Colle del Telegrafo

Le origini di Pescara sul Colle del Telegrafo tra archeologia e storia

Colle del Telegrafo
Sayatek, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Affacciarsi dal Colle del Telegrafo significa osservare Pescara dall’alto, con lo stesso panorama che migliaia di anni fa vedevano i primi abitanti di questo territorio. Questo colle, situato a circa 140 metri sul livello del mare, è infatti considerato da molti studiosi uno dei luoghi più antichi della città.

Secondo diverse ricostruzioni storiche, proprio qui sarebbero sorti i primi insediamenti umani collegati alle origini di Pescara. Inoltre, nel corso dei secoli, il colle avrebbe ospitato strutture difensive longobarde e punti di avvistamento strategici affacciati sull’Adriatico.

Ancora oggi il Colle del Telegrafo conserva frammenti di mura, resti archeologici e soprattutto una forte memoria storica legata alla nascita della città.

Il villaggio dell’età del bronzo sul colle

Le testimonianze più antiche risalgono all’età del bronzo. Alcuni reperti rinvenuti nell’area fanno pensare alla presenza di un insediamento stabile sorto circa quattromila anni fa.

La posizione del colle non era casuale. Dall’altura era possibile controllare la vallata, il mare e le vie naturali di collegamento. Inoltre, a poca distanza, esisteva probabilmente un approdo utilizzato per gli scambi commerciali.

Secondo lo storico Camillo Chiarieri, da qui transitavano materiali preziosi provenienti da territori molto lontani. Infatti arrivavano ossidiana dalle isole Lipari e ambra dall’Oriente, segno di rapporti commerciali già molto sviluppati.

Tutta la zona circostante appariva profondamente diversa rispetto a oggi. Boschi e selve ricoprivano il territorio, come ricordano ancora alcuni toponimi locali legati alla vegetazione, tra cui Montesilvano, Silvi e San Silvestro.

La necropoli italica nell’area dei Gesuiti

Poco sotto il colle, nell’area oggi conosciuta come zona Gesuiti, venne inoltre scoperta una vasta necropoli italica.

Si trattava di un ritrovamento archeologico molto importante per comprendere la presenza umana nell’antico territorio pescarese. Tuttavia, con l’espansione urbana moderna, gran parte dell’area sarebbe stata distrutta oppure ricoperta dagli interventi edilizi successivi.

Questo episodio racconta bene le difficoltà incontrate nel preservare il patrimonio archeologico della città, soprattutto durante il rapido sviluppo urbanistico del Novecento che trasformò profondamente Pescara, già cambiata nei secoli dopo la fase romana di Aternum e la successiva crescita medievale.

Il castrum longobardo e le origini di Castellammare

Il Colle del Telegrafo tornò strategico anche in epoca longobarda. Qui sarebbe sorto un piccolo agglomerato fortificato, probabilmente costruito in legno, identificato come un “castrum ad mare”.

La struttura comprendeva anche una torre di avvistamento utilizzata per controllare la costa adriatica e il territorio circostante. Proprio da questa presenza difensiva deriverebbe il nome Castellammare, l’antico centro che in seguito si unirà a Pescara nel 1927 dando vita alla città moderna.

Con il passare del tempo, però, l’insediamento sul colle iniziò lentamente a spopolarsi. Gli abitanti si trasferirono verso quote più basse, distribuendosi sugli altri colli e vicino agli antichi edifici religiosi della zona. Successivamente l’area gravitò attorno alla chiesa originaria e poi verso il santuario della Madonna dei Sette Dolori.

La teoria dello storico Giovanni Guido

Non tutti gli studiosi, tuttavia, concordano sull’esistenza di grandi strutture fortificate ancora individuabili sul colle.

Lo storico pescarese Giovanni Guido ha infatti ricordato un’importante relazione realizzata nel 1598 da Carlo Gambacorta, marchese di Celenza, incaricato dal Vicereame di Napoli di censire le torri costiere del Regno.

Il documento, conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi, descrive con grande precisione fortificazioni, torri e ruderi presenti lungo la costa abruzzese tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.

Gambacorta analizzò attentamente anche il territorio pescarese, realizzando nuove mappe della fortezza di Pescara e descrivendo strutture difensive tra Montesilvano e Torre di Cerrano. Tuttavia, nella relazione non comparirebbero riferimenti a edifici o ruderi presenti sul Colle del Telegrafo.

Per questo motivo Giovanni Guido ritiene difficile ipotizzare la presenza di grandi costruzioni permanenti ancora riconoscibili. Secondo questa interpretazione, eventuali strutture presenti sul colle sarebbero state già scomparse o troppo modeste alla fine del XVI secolo.

Lo sapevi?

Il Colle del Telegrafo è il punto più alto dell’area urbana di Pescara.

✔ Si trova a circa 140 metri sul livello del mare
✔ Conserva tracce archeologiche dell’età del bronzo
✔ È legato alle origini di Castellammare Adriatico
✔ Offre uno dei panorami più ampi sulla costa pescarese
✔ Da qui si controllavano anticamente mare e vallata

Cosa resta oggi sul Colle del Telegrafo

Oggi gran parte delle antiche strutture non è più visibile. Tuttavia, alcuni scavi effettuati circa vent’anni fa hanno riportato alla luce basamenti murari e possibili resti collegati alla torre medievale.

Sono inoltre presenti frammenti di mura che, secondo diversi studiosi, dovrebbero essere maggiormente valorizzati attraverso pannelli informativi e percorsi archeologici dedicati.

Il colle continua quindi a custodire una memoria silenziosa ma fondamentale per comprendere le origini di Pescara. Una città che, prima ancora del porto romano di Aternum e della fortezza borbonica, guardava il mare dall’alto delle sue colline.


FAQ – Curiosità sul Colle del Telegrafo

Dove si trova il Colle del Telegrafo?

Il Colle del Telegrafo si trova nella zona collinare di Pescara ed è uno dei punti più alti della città, con vista sulla costa e sulla vallata.

Perché il Colle del Telegrafo è importante?

È considerato uno dei luoghi più antichi della città perché qui sono stati trovati reperti dell’età del bronzo e tracce di insediamenti medievali.

Cosa significa “castrum ad mare”?

Il termine indicava un piccolo insediamento fortificato costruito in posizione strategica per controllare il mare e il territorio circostante.

Esistono ancora resti archeologici sul colle?

Sì, anche se limitati. Alcuni scavi hanno riportato alla luce basamenti murari e frammenti di strutture antiche.

Il Colle del Telegrafo può diventare un parco archeologico?

L’ipotesi è stata discussa più volte. Tuttavia, alcuni studiosi ritengono che i resti presenti non siano sufficienti per un grande parco archeologico strutturato.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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