La nascita dell’università a Pescara: storia del percorso decennale che portò al decreto del 1965 e trasformò per sempre la città adriatica


INTRODUZIONE

Nel 1863 arrivò il treno e la città cominciò a crescere. Successivamente, nel 1927 arrivò la provincia e la città acquisì un’identità istituzionale. Nel 1965 arrivò l’università e la città acquisì una dimensione culturale che prima non aveva. Tre date, tre svolte, una sola traiettoria: quella di una città di mare che si costruì pezzo per pezzo le infrastrutture di una moderna città italiana.

La nascita dell’università a Pescara non fu improvvisata, fu il risultato di un lavoro lungo dieci anni, fatto di trattative politiche, accordi tra province rivali, negoziazioni con il Ministero e la visione di un gruppo di uomini convinti che l’Abruzzo meritasse un polo accademico degno.

I promotori del progetto, tra cui esponenti di spicco del mondo culturale e politico locale, puntavano a creare un polo accademico capace di attrarre studenti e docenti di alto profilo e di supportare lo sviluppo culturale ed economico della regione. Questa è la storia di quel lavoro e di ciò che produsse.


Prima dell’università: una città senza ateneo

Per capire cosa significò la nascita dell’università bisogna capire cosa era Pescara prima del 1965 dal punto di vista accademico. Niente. Una città di quasi centomila abitanti, all’epoca già la più grande dell’Abruzzo senza un’università, senza una facoltà, senza un polo di ricerca. Chi voleva studiare doveva andare a Roma, a Bologna, a Napoli. Chi tornava con la laurea spesso non tornava affatto.

Era un paradosso che la città della cultura sentiva in modo acuto: la stessa Pescara che aveva dato i natali a D’Annunzio e Flaiano, che aveva la casa natale del Vate come monumento nazionale, che ospitava ogni anno il Premio Flaiano, quella città non aveva un’università. Il capitale intellettuale che produceva andava a nutrire altri centri.

La soluzione era ovvia, ma non era semplice. L’Abruzzo aveva già un ateneo a L’Aquila e non era detto che il sistema universitario italiano del dopoguerra avesse bisogno di un secondo polo accademico nella stessa regione. Ci volle un lavoro politico paziente per convincere il Ministero della Pubblica Istruzione che l’Abruzzo adriatico meritava la sua università.


1955: il seme piantato a Chieti

La storia dell’università in Abruzzo adriatico non cominciò a Pescara, cominciò a Chieti. Le istituzioni comunali e provinciali della città di Chieti dichiararono al Ministero della Pubblica Istruzione, nel novembre del 1955, le intenzioni di costituire un consorzio volto all’istituzione di una libera università presso il comune teatino, sotto l’impulso dell’ingegner Filippo de Apulia.

La scelta di cominciare da Chieti non era casuale, Chieti era la città con la storia più lunga e il peso culturale più consolidato nell’area. Ma fin dall’inizio era chiaro che un’università solo teatina sarebbe stata troppo piccola per reggere. Il bacino demografico dell’Abruzzo adriatico richiedeva un polo interproviniale e Pescara era la città più popolosa e più dinamica dell’area.

La proposta del consorzio universitario maturò lentamente, passando attraverso riunioni, delibere comunali e provinciali, contatti ministeriali. Nel 1963 fu avanzata la richiesta per l’istituzione della Libera Università degli Abruzzi, che fu riconosciuta ufficialmente nel marzo 1965 come Libera Università Abruzzese degli Studi Gabriele D’Annunzio.


1961: il primo Comitato Tecnico e le prime lezioni

Sei anni dopo la proposta del 1955, il progetto cominciò a prendere forma concreta. Il primo Comitato Tecnico Ordinatore della Facoltà di Lettere e Filosofia di Chieti si riunì per la prima volta nel 1961 per l’assegnazione dei primi incarichi di insegnamento.

Era un modo di procedere tipicamente italiano, cominciare a funzionare prima ancora di avere il riconoscimento formale, costruire la realtà concreta mentre la burocrazia seguiva a rimorchio. I primi docenti incaricati, le prime aule improvvisate, i primi studenti che si iscrivevano a un’università che non esisteva ancora ufficialmente ma che funzionava già.

Questo periodo di gestazione, dal 1961 al 1965, fu fondamentale per costruire la credibilità dell’istituzione. Quando il decreto ministeriale arrivò nel 1965, non trovò il vuoto ma un’università che già funzionava, con docenti, studenti e corsi attivi.


3 marzo 1965: il decreto del ministro Luigi Gui

Il giorno della nascita ufficiale ha una data precisa e un protagonista preciso. Il 3 marzo 1965 il Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Gui firmò il decreto di riconoscimento della Gabriele D’Annunzio Free University of Abruzzo, intitolata allo scrittore e poeta pescarese.

La scelta del nome D’Annunzio fu un atto di identità culturale oltre che di omaggio letterario. Il Vate era il pescarese più famoso del mondo e intitolargli l’università della sua città era un modo per dire che quella città aveva una tradizione intellettuale di cui andare orgogliosa, per quanto atipica e controversa potesse essere la figura di D’Annunzio.

Il decreto fu firmato in un momento di grande trasformazione per l’Italia universitaria, erano gli anni del boom economico, della crescita demografica, della scolarizzazione di massa. Il governo stava aprendo nuovi poli universitari in tutto il paese per rispondere alla domanda crescente di istruzione superiore. L’Abruzzo adriatico era uno di quei territori che quella domanda la esprimeva con forza.


