eppure tutti lo ascoltavano.
Perché essere capo ultras, a Pescara, non significa solo guidare cori o organizzare trasferte.
Significa tenere insieme centinaia di persone.
Significa evitare fratture.
Significa rappresentare un’identità.
Bubù faceva tutto questo con equilibrio.
E questo lo rendeva diverso.
Una curva rispettata in tutta Italia
Negli anni, la Curva Nord del Pescara diventa una delle più rispettate d’Italia.
Non è scontato.
Parliamo di una realtà di provincia, lontana dai grandi palcoscenici.
Eppure quella curva si fa conoscere ovunque:
- per la presenza in trasferta
- per le coreografie
- per la coerenza
Ma soprattutto per una cosa: il rispetto guadagnato sul campo… e sugli spalti.
Bubù è al centro di questo percorso.
Costruisce rapporti, mantiene equilibri, cura legami che ancora oggi esistono — come i gemellaggi con Vicenza e Messina.
Non è solo tifo.
È comunità.
Il 10 gennaio 2006: il giorno che cambia tutto
Il 10 gennaio 2006, Bubù muore a causa di una malattia.
Aveva 39 anni.
La notizia colpisce Pescara come un pugno allo stomaco.
Non è solo la perdita di un capo ultras.
È la perdita di una figura umana, rispettata ben oltre la curva.
Il funerale è qualcosa di raro.
Arrivano tifoserie da tutta Italia.
Amici, rivali, gemellati.
Persino chi stava dall’altra parte.
Sugli spalti, nei giorni successivi, compaiono striscioni ovunque.
Serie A, B, C.
Un messaggio chiaro:
il rispetto non ha colori.
La Curva Nord Marco Mazza
Il modo più concreto per ricordarlo arriva poco dopo.
La Curva Nord dello Stadio Adriatico viene intitolata a lui.
Da quel momento, il suo nome entra nello stadio.
Per sempre.
Ma non è solo una targa.
È qualcosa che si vede ancora oggi:
- nei cori
- negli striscioni
- nei muri del Borgo Marino
E ogni anno, il 10 gennaio, succede sempre la stessa cosa.
I tifosi si ritrovano.
Vanno verso il Ponte del Mare.
Appendono uno striscione.
Sul mare che lui conosceva meglio di chiunque altro.
Box Informativo
Marco Mazza “Bubù” — in breve
📍 Nato: Pescara
📅 Morto: 10 gennaio 2006 (39 anni)
⚽ Squadra: Pescara
🏟️ Curva: Rangers 1976 – Curva Nord
👑 Ruolo: leader e capo ultras
🤝 Gemellaggi: Vicenza, Messina
🏅 Ricordo: Curva Nord dello Stadio Adriatico intitolata a lui
📅 Omaggio annuale: 10 gennaio, Ponte del Mare
Il ricordo oggi: “Bubù vive”
Ci sono nomi che restano.
E poi ci sono nomi che diventano qualcosa di più.
“Bubù vive” non è uno slogan.
È una presenza.
Lo trovi scritto sui muri.
Lo senti nei cori.
Lo vedi negli occhi di chi quella curva la vive ogni domenica.
Anche chi non lo ha mai conosciuto sa chi era.
Perché certe storie si tramandano.
E non hanno bisogno di essere spiegate.
Restano.
Come il mare davanti al Borgo Marino.
Come una curva che non dimentica.
Faq
Chi era Marco Mazza detto Bubù?
Era il leader dei Pescara Rangers e capo storico della Curva Nord. Pescatore del Borgo Marino Sud, è stato un punto di riferimento per il tifo biancazzurro per anni.
Quando è morto Bubù?
Il 10 gennaio 2006, a 39 anni, dopo una malattia.
Perché la Curva Nord porta il suo nome?
Per il suo ruolo centrale nella storia del tifo pescarese e per aver reso la curva una delle più rispettate d’Italia.
Come viene ricordato ogni anno?
Ogni 10 gennaio i tifosi si ritrovano e appendono uno striscione sul Ponte del Mare in suo onore.
Chi partecipò al suo funerale?
Tifoserie da tutta Italia, comprese anche realtà storicamente rivali. Un segno di rispetto raro nel mondo ultras.



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