Vicentino Michetti: lo scultore di Calascio che ha scolpito la Pescara del Novecento tra elefanti, marinare e obelischi
Introduzione
Quante volte i pescaresi passano davanti all’Elefante di Piazza Salotto senza sapere chi l’ha fatto? O si fermano davanti all’Obelisco alto sessantasette metri nel parco del Teatro D’Annunzio senza conoscerne l’autore? Eppure dietro queste opere c’è un uomo solo Vicentino Michetti jr, nato a Calascio il 16 febbraio 1909 e morto a Pescara il 18 maggio 1997, disegnatore, scultore e imprenditore italiano. Un artista che ha scelto Pescara come sua città, che ha portato sulle sue strade e nelle sue piazze la propria visione, a volte provocatoria, sempre radicata nella storia e nei personaggi reali della città adriatica.
Le origini: da Calascio a Pescara, una famiglia di costruttori
Nacque a Calascio da madre di Calascio e padre di Alanno, che ebbero altri nove figli. Circa nel 1915 la famiglia si trasferì a Pescara, in un edificio liberty ancora esistente in Via Umbria. Poi si spostò in via Ponterosso, odierna via Ravenna, dove ebbe anche lo studio. Proveniva da una generazione di costruttori: suo padre, Pasquale Michetti, costruì nel 1910 il Palazzo Michetti e l’adiacente cinema-teatro Michetti, esempi di liberty pescarese, in Via Gabriele D’Annunzio a Pescara, tuttora esistenti.
Il nome “Vicentino” era un omaggio familiare: il cav. Vicentino Michetti sr., nativo di Alanno (1864), aveva dato il nome al teatro. Il nipote fu battezzato Vicentino in suo onore.
Non volendo studiare iniziò subito a lavorare con il padre, apprendendo i fondamenti dell’edilizia direttamente in cantiere. Ma l’edilizia non era la sua vera vocazione, lo era la scultura, una passione che coltivò in parallelo all’attività imprenditoriale per tutta la vita.
Il cenacolo degli anni Trenta e i primi passi artistici
Negli anni Trenta fu animatore del “Cenacolo di Via Ponterosso”. Qui, nella casa della pittrice Isabella Ardente, si incontravano il poeta Giuseppe Tontodonati, il musicista don Manlio Maino (che diventò direttore del Conservatorio Musicale di Pescara), il latinista Don Artabano Febo, il pittore Antonio Dionigi, Giulio Gozzi, il poeta Don Luigi Illuminati, Mimmo Sarchiapone, grafico, incisore, stampatore calcografico.
Un cenacolo che ricorda, in scala pescarese, il famoso Cenacolo michettiano di Francavilla, quella tradizione di incontro tra artisti e intellettuali che in Abruzzo aveva radici profonde. Fu la figlia a ispirarlo e spingerlo a realizzare i primi disegni e le prime plastiche. Dopo la guerra ritornò alle sue passioni, esponendo anche a Roma nel 1947 e nel 1956 e a Parigi nel 1958, alla Galleria Bernheim.
Il Teatro D’Annunzio e l’Obelisco: il grande cantiere del 1963
Il momento che più di ogni altro segna la presenza di Michetti nel paesaggio di Pescara è il 1963, centenario della nascita di D’Annunzio. Nel dopoguerra, all’impresa edile di Michetti fu affidata la costruzione del Teatro Monumento D’Annunzio, all’interno della pineta dannunziana, sulla riva sud del fiume Pescara. A lui è attribuita anche la stele monumentale in cemento armato, alta 67 metri, con segni geometrici. Le due opere architettoniche furono realizzate nel 1963 per ricordare il centenario della nascita del poeta.
L’obelisco in cemento armato, alto 67 metri, dedicato al Vate, opera dello scultore pescarese Vicentino Michetti, presenta sulla stele dei bassorilievi ispirati alla vita e alle opere del poeta. Sessantasette metri di cemento che svettano sulla pineta e si vedono da tutto il lungomare sud: un monumento volutamente gigantesco per un poeta che aveva fatto del gigantismo estetico la sua firma.
L’Elefante di Piazza Salotto: la provocazione degli anni Settanta
L’opera che più ha segnato il rapporto tra Michetti e la città, quella che i pescaresi conoscono anche senza sapere chi l’ha fatta, è l’Elefante di Piazza Salotto.
L’idea dell’opera nacque, negli anni Settanta, come una provocazione: a Michetti non piacevano i monumenti in pietra che venivano eretti in quel periodo a Pescara, gli sembravano delle “costruzioni” più che delle sculture, e così per tutta risposta scelse di realizzare un grosso elefante di cemento.
