Francesco Mancini, il portiere che lasciò un segno anche a Pescara

Introduzione
Tra i portieri più riconoscibili del calcio italiano degli anni Novanta, Francesco Mancini ha costruito una carriera lunga e intensa tra Serie A e Serie B. Nato a Matera ma profondamente legato alla Puglia e all’Abruzzo, il numero uno lucano è ricordato non soltanto per le sue parate, ma anche per il suo percorso umano e professionale.
Il nome di Francesco Mancini è infatti associato a piazze importanti come Foggia, Bari e Napoli. Tuttavia, per molti tifosi pescaresi il suo ricordo resta indissolubilmente legato al Pescara di Zdeněk Zeman, dove lavorava come preparatore dei portieri.
Le origini di Francesco Mancini
Francesco Mancini, chiamato spesso Franco, nacque a Matera il 10 ottobre 1968. Cresciuto calcisticamente nella squadra della sua città, il Matera, iniziò il percorso professionistico in Serie C2 nella metà degli anni Ottanta.
Fin dai primi passi emerse il profilo di un portiere dal carattere forte. Inoltre, possedeva qualità atletiche che lo rendevano già allora molto affidabile tra i pali.
Il passaggio al Bisceglie nel 1987 durò poco. Infatti, nello stesso anno arrivò la chiamata del Foggia, destinata a cambiare il corso della sua carriera.
Il Foggia e gli anni con Zeman
La storia calcistica di Mancini si intreccia soprattutto con quella del Foggia. Con i rossoneri disputò nove stagioni, vivendo la straordinaria scalata dalla Serie C1 fino alla Serie A.
Gli anni del cosiddetto Foggia dei miracoli coincisero con la crescita definitiva del portiere materano. Sotto la guida di Zdeněk Zeman, Mancini divenne un punto fermo della squadra che conquistò notorietà nazionale per il gioco offensivo e spettacolare.
Tra il 1991 e il 1995 difese la porta foggiana nella massima serie. Inoltre, nella stagione 1994-1995 stabilì una lunga striscia di imbattibilità di 492 minuti.
Quell’esperienza lo rese uno dei portieri più conosciuti del campionato italiano.
Lazio, Bari e Napoli: una carriera tra Serie A e Serie B
Nel 1995 arrivò il trasferimento in prestito alla Lazio. La società biancoceleste cercava un portiere affidabile a causa degli infortuni di Luca Marchegiani e Fernando Orsi.
L’esperienza romana fu breve ma significativa. Mancini collezionò sei presenze in Serie A e successivamente tornò al Foggia.
Dopo l’ultima stagione rossonera iniziò un nuovo capitolo al Bari, dove giocò tre campionati da titolare. Successivamente vestì la maglia del Napoli.
Con il club partenopeo visse stagioni diverse tra loro. Da una parte arrivò la retrocessione del 2000-2001, dall’altra disputò da protagonista il campionato di Serie B 2001-2002 giocando tutte le 38 partite.
Nel complesso, Francesco Mancini totalizzò 240 presenze in Serie A e 175 in Serie B, numeri che raccontano la continuità di una carriera lunga e competitiva.
Le caratteristiche tecniche del portiere
Mancini era un portiere moderno per il suo tempo.
Solido tecnicamente, coraggioso nelle uscite e molto abile con i piedi, interpretava il ruolo con personalità. Per questo motivo veniva apprezzato da allenatori e tifosi.
La sua lettura delle azioni era spesso aggressiva. Tuttavia, questo stile comportava anche qualche rischio e occasionali errori.
Tra gli episodi rimasti nella memoria degli appassionati spicca un curioso sombrero riuscito a Marco Van Basten, gesto tecnico raro per un portiere e diventato quasi leggendario.
Curiosità su Francesco Mancini
✔ Appassionato di musica reggae
✔ Suonava la batteria nel tempo libero
✔ Viveva a Foggia con la famiglia
✔ Era considerato un personaggio carismatico e molto amato negli spogliatoi
✔ Ha lavorato con Zeman sia a Foggia sia a Pescara
Il legame con Pescara e l’esperienza in biancazzurro
Dopo il ritiro dal calcio giocato, Mancini intraprese la carriera da allenatore e preparatore dei portieri.
Nel 2009-2010 lavorò al Manfredonia. Successivamente entrò nello staff del Foggia guidato da Zeman.
Nel giugno 2011 arrivò il trasferimento al Pescara, entrando nello staff tecnico del boemo. Era la stagione che avrebbe riportato entusiasmo e identità calcistica in città, un percorso che appartiene alla più ampia storia dello sport pescarese e del rapporto tra il Delfino e i suoi protagonisti.
Mancini seguiva quotidianamente la crescita dei portieri biancazzurri e contribuiva al lavoro tecnico della squadra.
Per questo motivo il suo nome resta legato anche alla memoria sportiva della città.
La scomparsa e il ricordo ancora vivo
Il 30 marzo 2012 Francesco Mancini morì improvvisamente a Pescara, colpito da un infarto nella sua abitazione.
Quella mattina aveva preso parte regolarmente all’allenamento del Pescara nel ruolo di preparatore dei portieri.
La notizia colpì profondamente l’ambiente calcistico. Infatti, Mancini era stimato non soltanto per le qualità professionali ma anche per il carattere umano.
I funerali si svolsero a Manfredonia, città dove è sepolto.
Negli anni successivi arrivarono anche importanti riconoscimenti postumi. La curva nord dello stadio Zaccheria di Foggia fu intitolata alla sua memoria, mentre a Matera ricevette un ulteriore omaggio con l’intitolazione di una gradinata dello stadio cittadino.
L’eredità di Francesco Mancini nel calcio italiano
La figura di Francesco Mancini continua a essere ricordata da tifosi e addetti ai lavori.
Non fu soltanto un portiere capace di attraversare diverse epoche del calcio italiano. Allo stesso tempo fu un professionista apprezzato per dedizione e autenticità.
Tra Foggia, Bari, Napoli e Pescara, la sua storia resta quella di un uomo che visse il calcio con passione sincera, lasciando un segno che va oltre numeri e statistiche.
FAQ – Domande su Francesco Mancini
Quante presenze ha collezionato Francesco Mancini in Serie A?
Francesco Mancini ha disputato 240 partite in Serie A, giocando con Foggia, Lazio, Bari e Napoli.
In quali squadre ha giocato Francesco Mancini?
Nel corso della carriera ha vestito le maglie di Matera, Foggia, Lazio, Bari, Napoli, Pisa, Sambenedettese, Teramo, Salernitana, Martina e Fortis Trani.
Quale ruolo aveva nel Pescara?
Nel Pescara era allenatore dei portieri nello staff tecnico di Zdeněk Zeman.
Quando è morto Francesco Mancini?
Francesco Mancini è scomparso il 30 marzo 2012 a Pescara, all’età di 43 anni.
Perché Francesco Mancini è ricordato dai tifosi?
Oltre alla carriera da portiere, viene ricordato per il carattere umano, la personalità e il legame costruito con diverse piazze calcistiche, compresa Pescara.



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