Acqua Santa Croce: la storia dell’acqua di Canistro che ha conquistato l’Italia
Introduzione
Nel cuore della Valle Roveto, ai piedi dei Monti Simbruini, sgorga una delle acque minerali più conosciute nate in Abruzzo. È l’Acqua Santa Croce, legata alla sorgente omonima di Canistro, piccolo centro della provincia dell’Aquila dove il rapporto tra acqua, territorio e comunità affonda le proprie radici nella storia.
Prima ancora di diventare un marchio presente sulle tavole italiane, questa sorgente era una risorsa preziosa per gli abitanti del paese. Nel corso del tempo, infatti, l’acqua Santa Croce è passata dall’utilizzo locale alla produzione industriale, trasformandosi in una delle realtà più importanti del settore delle acque minerali italiane.
Una sorgente nel cuore della Valle Roveto
Per raccontare la storia dell’Acqua Santa Croce bisogna partire da Canistro, comune situato nella parte settentrionale della Valle Roveto e attraversato dal fiume Liri.
Il territorio è caratterizzato dalla presenza di numerose sorgenti. L’acqua, per secoli, ha rappresentato una risorsa fondamentale per la comunità locale, alimentando fontane, acquedotti e attività produttive.
Tra queste sorgenti c’è quella di Santa Croce, conosciuta anticamente anche con il nome di Cotardo o Fiuggino. Il nome locale della sorgente era legato al colle Covardo, dal quale l’acqua sgorga naturalmente.
In questo territorio l’acqua non era quindi soltanto una risorsa naturale. Era parte della vita quotidiana e dell’economia del paese.
Dalla fonte Cotardo alla futura Acqua Santa Croce
La storia della sorgente è molto più antica del marchio che oggi conosciamo.
Nella seconda metà dell’Ottocento, nei pressi della fonte Santa Croce, venne costruito un mulino dalla famiglia Vecchiarelli. L’acqua della sorgente veniva inoltre convogliata verso alcune delle abitazioni più prestigiose di Canistro.
Questo dettaglio racconta bene quanto la fonte fosse considerata importante già allora.
Con l’inizio del Novecento cominciò invece una nuova fase. L’acqua della sorgente Cotardo-Fiuggino venne valorizzata anche per le sue caratteristiche e per le proprietà che le venivano attribuite, aprendo la strada alla sua trasformazione in acqua minerale destinata alla commercializzazione.
Nel 1959 l’acqua venne riconosciuta oligominerale. Tuttavia, sarebbe stato necessario attendere ancora alcuni anni prima dell’avvio dell’imbottigliamento su scala industriale.
Il 1975 segna l’inizio dell’Acqua Santa Croce
La data decisiva è il 1975, anno nel quale iniziò l’attività di imbottigliamento dell’Acqua Santa Croce.
È il passaggio che cambia definitivamente il rapporto tra la sorgente e il mercato. L’acqua che per generazioni aveva fatto parte della vita di Canistro comincia infatti a uscire dai confini della Valle Roveto.
La produzione iniziale era lontana dai numeri raggiunti negli anni successivi. Come raccontato anche dalla stampa locale, il marchio mosse i primi passi con la famiglia Faroni, che contribuì alla costruzione delle basi commerciali dell’acqua di Canistro.
Negli anni Ottanta la Santa Croce cominciò così a farsi conoscere sulle tavole degli italiani. Successivamente, nella prima metà degli anni Novanta, l’arrivo alla guida del gruppo di Cristopher Faroni portò a un ulteriore sviluppo della rete commerciale e della distribuzione, favorendo la crescita delle vendite sia delle bottiglie in vetro sia di quelle in plastica.
Da Canistro a un marchio conosciuto in Italia
La crescita del marchio ha seguito un percorso progressivo.
La forza dell’Acqua Santa Croce è rimasta comunque legata alla sua origine. La sorgente si trova infatti nel territorio di Canistro e l’acqua viene imbottigliata nello stabilimento locale.
Nel corso degli anni l’azienda ha investito nella modernizzazione della produzione. Oggi lo stabilimento di Canistro dispone di diverse linee di imbottigliamento e utilizza tecnologie dedicate al controllo dell’acqua lungo il processo produttivo.
L’azienda dispone inoltre di un secondo stabilimento a Castelpizzuto, in provincia di Isernia, mentre la sorgente di Canistro continua a rappresentare il cuore storico del marchio.
Un’acqua dalle caratteristiche oligominerali
L’Acqua Santa Croce appartiene alla categoria delle acque oligominerali.
Secondo i dati riportati dall’azienda, presenta un residuo fisso di 177 mg/litro e un basso contenuto di sodio e nitrati. In particolare, il valore dichiarato dei nitrati è di 0,5 mg/l.
Queste caratteristiche sono legate al percorso naturale dell’acqua attraverso le rocce dell’area appenninica.