L’opera risale agli anni Settanta ed è stata restaurata nel 2013 con un ritorno alla colorazione originale. Il monumento è stato completamente ripulito, riverniciato con i suoi colori originali ed è tornato a spiccare in tutto il suo decoro e nella sua dignità sul lato sud della piazza, grazie alla generosità e all’intervento dell’Inner Wheel di Pescara.
Oggi l’Elefante è uno dei punti di riferimento più amati della città. Immancabile compagno di giochi per i più piccoli, tradizionale punto di incontro per i più grandi. Una presenza discreta, visto che a differenza, per esempio, dello sfortunato Calice di Toyo Ito, l’elefante non si trova al centro della piazza, ma sul lato sud, a poca distanza dai portici.
Le altre opere: Grazia la Marinara, la Bambina Giacente e il Ponte
Il catalogo delle opere pescaresi di Michetti è vasto e disseminato per tutta la città.
Con il suo talento di scultore e artista, ha reso immortali personaggi della storia pescarese come Grazia la Marinara, figura degli anni Trenta proprietaria dello stabilimento Saturno descritta con la barba ispida, la voce rauca e l’abbigliamento femminile che al rientro con la barca da pesca si fumava il suo mezzo toscano. La statua in bronzo di “Grazia ‘a Marenare” è conservata nella sala del Consiglio Comunale del Municipio di Pescara.
Poco distante, nel giardino di Villa Urania che ospita il Museo Paparella-Treccia-Devlet, si trova la Bambina Giacente, nudo reclinato che ritrae la nipote Paola.
Sempre a Michetti si devono i primi progetti sul collegamento tra le due sponde del fiume Pescara, che prefigurano un ponte proprio all’altezza della foce, antesignano dell’attuale Ponte del Mare. Un visionario, dunque, oltre che uno scultore.
La donazione al Comune e la battaglia della figlia
Nel 1995 Michetti fece qualcosa di straordinario: donò al Comune di Pescara l’intera sua collezione. La famiglia Michetti ha donato al Comune 37 sculture in bronzo, terracotta, marmo e gesso e 45 disegni affinché venissero esposti in una sala del nascente museo.
La storia di quella donazione fu però travagliata. Per anni le opere rimasero abbandonate nei magazzini comunali, finché la figlia Laila non condusse una lunga battaglia legale e civile. Il Comune di Pescara ha infine posto fine all’ingiustizia nei confronti di Vicentino Michetti inaugurando la Sala Vicentino Michetti all’Aurum, dove tutte le opere donate saranno esposte in modo permanente.
FAQ – Vicentino Michetti: le domande più frequenti sullo scultore pescarese
Chi era Vicentino Michetti? Vicentino Michetti jr (Calascio, 16 febbraio 1909 – Pescara, 18 maggio 1997) è stato un disegnatore, scultore e imprenditore italiano. Pescarese di adozione, è l’autore di molte delle sculture più visibili e amate della città.
Chi ha fatto l’Elefante di Piazza Salotto? L’Elefante di Piazza Salotto è opera di Vicentino Michetti. L’idea dell’opera nacque, negli anni Settanta, come una provocazione: a Michetti non piacevano i monumenti in pietra che venivano eretti in quel periodo a Pescara, gli sembravano delle “costruzioni” più che delle sculture.
Dove si possono vedere le opere di Michetti a Pescara? Le opere pubbliche sono disseminate in tutta la città: l’Elefante in Piazza Salotto, l’Obelisco D’Annunzio nel parco del Teatro Monumento, Grazia la Marinara nella sala del Consiglio Comunale del Municipio, la Bambina Giacente nel giardino del Museo Paparella. La collezione completa (83 opere) è esposta nella Sala Vicentino Michetti all’Aurum.
Michetti ha lavorato solo come scultore? No. Provenendo da una generazione di costruttori, non abbandonò mai l’attività imprenditoriale edile. Fu la figlia a ispirarlo e spingerlo a realizzare i primi disegni e le prime plastiche. Arte e costruzione convissero per tutta la sua vita.
Cosa c’è nella Sala Vicentino Michetti all’Aurum? La famiglia Michetti ha donato al Comune 37 sculture in bronzo, terracotta, marmo e gesso e 45 disegni. La sala ospita anche il quadro “I miei genitori” e rappresenta la raccolta più completa dell’opera di questo scultore pescarese.


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