I grandi marchi nati in Abruzzo: le aziende che hanno conquistato l’Italia
Introduzione
Quando si parla di grandi aziende italiane, l’Abruzzo non è sempre il primo territorio che viene in mente. Eppure, tra montagne, colline e costa adriatica, sono nate alcune realtà che nel corso del tempo hanno portato il nome della regione ben oltre i suoi confini. Dalla pasta alla moda, dal vino all’acqua minerale, fino alla grande distribuzione, l’Abruzzo ha dato vita a marchi diventati familiari a milioni di italiani.
Alcune di queste aziende hanno una storia lunga quasi due secoli. Altre sono nate nel Novecento, accompagnando la trasformazione industriale della regione. In comune hanno però un elemento preciso: sono partite da realtà locali e hanno saputo trasformare competenze, intuizioni e legami con il territorio in prodotti riconoscibili anche a livello nazionale e internazionale.
E così, dietro un pacco di pasta, una caramella alla liquirizia, una maglia di lana o una bottiglia d’acqua, può esserci una storia tutta abruzzese.
Dalla pasta al caffè: i marchi alimentari
De Cecco
La storia di De Cecco comincia a Fara San Martino, ai piedi della Maiella. Nel 1831 Nicola Antonio De Cecco avvia l’attività di mugnaio, mentre nel 1886 il figlio Filippo Giovanni fonda il pastificio.
Da allora la pasta De Cecco è cresciuta fino a diventare uno dei simboli della pasta italiana nel mondo. La storia dell’azienda è legata anche all’innovazione: alla fine dell’Ottocento Filippo De Cecco introduce un sistema di essiccazione artificiale che permette di superare i limiti dell’essiccazione al sole.
Il legame con Fara San Martino, tuttavia, è rimasto centrale. Ancora oggi il paese abruzzese rappresenta uno dei luoghi più importanti nella storia del marchio.
Saquella
Dal 1856, invece, il nome Saquella è legato al mondo del caffè. Clemente Saquella iniziò in Abruzzo commerciando spezie e prodotti coloniali, per poi spostare progressivamente l’attività verso il caffè.
La svolta arrivò nel Novecento. Nel 1945 venne realizzato a Pescara il primo stabilimento dotato di una tostatrice e, successivamente, l’azienda iniziò ad ampliare la propria rete commerciale.
Nel 1972 arrivò anche l’internazionalizzazione, con la distribuzione del caffè in Canada e in diversi Paesi europei. Oggi Saquella continua a essere guidata dalla famiglia e rappresenta una delle storiche realtà imprenditoriali di Pescara.
Saila
A Silvi Marina, nel 1937, nasce la Saila, acronimo di Società Anonima Industria Liquirizia Abruzzese.
L’azienda iniziò la propria attività lavorando la liquirizia e utilizzando come stabilimento lo storico Kursaal di Silvi Marina. Nel 1950 arrivò invece il primo prodotto alla menta, l’Orsetto Saila.
Negli anni il marchio ha trasformato la liquirizia e la menta in prodotti riconoscibili in tutta Italia. Inoltre, nel 2021 Saila è entrata nel Registro dei Marchi Storici di interesse nazionale.
Sorelle Nurzia
A L’Aquila la storia dolciaria della famiglia Nurzia affonda le proprie radici nell’Ottocento. La casa Sorelle Nurzia indica il 1835 come anno di fondazione.
La vicenda è legata alla famiglia Nurzia e alla tradizione del torrone aquilano. Nel tempo il prodotto è diventato famoso soprattutto per la versione tenera al cioccolato, nata dall’intuizione di Ulisse Nurzia.
La storia delle Sorelle Nurzia è inoltre intrecciata con quella della città dell’Aquila e con una delle più note tradizioni dolciarie abruzzesi.
Delverde
Anche Delverde ha scelto Fara San Martino come luogo della propria storia. La produzione della pasta Delverde inizia nel 1967 nello stabilimento abruzzese ai piedi della Maiella.
Il rapporto con il territorio è particolarmente evidente: acqua, ambiente montano e tradizione pastaria sono diventati elementi distintivi della produzione.
Così, a pochi chilometri di distanza, sono nate due delle realtà più conosciute della pasta italiana: De Cecco e Delverde.
Emidio Pepe
Dalla pasta passiamo al vino. A Torano Nuovo, nel Teramano, la famiglia Emidio Pepe coltiva e produce vino da generazioni.
La storia documentata della famiglia risale alla fine dell’Ottocento. Nel 1964 Emidio Pepe decise di puntare sulla vendita in bottiglia del Montepulciano d’Abruzzo, trasformando il vino in un prodotto destinato a superare i confini locali.
