Pastificio De Cecco, Fara di San Martino

De Cecco: la storia della pasta nata a Fara San Martino nel 1886

Pastificio De Cecco, Fara di San Martino
By Zitumassin – Own work, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15897806

Introduzione

Quando si parla di grandi marchi nati in Abruzzo, De Cecco occupa un posto speciale. La sua storia comincia a Fara San Martino, piccolo paese ai piedi della Maiella, dove la famiglia De Cecco lavorava già nel settore della molitura. Nel 1886 Filippo Giovanni De Cecco trasformò quell’esperienza in un’attività destinata a cambiare il volto della pasta italiana.

Da allora sono passati più di 130 anni. Tuttavia, il legame tra De Cecco e Fara San Martino è rimasto centrale nella storia dell’azienda, che ha trasformato una produzione nata in un piccolo borgo abruzzese in un marchio conosciuto in tutto il mondo.

Prima della pasta: la famiglia De Cecco e il mulino di Fara San Martino

Per capire la nascita di De Cecco bisogna fare un passo indietro rispetto al 1886.

La storia imprenditoriale della famiglia risale infatti al 1831, quando Nicola Antonio De Cecco avviò a Fara San Martino l’attività di mugnaio. Il suo mulino produceva farina e rappresentò il punto di partenza di una tradizione destinata a passare di generazione in generazione.

Il paese, situato alle pendici della Maiella, offriva un contesto particolarmente legato alla lavorazione del grano e all’arte bianca. Qui Filippo Giovanni De Cecco ereditò dal padre conoscenze, esperienza e passione per questo settore.

Nel 1886, Filippo decise quindi di ampliare l’attività familiare e di dedicarsi alla produzione della pasta. Nacque così il Molino e Pastificio dei Fratelli De Cecco.

Il 1886 e la nascita del Pastificio De Cecco

Il 1886 è l’anno che identifica ufficialmente la nascita del pastificio.

La nuova attività poteva contare sulle competenze maturate dalla famiglia nella produzione della farina. Inoltre, il territorio di Fara San Martino metteva a disposizione un elemento fondamentale per la lavorazione: l’acqua delle sorgenti della zona.

La pasta De Cecco cominciò così il suo percorso partendo da una realtà ancora artigianale. In pochi anni, però, Filippo Giovanni De Cecco comprese che per crescere era necessario affrontare uno dei principali problemi della produzione dell’epoca: l’essiccazione della pasta.

L’intuizione che cambiò la produzione della pasta

Alla fine dell’Ottocento la pasta veniva normalmente essiccata all’aria e al sole. Il sistema era fortemente condizionato dalle condizioni atmosferiche e rendeva difficile controllare in maniera costante il processo.

Nel 1889, Filippo Giovanni De Cecco mise a punto il primo impianto di essiccazione artificiale ad aria calda.

Si trattò di un passaggio decisivo. Il nuovo sistema permetteva infatti di rendere il processo più controllato e di svincolare la produzione dalle condizioni meteorologiche. Inoltre, una maggiore possibilità di conservazione della pasta favorì l’apertura verso mercati sempre più lontani.

L’innovazione fu riconosciuta anche molti anni dopo: nel 1935 l’Enciclopedia Treccani citò Filippo Giovanni De Cecco proprio in relazione all’impianto di essiccazione artificiale.

In breve

  • 1831: Nicola Antonio De Cecco avvia l’attività molitoria a Fara San Martino
  • 1886: Filippo Giovanni De Cecco fonda il pastificio
  • 1889: viene introdotto il sistema di essiccazione artificiale ad aria calda
  • 1893: la pasta De Cecco riceve una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Chicago
  • 1927: nasce il Molino e Pastificio De Cecco a Pescara
  • 2021: De Cecco viene inserita nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale

Da Fara San Martino agli Stati Uniti

L’innovazione tecnologica arrivò proprio nel momento in cui De Cecco iniziava a guardare oltre i confini abruzzesi.

Già negli ultimi anni dell’Ottocento la pasta partecipò a numerose esposizioni internazionali. Nel 1893, all’Esposizione Universale di Chicago, i prodotti di Filippo Giovanni De Cecco conquistarono la medaglia d’oro.

Nello stesso periodo arrivarono riconoscimenti anche in altre città italiane ed europee. La pasta prodotta a Fara San Martino cominciava quindi a farsi conoscere ben oltre l’Abruzzo.

Il processo di internazionalizzazione proseguì nei decenni successivi. Nel 1914 venne effettuata la prima spedizione di pasta De Cecco in Argentina, mentre nel 1926 il Touring Club Italiano descriveva la fabbrica di Fara San Martino come una realtà che riforniva l’Abruzzo ed esportava fino in America.

De Cecco arriva a Pescara

La crescita dell’azienda portò anche a un nuovo centro produttivo.

Nel 1920 nacque infatti il Molino e Pastificio De Cecco a Pescara, nella zona antistante lo scalo ferroviario di Porta Nuova. La posizione permetteva di sfruttare i collegamenti ferroviari e accompagnava l’espansione commerciale dell’azienda.

