Maglieria Gran Sasso

Gran Sasso: la storia della maglieria nata a Sant’Egidio alla Vibrata

Introduzione

Quando si parla di Made in Italy si pensa spesso alle grandi capitali della moda, da Milano a Firenze. Ma alcune delle storie più importanti della manifattura italiana sono nate lontano dalle passerelle, in piccoli centri dove il lavoro e la tradizione artigianale hanno costruito aziende diventate famose in tutto il mondo.

È il caso del Maglificio Gran Sasso, azienda nata nel 1952 a Sant’Egidio alla Vibrata, in Abruzzo, e diventata negli anni un punto di riferimento internazionale per la maglieria di qualità.

Alla base della sua storia ci sono quattro fratelli, Nello, Eraldo, Alceo e Francesco Di Stefano, che hanno trasformato una piccola attività familiare in una realtà industriale capace di portare la qualità della manifattura abruzzese sui mercati italiani e internazionali.

Una storia lunga oltre settant’anni, fatta di famiglia, passione, innovazione e soprattutto di quella cura per il prodotto che ancora oggi rappresenta uno dei tratti distintivi del marchio.

La nascita del Maglificio Gran Sasso nel 1952

La storia di Gran Sasso comincia nel 1952 a Sant’Egidio alla Vibrata, piccolo centro della provincia di Teramo, nella Val Vibrata, a pochi chilometri dal confine tra Abruzzo e Marche.

È qui che i quattro fratelli Di Stefano decidono di dedicarsi alla produzione di capi di maglieria.

In un periodo in cui l’Italia sta vivendo la ricostruzione e il progressivo sviluppo dell’industria, i fratelli intuiscono le potenzialità di un settore nel quale la tradizione artigianale può incontrare una domanda sempre maggiore.

La loro idea è semplice ma ambiziosa: realizzare capi di maglieria caratterizzati da qualità, eleganza e attenzione alle lavorazioni.

Quella che nasce come una piccola azienda familiare comincia così a crescere, conquistando progressivamente nuovi clienti e nuove quote di mercato.

Dagli anni Settanta la crescita dell’azienda

Il primo grande cambiamento arriva negli anni Settanta, quando il Maglificio Gran Sasso compie il passaggio da azienda familiare a realtà industriale.

È una fase fondamentale nella storia dell’impresa.

La produzione si amplia, l’organizzazione diventa sempre più strutturata e il marchio comincia a conquistare una posizione sempre più importante non soltanto sul mercato italiano, ma anche all’estero.

La crescita internazionale contribuisce a costruire l’immagine di Gran Sasso come azienda legata alla qualità della manifattura italiana.

La maglieria diventa così il cuore di un marchio che riesce a trasformare una lavorazione tradizionale in un prodotto capace di confrontarsi con i grandi nomi della moda internazionale.

Il nuovo stabilimento di Sant’Egidio alla Vibrata

Il nuovo millennio porta con sé un ulteriore importante sviluppo.

Nel 2002 iniziano i lavori per la realizzazione del nuovo complesso del Maglificio Gran Sasso a Sant’Egidio alla Vibrata.

La struttura, con una superficie di circa 36.000 metri quadrati, viene progettata per riunire diverse attività dell’azienda: produzione, magazzino, amministrazione, showroom e mensa.

Il nuovo stabilimento è pensato per ospitare oltre 400 dipendenti e un parco macchine completamente rinnovato.

È un investimento che racconta bene la trasformazione dell’azienda: quella che era nata come piccola realtà familiare è ormai diventata una struttura produttiva importante, ma senza perdere il legame con il territorio nel quale è nata.

Nel 2005 il nuovo Opificio di Roseto degli Abruzzi

La crescita di Gran Sasso prosegue anche nel 2005, quando l’azienda inaugura un nuovo Opificio a Roseto degli Abruzzi.

La particolarità di questa struttura è anche nella sua storia: l’Opificio nasce infatti dal recupero di un’antica fornace utilizzata in passato per la produzione di mattoni fatti a mano.

Un vecchio edificio legato alla tradizione produttiva del territorio viene così trasformato e riportato a nuova vita, diventando uno spazio dedicato alla lavorazione tessile.