La sua vicenda racconta quindi un altro volto dell’imprenditoria abruzzese: quello delle aziende agricole che hanno contribuito a far conoscere il vino della regione in Italia e all’estero.
La moda abruzzese che ha conquistato l’Italia
L’Abruzzo ha avuto un ruolo importante anche nella storia della moda italiana. In particolare, la Val Vibrata è diventata uno dei principali distretti tessili della regione.
Gran Sasso
Il Maglificio Gran Sasso nasce nel 1952 a Sant’Egidio alla Vibrata grazie ai fratelli Nello, Eraldo, Alceo e Francesco Di Stefano.
Da piccola azienda familiare, il maglificio è cresciuto fino a raggiungere i mercati nazionali e internazionali. La svolta arriva soprattutto negli anni Settanta, quando l’impresa passa a una dimensione industriale.
Ancora oggi Gran Sasso è associato alla maglieria italiana di alta qualità e mantiene a Sant’Egidio alla Vibrata uno dei punti fondamentali della propria storia.
Rodrigo
La storia di Rodrigo parte invece da Chieti. Nel 1961 l’ingegnere americano Marvin Gelber e l’imprenditore tedesco Fritz Karle Schulte fondano la Industria Adriatica Confezioni, specializzata nella produzione di camicie.
Il marchio Rodrigo debutta nel prêt-à-porter maschile nel 1975. Negli anni successivi il nome si lega a un’idea di abbigliamento maschile italiano informale ma curato, costruendo una propria identità nel panorama della moda.
Wampum
La Val Vibrata è stata anche uno dei territori simbolo della jeanseria italiana. Tra i marchi più conosciuti c’è Wampum, legato alla famiglia Di Paola e alla produzione tessile dell’area di Nereto.
Il marchio è diventato particolarmente conosciuto negli anni Settanta e Ottanta, quando la moda dei jeans attraversava una fase di forte espansione.
Per la Val Vibrata il settore rappresentò molto più di una semplice attività produttiva: per decenni il tessile e l’abbigliamento furono tra i principali motori economici del territorio.
Ennerre
Nel 1972 Nicola Raccuglia fonda Ennerre, marchio destinato a lasciare un segno soprattutto nell’abbigliamento sportivo.
Il brand diventa famoso grazie alle maglie da calcio e negli anni Ottanta e Novanta veste numerose squadre italiane e straniere. Tra le maglie più celebri ci sono quelle del Napoli di Diego Armando Maradona.
Il marchio dimostra così come anche dall’Abruzzo potesse nascere un’azienda capace di entrare nella storia dello sport italiano.
Globo
Nel 1978 nasce a Giulianova il primo punto vendita di Globo, inizialmente come piccolo negozio di calzature.
Nel corso degli anni il marchio si espande, trasformandosi in una realtà commerciale molto più ampia. Calzature, abbigliamento, articoli sportivi e altri prodotti hanno progressivamente ampliato l’offerta.
La storia di Globo è quindi quella di un’attività nata nel Teramano e cresciuta fino a costruire una presenza nazionale.
L’acqua e l’industria
Santa Croce
L’acqua Santa Croce è legata alla sorgente di Canistro, nella Valle Roveto. La fonte era conosciuta già in passato e agli inizi del Novecento iniziò il percorso di valorizzazione dell’acqua minerale.
La prima imbottigliatura commerciale risale al 1975. Da allora il nome Santa Croce è diventato legato all’acqua minerale abruzzese e al territorio di Canistro.
In questo caso il rapporto tra azienda e territorio è particolarmente diretto: il prodotto nasce infatti da una risorsa naturale specifica della Valle Roveto.
Cordivari
A Morro d’Oro, nel Teramano, nel 1972 Ercole Cordivari fonda l’azienda che porta il suo nome.
Cordivari si sviluppa nel settore idro-termo-sanitario, producendo nel tempo radiatori, termoaccumulatori, serbatoi e sistemi destinati all’ambito domestico e industriale.
La crescita dell’impresa racconta un altro capitolo dell’industria abruzzese: quello delle aziende manifatturiere che hanno trasformato una realtà locale in un’impresa capace di operare su mercati molto più ampi.
La grande distribuzione
Acqua & Sapone
La storia di Acqua & Sapone inizia nel 1992 e rappresenta un caso particolare rispetto agli altri marchi di questo elenco.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra diverse realtà imprenditoriali del settore della distribuzione, tra cui la famiglia Barbarossa, legata all’Abruzzo. Il primo negozio affiliato risale tuttavia al 1988 a Montenero di Bisaccia, prima della nascita del marchio vero e proprio.
Nel tempo la rete è cresciuta fino a diventare una delle principali catene italiane specializzate nella cura della persona e della casa. Il legame con l’Abruzzo rimane forte anche attraverso la presenza della sede di Città Sant’Angelo, nel Pescarese.
