Università e territorio: come l’Università D’Annunzio contribuisce allo sviluppo di Pescara attraverso ricerca, innovazione e progettazione urbana


INTRODUZIONE

Un’università non è solo un luogo dove si studia. È un motore di idee, di ricerca, di persone formate, di progetti che si traducono in realtà. L’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara ha impiegato sessant’anni a costruire questa dimensione di motore territoriale, partendo dalla Libera Università del 1965, passando dalla statizzazione del 1982, arrivando ai 36.000 studenti di oggi distribuiti su due campus. In quei sessant’anni ha fatto due cose fondamentali per il territorio: ha formato la classe dirigente professionale, imprenditoriale e intellettuale dell’Abruzzo, e ha prodotto ricerca che si è tradotta in applicazioni concrete in medicina, in architettura, in economia, in scienze ambientali. Il masterplan del campus di viale Pindaro, progettato dal professore Paolo Fusero del Dipartimento di Architettura, immaginava un campus aperto alla città, capace di generare effetti osmosi tra università e tessuto urbano. Questa è la storia di come un’università costruisce il territorio in cui vive — non solo con le lezioni, ma con i progetti.


Il capitale umano: 36.000 studenti come motore economico

Il contributo più immediato e quantificabile dell’università al territorio è quello demografico ed economico. La Gabriele D’Annunzio registra un costante aumento della popolazione studentesca che raggiunge la soglia dei 36.000 studenti.

36.000 studenti significano 36.000 persone che vivono, mangiano, abitano, si spostano, consumano e producono relazioni sociali nel territorio di Pescara e Chieti. Molti sono fuori sede, vengono dalle province abruzzesi interne, dalle regioni confinanti, da tutta Italia e sempre più spesso dall’estero attraverso i programmi Erasmus. Tutti portano con sé un reddito da spendere, un affitto da pagare, una domanda di servizi da soddisfare.

Il quartiere universitario di Pescara — l’area attorno a viale Pindaro, alla Strada Parco e a viale Marconi — deve la sua vitalità commerciale in grandissima parte alla presenza dell’ateneo. I bar, i ristoranti, le librerie, i negozi di abbigliamento, i pub storici come il Jayson’s: tutto questo ecosistema commerciale esiste perché lì ci sono migliaia di studenti ogni giorno.


La ricerca: il Ce.S.I. e i centri di eccellenza

Oltre alla didattica, l’Università D’Annunzio ha costruito nel corso dei decenni centri di ricerca che le hanno dato un rilievo scientifico riconosciuto a livello nazionale e internazionale.

Il Ce.S.I., Centro Studi sull’Invecchiamento, è forse il più noto. Fondato e diretto dal professor Liborio Stuppia (poi diventato rettore dell’ateneo), si occupa di genetica medica, di diagnostica molecolare e di ricerche legate alle patologie dell’invecchiamento. È uno dei centri di ricerca in genetica medica più rilevanti del Centro-Sud Italia e ha portato a Pescara ricercatori, pubblicazioni internazionali e finanziamenti che altrimenti sarebbero andati altrove.

In campo architettonico e urbanistico, il contributo del Dipartimento di Architettura di Pescara al territorio locale è diretto e misurabile. Il professore Paolo Fusero ha elaborato riflessioni progettuali su alcune delle aree più sensibili dello sviluppo urbano pescarese: il waterfront del porto, l’area di risulta della stazione, il campus universitario, il parco ex Caserma Di Cocco. Il Dipartimento di Architettura studia come Pescara può crescere in modo più intelligente.


La Summer School internazionale: quando la didattica produce la città

Uno degli esempi più concreti del rapporto tra università e territorio si è visto nel 2024, quando la Summer School del Dipartimento di Architettura ha prodotto il masterplan per l’ampliamento del campus di viale Pindaro.

La Summer School 2024 del Dipartimento di Architettura di Pescara ha visto la partecipazione di circa 200 studenti provenienti da 15 atenei di 12 paesi europei. I dodici giorni di workshop intensivo hanno prodotto proposte progettuali per l’espansione del campus pescarese.