La sorgente, infatti, rappresenta il punto di partenza di un percorso che unisce geologia e territorio. L’acqua emerge naturalmente dal fianco della montagna e viene mantenuta nelle sue caratteristiche originarie senza un processo di captazione artificiale, secondo quanto dichiarato dall’azienda.
In breve
Sorgente: Santa Croce, Canistro
Antico nome: Cotardo o Fiuggino
Riconoscimento oligominerale: 1959
Prima imbottigliatura: 1975
Territorio: Valle Roveto, provincia dell’Aquila
Residuo fisso dichiarato: 177 mg/l
L’acqua e l’identità di Canistro
La storia della Santa Croce non può essere separata da quella di Canistro.
Il paese è infatti conosciuto per la presenza di numerose sorgenti, che nel corso dei secoli hanno avuto funzioni diverse. Alcune hanno alimentato acquedotti e fontane, mentre altre sono state utilizzate per attività produttive.
La stessa Fonte Santa Croce era collegata alla vita economica del paese attraverso il vecchio mulino e alle abitazioni attraverso le antiche canalizzazioni.
Ancora oggi il territorio conserva questo rapporto particolare con l’acqua. Il Comune di Canistro ha valorizzato le proprie sorgenti attraverso itinerari e percorsi naturalistici, tra cui quelli che collegano la fonte Santa Croce ad altre sorgenti della zona.
È un aspetto interessante perché racconta una storia diversa da quella del semplice prodotto industriale: prima di diventare una bottiglia, l’Acqua Santa Croce è una parte del paesaggio di Canistro.
La crescita dell’azienda e il rilancio del marchio
Un’altra svolta nella storia recente arriva con l’ingresso dell’imprenditore Camillo Colella.
Secondo la presentazione aziendale, il rilancio del marchio è avvenuto proprio dopo l’acquisizione di Santa Croce da parte di Colella. La società ha quindi avviato una nuova fase di sviluppo, investendo nello stabilimento, nella produzione e nella distribuzione.
Oggi Santa Croce opera nel settore dell’imbottigliamento, della commercializzazione e della distribuzione di acque minerali attraverso i marchi Santa Croce e Castellina.
L’azienda dichiara inoltre una capacità produttiva complessiva superiore a 500 milioni di bottiglie all’anno, considerando i propri stabilimenti.
Dalla Valle Roveto alle tavole italiane
La storia dell’Acqua Santa Croce è, in fondo, una storia di trasformazione.
Una sorgente conosciuta da secoli nel territorio di Canistro è diventata prima una risorsa locale, poi un’acqua minerale riconosciuta e infine un marchio distribuito su un mercato molto più ampio.
Tuttavia, nonostante la crescita industriale, il nome continua a richiamare direttamente il luogo da cui tutto è partito.
Santa Croce significa Canistro, Valle Roveto e Abruzzo.
È questo il particolare che rende la sua storia interessante nel racconto dei grandi marchi abruzzesi: non nasce in una grande città industriale, ma in un piccolo paese dell’Appennino aquilano, dove una sorgente naturale è diventata nel tempo un prodotto conosciuto ben oltre i confini regionali.
La sorgente che continua a raccontare Canistro
Oggi la Fonte Santa Croce è inserita in un territorio dove acqua e natura continuano a essere protagoniste.
I percorsi che attraversano le sorgenti di Canistro permettono di incontrare luoghi legati alla storia del paese e di comprendere quanto l’acqua abbia inciso sulla sua evoluzione.
In particolare, lungo i sentieri si incontrano la Fonte Santa Croce, la Fonte Frattaturo, la Fonte Cipollone e le altre sorgenti che caratterizzano questo angolo della Valle Roveto.
Per questo motivo, dietro una bottiglia di Acqua Santa Croce non c’è soltanto un marchio. C’è una storia che parte dalla montagna, attraversa la comunità di Canistro e arriva sulle tavole di tutta Italia.
FAQ – La storia dell’Acqua Santa Croce
Dove nasce l’Acqua Santa Croce?
L’Acqua Santa Croce nasce dalla sorgente Santa Croce nel territorio di Canistro, in provincia dell’Aquila, nel cuore della Valle Roveto.
Quando è stata imbottigliata per la prima volta?
La prima imbottigliatura dell’Acqua Santa Croce risale al 1975.
Come si chiamava anticamente la sorgente Santa Croce?
La sorgente era conosciuta anche come Cotardo o Fiuggino, mentre localmente era chiamata “acqua dejo Covardo”.
Quando è stata riconosciuta come acqua oligominerale?
L’acqua della sorgente Santa Croce è stata riconosciuta oligominerale nel 1959.
Perché Canistro è legato alla storia dell’Acqua Santa Croce?
Perché la sorgente si trova nel territorio comunale e la storia dell’acqua è strettamente legata alla vita della comunità, alle antiche attività produttive e allo sviluppo economico del paese.

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