Cosa hanno in comune questi marchi
Guardando insieme queste aziende, emerge un elemento curioso: l’Abruzzo ha prodotto storie imprenditoriali molto diverse tra loro, ma spesso costruite attorno a una forte identità territoriale.
De Cecco e Delverde hanno trasformato la tradizione della pasta di Fara San Martino in un prodotto conosciuto ben oltre la regione. Saquella ha portato il caffè da Pescara verso i mercati internazionali. Saila ha fatto della liquirizia e della menta il proprio tratto distintivo, partendo da Silvi Marina. Allo stesso modo, Sorelle Nurzia ha legato il proprio nome alla tradizione dolciaria dell’Aquila.
Nella moda il fenomeno è ancora più evidente. La Val Vibrata è diventata un vero distretto industriale del tessile, capace di generare aziende e marchi conosciuti in tutta Italia. Gran Sasso, Wampum ed Ennerre appartengono a storie diverse, ma raccontano tutte la capacità produttiva sviluppata nell’area teramana. Rodrigo, invece, testimonia il ruolo di Chieti nella produzione di abbigliamento.
C’è poi il rapporto con le risorse naturali. Santa Croce nasce attorno a una sorgente della Valle Roveto, mentre De Cecco ha costruito parte della propria storia sul rapporto tra Fara San Martino, la Maiella e l’acqua del territorio.
Il territorio, quindi, non è stato soltanto il luogo in cui queste aziende hanno aperto i primi stabilimenti. In molti casi è diventato parte dell’identità stessa del prodotto.
Un secondo elemento comune è la capacità di attraversare le generazioni. Diverse imprese sono nate come attività familiari e sono cresciute mantenendo una continuità imprenditoriale. Saquella, per esempio, è arrivata alla quinta generazione, mentre Gran Sasso continua a raccontare la propria evoluzione attraverso la famiglia fondatrice.
Infine c’è la capacità di trasformare una competenza locale in un marchio riconoscibile. È forse questo il tratto più interessante dell’imprenditoria abruzzese: partire da un territorio periferico rispetto ai grandi centri industriali italiani e riuscire comunque a costruire aziende capaci di competere sul mercato nazionale e internazionale.
I marchi abruzzesi in ordine cronologico
| Anno | Marchio | Settore | Luogo legato alle origini |
|---|---|---|---|
| 1835 | Sorelle Nurzia | Dolciario | L’Aquila |
| 1831 / 1886 | De Cecco | Pasta | Fara San Martino |
| 1856 | Saquella | Caffè | Chieti / Pescara |
| 1937 | Saila | Liquirizia e caramelle | Silvi Marina |
| 1952 | Gran Sasso | Moda e maglieria | Sant’Egidio alla Vibrata |
| 1961 / 1975 | Rodrigo | Moda | Chieti |
| 1964 | Emidio Pepe | Vino | Torano Nuovo |
| 1967 | Delverde | Pasta | Fara San Martino |
| Anni ’70 | Wampum | Moda e jeans | Val Vibrata / Nereto |
| 1972 | Ennerre | Abbigliamento sportivo | Pescarese |
| 1972 | Cordivari | Industria | Morro d’Oro |
| 1975 | Santa Croce | Acqua minerale | Canistro |
| 1978 | Globo | Calzature e distribuzione | Giulianova |
| 1992 | Acqua & Sapone | Grande distribuzione | Progetto nazionale con forte legame abruzzese |
Nota: per alcuni marchi la data indicata nella tabella corrisponde alla nascita dell’attività originaria, mentre per altri alla fondazione del marchio o dell’azienda nella forma che ne ha segnato lo sviluppo. Per Wampum le fonti consultate la collocano nel grande sviluppo della jeanseria abruzzese degli anni Settanta, senza fornire un anno di fondazione univoco.
FAQ
Quali sono i marchi più famosi nati in Abruzzo?
Tra i più conosciuti ci sono De Cecco, Saquella, Saila, Gran Sasso, Delverde, Santa Croce, Globo ed Ennerre, ai quali si aggiungono realtà storiche come Sorelle Nurzia ed Emidio Pepe.
Qual è il marchio abruzzese più antico?
Tra quelli presenti nell’articolo, la storia più antica è quella della famiglia Nurzia, con l’attività dolciaria legata al 1835, mentre De Cecco fa risalire al 1831 l’inizio dell’attività molitoria della famiglia.
Quali marchi abruzzesi sono legati alla moda?
La regione ha dato vita a diversi marchi del settore, tra cui Gran Sasso, Rodrigo, Wampum ed Ennerre. In particolare, la Val Vibrata è stata per decenni uno dei principali distretti tessili e dell’abbigliamento dell’Abruzzo.


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