Duecento studenti da quindici università europee: dalla Spagna alla Polonia, dalla Germania alla Croazia che lavorano per dodici giorni su un problema reale della città di Pescara. Il risultato non è un elaborato accademico astratto ma un masterplan che l’università sta usando come base per le scelte concrete di ampliamento del campus.

Questa è la forma più alta del rapporto tra università e territorio: la didattica che diventa progettazione, la ricerca che diventa decisione politica, gli studenti che diventano protagonisti del futuro della città in cui studiano.


La formazione della classe dirigente: 60 anni di laureati che fanno l’Abruzzo

Il contributo meno misurabile ma forse più profondo dell’Università D’Annunzio al territorio è quello del capitale umano formato nel corso dei decenni.

Sessant’anni di laureati in Economia, Architettura, Medicina, Psicologia, Scienze Manageriali, una generazione dopo l’altra di professionisti che hanno scelto di rimanere in Abruzzo oppure di portare fuori regione una formazione ricevuta in quella terra. Gli studi di architettura pescaresi, gli studi commerciali, i professionisti del marketing delle imprese abruzzesi: molti di loro hanno studiato in viale Pindaro.

Il presidente della Regione Abruzzo, commentando il protocollo per la cittadella universitaria, sottolineò come quell’area potesse diventare un polo universitario nel vero senso del termine: la città che si riappropria di uno spazio importante per completare il suo progetto di città universitaria aperta.


BOX RIASSUNTIVO

Università D’Annunzio e territorio — impatto in sintesi

  • Capitale umano: oltre 36.000 studenti — motore economico del quartiere universitario
  • Ricerca: Ce.S.I. (genetica medica), centri di ricerca in architettura, economia, psicologia
  • Architettura urbana: masterplan campus, progetti waterfront, ex Caserma Di Cocco
  • Internazionalizzazione: Summer School con 200 studenti da 15 atenei di 12 paesi (2024)
  • Impatto economico: formazione della classe dirigente abruzzese da 60 anni
  • Collaborazioni: protocollo per la cittadella universitaria con Comune, Regione, Demanio
  • Didattica territoriale: casi reali di Pescara come laboratorio per studenti di architettura
  • Facoltà a Pescara: Architettura, Economia, Psicologia, Scienze Manageriali

FAQ – Università e sviluppo di Pescara: le domande più frequenti

In che modo l’Università D’Annunzio contribuisce allo sviluppo di Pescara? L’università contribuisce in tre modi principali: con i 36.000 studenti che animano e sostengono economicamente il quartiere universitario, con la ricerca scientifica applicata al territorio attraverso centri come il Ce.S.I., e con i progetti architettonici e urbanistici del Dipartimento di Architettura che studiano e propongono soluzioni concrete per lo sviluppo della città.

Cosa fa il Dipartimento di Architettura per la città di Pescara? Il Dipartimento di Architettura ha elaborato riflessioni progettuali su alcune delle aree più sensibili dello sviluppo urbano pescarese: il waterfront del porto, l’area di risulta della stazione, il campus universitario e il parco ex Caserma Di Cocco. Nel 2024 la Summer School internazionale ha prodotto il masterplan per l’ampliamento del campus di viale Pindaro.

Cos’è il Ce.S.I. dell’Università D’Annunzio? Il Ce.S.I. è il Centro Studi sull’Invecchiamento, uno dei centri di ricerca in genetica medica più rilevanti del Centro-Sud Italia, fondato all’interno dell’ateneo pescarese. Si occupa di diagnostica molecolare e ricerca sulle patologie legate all’invecchiamento, con pubblicazioni riconosciute a livello internazionale.

Quanti studenti ha l’Università D’Annunzio? La Gabriele D’Annunzio registra un costante aumento della popolazione studentesca che raggiunge la soglia dei 36.000 studenti. È un numero significativo per una città delle dimensioni di Pescara, con un impatto economico e culturale importante sul quartiere universitario.

Come la Summer School del 2024 ha contribuito alla città? La Summer School 2024 del Dipartimento di Architettura ha visto la partecipazione di circa 200 studenti provenienti da 15 atenei di 12 paesi europei. Il workshop ha prodotto il masterplan per l’ampliamento del campus di viale Pindaro, un contributo concreto alla pianificazione urbanistica della città.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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