L’Opificio viene specializzato nella tessitura su telai Cotton, ampliando ulteriormente le capacità produttive dell’azienda.

È un altro esempio del percorso seguito da Gran Sasso: recuperare competenze e tradizioni del passato mettendole al servizio di una produzione moderna.

La forza della manifattura italiana

Uno degli elementi che hanno caratterizzato la storia del Maglificio Gran Sasso è proprio il rapporto tra artigianalità e industria.

La crescita dell’azienda non ha significato abbandonare la cura tipica della lavorazione artigianale. Al contrario, la produzione si è sviluppata attraverso tecnologie, macchinari e strutture sempre più moderne, mantenendo centrale l’attenzione alla qualità.

Nel tempo l’azienda ha sviluppato una realtà produttiva articolata, che comprende anche una tintoria industriale interna.

Questo permette di seguire diverse fasi della lavorazione e di mantenere un controllo diretto sulla qualità dei prodotti.

Una filosofia che ha accompagnato Gran Sasso fin dagli inizi e che continua a rappresentare una parte importante della sua identità.

Gran Sasso durante la pandemia

Anche per il Maglificio Gran Sasso gli anni della pandemia hanno rappresentato una fase particolarmente difficile.

Il settore della moda e dell’abbigliamento è stato infatti fortemente colpito dalle conseguenze della crisi, dalle difficoltà produttive alla riduzione dei consumi e alla complessità dei rapporti commerciali.

L’azienda è riuscita però a mantenere stabilità e continuità, anche grazie ai rapporti consolidati negli anni con clienti e fornitori.

Un periodo complicato che ha messo alla prova l’intero sistema produttivo, ma che ha confermato la solidità di una realtà costruita in oltre settant’anni di attività.

La terza generazione della famiglia Di Stefano

Oggi la storia del Maglificio Gran Sasso continua con l’ingresso operativo della terza generazione della famiglia Di Stefano.

È un passaggio importante perché significa che, a più di settant’anni dalla fondazione, l’azienda mantiene ancora una forte impronta familiare.

La nuova generazione è chiamata a portare avanti il percorso iniziato dai quattro fratelli nel 1952, cercando un equilibrio tra ciò che ha reso Gran Sasso un marchio riconoscibile e le nuove esigenze del mondo della moda.

Tradizione e innovazione continuano quindi a viaggiare insieme.

Da Sant’Egidio alla Vibrata a Milano e ai mercati internazionali

Oggi il Maglificio Gran Sasso è una realtà affermata nella produzione e commercializzazione di maglieria e abbigliamento casual di alta qualità.

Il cuore dell’azienda rimane in Abruzzo, a Sant’Egidio alla Vibrata, dove tutto è iniziato nel 1952. Ma la sua presenza va ben oltre il territorio regionale.

Tra le realtà che completano l’azienda c’è anche lo showroom di Corso Venezia a Milano, nel cuore della moda italiana.

È forse questo uno degli aspetti più significativi della storia di Gran Sasso: essere riuscita a partire da un piccolo centro della Val Vibrata e arrivare nel cuore del sistema della moda, mantenendo sempre saldo il legame con il territorio d’origine.

Gran Sasso, un’eccellenza abruzzese nel mondo

La storia del Maglificio Gran Sasso è una delle tante storie di imprese che raccontano un Abruzzo capace di trasformare lavoro, tradizione e capacità imprenditoriale in eccellenze conosciute oltre i confini regionali.

Tutto nasce nel 1952 dalla visione di quattro fratelli e da una piccola azienda familiare. Da allora sono passati più di settant’anni, durante i quali Gran Sasso ha attraversato la trasformazione dell’economia italiana, la crescita dell’industria della moda, l’apertura ai mercati internazionali e le difficoltà degli ultimi anni.

Il filo conduttore, però, è rimasto lo stesso: la passione per la maglieria di qualità e il valore della manifattura italiana.

Da Sant’Egidio alla Vibrata al mondo, quella di Gran Sasso è così diventata una storia di famiglia e di impresa, ma anche una storia profondamente abruzzese.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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