Nel 1924 avvenne inoltre il passaggio formale alla nuova generazione della famiglia, con la nascita della società F.lli De Cecco di Filippo Fara San Martino. Tre anni più tardi venne costituita la Società Anonima Molino De Cecco.

La presenza a Pescara racconta quindi un altro capitolo importante della crescita industriale abruzzese, quando la vicinanza alle infrastrutture e ai collegamenti diventava sempre più importante per le aziende.

La guerra e la ricostruzione

La storia di De Cecco, come quella di molte imprese italiane, attraversò anche gli anni difficili della Seconda guerra mondiale.

Nel 1943 lo stabilimento di Fara San Martino venne distrutto durante il conflitto. La ricostruzione fu guidata dalla terza generazione della famiglia e permise all’azienda di riprendere progressivamente la produzione.

Nel dopoguerra iniziò una nuova fase di crescita. La produzione aumentò e De Cecco cominciò a rafforzare ulteriormente la propria presenza sui mercati internazionali.

Nel 1952 arrivò anche uno degli elementi più riconoscibili del marchio: il logo con la contadina abruzzese in costume tradizionale, destinato a diventare parte dell’identità visiva dell’azienda.

Il metodo De Cecco tra tradizione e innovazione

Uno degli aspetti che ancora oggi caratterizzano il marchio è il rapporto tra innovazione e lavorazione tradizionale.

De Cecco continua a valorizzare elementi come la trafila ruvida e la lenta essiccazione a bassa temperatura. Secondo l’azienda, questo metodo permette di preservare maggiormente le caratteristiche organolettiche della semola e contribuisce alla superficie porosa della pasta.

Il metodo produttivo attuale è quindi il risultato di una lunga evoluzione. Allo stesso tempo, conserva alcuni principi che affondano le proprie radici nella storia del pastificio nato a Fara San Martino.

Un marchio abruzzese diventato internazionale

Nel corso del Novecento De Cecco ha continuato a crescere, ampliando la propria produzione e la presenza all’estero.

Negli anni più recenti l’azienda ha consolidato la propria dimensione internazionale. Oggi la storia iniziata a Fara San Martino viene raccontata come quella di uno dei principali produttori mondiali di pasta, con una presenza in numerosi Paesi.

Nel 2021, inoltre, De Cecco è stata iscritta nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale. Nel 2022 è entrata anche nell’Unione Imprese Centenarie Italiane.

Fara San Martino resta il cuore della storia De Cecco

Nonostante la crescita internazionale, Fara San Martino continua a essere un elemento centrale dell’identità del marchio.

È qui che tutto è cominciato. Prima con il mulino di Nicola Antonio De Cecco nel 1831 e poi con il pastificio fondato da Filippo Giovanni nel 1886.

Il paese si trova ai piedi della Maiella, all’interno di un territorio fortemente caratterizzato dalla presenza della montagna e dalle sorgenti del fiume Verde. Proprio questo legame tra azienda e territorio è diventato parte integrante del racconto della De Cecco.

La storia della pasta, quindi, non è separata dalla storia del luogo in cui è nata. È anche il racconto di come un’attività familiare abruzzese abbia saputo trasformarsi, generazione dopo generazione, in un’impresa conosciuta ben oltre i confini italiani.

De Cecco, uno dei grandi marchi nati in Abruzzo

La storia di De Cecco mostra come alcuni dei marchi più conosciuti della cucina italiana abbiano origini profondamente locali.

Nel caso della De Cecco, il punto di partenza è un piccolo paese della provincia di Chieti. Da quel mulino e da quella prima produzione di pasta sono passati oltre cento anni di innovazione, trasformazioni industriali e apertura ai mercati internazionali.

Eppure il nome di Fara San Martino è rimasto legato a quello dell’azienda. È proprio questo uno degli elementi più interessanti della storia dei grandi marchi abruzzesi: prodotti conosciuti in tutto il mondo possono conservare un legame molto concreto con i luoghi da cui sono partiti.

FAQ

Quando è nata la De Cecco?

Il Pastificio De Cecco è nato nel 1886 a Fara San Martino, in Abruzzo, per iniziativa di Filippo Giovanni De Cecco. La storia della famiglia nel settore molitorio risale però al 1831.

Chi ha fondato la De Cecco?

Il pastificio fu fondato da Filippo Giovanni De Cecco, figlio di Nicola Antonio De Cecco, che aveva avviato l’attività molitoria a Fara San Martino nel 1831.

Perché la De Cecco è importante nella storia della pasta?

Perché nel 1889 Filippo Giovanni De Cecco mise a punto un sistema di essiccazione artificiale ad aria calda, un’innovazione che rese la produzione più controllabile e favorì la conservazione e la distribuzione della pasta su lunghe distanze.

Dove è nata la De Cecco?

La De Cecco è nata a Fara San Martino, in provincia di Chieti, ai piedi della Maiella. Ancora oggi il paese rappresenta un punto centrale nella storia e nell’identità dell’azienda.

La De Cecco ha avuto uno stabilimento a Pescara?

Sì. Nel 1920 nacque il Molino e Pastificio De Cecco a Pescara, nella zona di Porta Nuova, contribuendo alla successiva espansione dell’azienda.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

Commento all'articolo