I primi anni: la costruzione dell’ateneo

I primi anni dopo il riconoscimento del 1965 furono quelli della costruzione vera e propria delle strutture, delle facoltà, del corpo docente. L’Università degli Studi Gabriele D’Annunzio è istituita nel 1965 come Libera Università.

Come Libera Università cioè non statale, l’ateneo dipendeva per il finanziamento dalle quote versate dai soci fondatori: comuni, province, enti locali, fondazioni bancarie. Era un modello di governance che richiedeva un costante lavoro di raccolta fondi e di mantenimento del consenso politico locale. Un modello difficile, che però aveva il vantaggio di radicare l’università nel territorio in modo più diretto rispetto agli atenei statali.

Le prime facoltà attivate furono quelle con le maggiori tradizioni locali: Lettere e Filosofia a Chieti, Economia a Pescara. Poi vennero Medicina, Architettura, Scienze, Psicologia. L’ateneo cresceva per accumulazione di facoltà, seguendo la domanda degli studenti e le possibilità di reclutamento dei docenti.


1982: la statizzazione e il salto di qualità

La svolta decisiva arrivò nel 1982. L’ateneo ha ottenuto lo status di università statale nel 1982. Questo passaggio ha rappresentato una tappa fondamentale nella sua storia, poiché ha consentito un’espansione significativa delle risorse, dei programmi accademici e delle infrastrutture.

Diventare statale significava uscire dalla precarietà del finanziamento locale e accedere ai fondi del Ministero dell’Università, al sistema nazionale di reclutamento dei docenti di ruolo, alla possibilità di costruire campus veri con fondi pubblici. In pochi anni dopo la statizzazione, l’università D’Annunzio raddoppiò il numero delle facoltà e triplicò quello degli studenti.

La costruzione del campus di viale Pindaro a Pescara — l’edificio che ancora oggi ospita Economia, Architettura e gli altri dipartimenti pescaresi — fu resa possibile proprio dalla disponibilità di fondi statali per l’edilizia universitaria. Prima della statizzazione, i corsi si svolgevano in edifici presi in affitto, spazi provvisori, aule condivise con altri enti.


Il nome D’Annunzio: un’identità culturale oltre la politica

La scelta di intitolare l’università a D’Annunzio fu discussa poichè il poeta era una figura controversa, il suo rapporto con il fascismo era ambiguo, la sua vita privata era nota per eccessi di ogni genere. Ma vinse la visione culturale su quella politica: D’Annunzio era il simbolo dell’eccellenza intellettuale pescarese, il figlio più illustre di Corso Manthonè, il nome che meglio poteva rappresentare l’aspirazione di una città di media grandezza a entrare nel panorama universitario nazionale.

La Gabriele D’Annunzio University nacque con il nome del celebre poeta e scrittore italiano da Pescara. Quel nome è diventato nel tempo un brand riconoscibile nel sistema universitario italiano e anche a livello internazionale, dove il nome D’Annunzio evoca immediatamente la tradizione letteraria e culturale italiana.


Da 1965 a oggi: sessant’anni di crescita

Oggi l’ateneo conta sedici dipartimenti e tre scuole, dislocate nei campus universitari di Chieti e Pescara.

In sessant’anni di vita, l’Università D’Annunzio è passata da poche centinaia di studenti in aule improvvisate a oltre 36.000 iscritti su due campus moderni. Ha formato la classe dirigente intellettuale, professionale e imprenditoriale dell’Abruzzo. Ha portato nella regione ricercatori e docenti da tutto il paese. Ha costruito legami internazionali che portano studenti Erasmus da tutta Europa a trascorrere semestri tra Chieti e Pescara.


BOX RIASSUNTIVO

La nascita dell’università a Pescara — cronologia

AnnoEvento
1955Chieti propone al Ministero un consorzio universitario abruzzese
1961Primo Comitato Tecnico: prime lezioni della Facoltà di Lettere di Chieti
1963Richiesta ufficiale per la Libera Università degli Abruzzi
3 marzo 1965Decreto del ministro Luigi Gui: nasce la Libera Università Abruzzese degli Studi Gabriele D’Annunzio
1965-1982Fase come Libera Università: crescita per accumulo di facoltà, finanziamento locale
1982Statizzazione: nasce l’Università Statale D’Annunzio — accesso ai fondi ministeriali
Anni 1980-1990Costruzione del campus di viale Pindaro a Pescara
Anni 2000Apertura delle nuove facoltà — Scienze Manageriali, Psicologia, espansione
Oggi16 dipartimenti, 3 scuole, 2 campus, oltre 36.000 studenti

FAQ – Nascita università Pescara: le domande più frequenti

Quando nacque l’università di Pescara? Il 3 marzo 1965 il Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Gui firmò il decreto di riconoscimento della Gabriele D’Annunzio Free University of Abruzzo. Il percorso che portò a quella data era però iniziato dieci anni prima, nel 1955, con la proposta di un consorzio universitario abruzzese.

Perché si chiama Università D’Annunzio? Il decreto di riconoscimento del 1965 la intitolò allo scrittore e poeta pescarese Gabriele D’Annunzio. La scelta celebrava il più illustre pescarese della storia e costruiva per l’ateneo un’identità culturale riconoscibile a livello nazionale e internazionale.

Quando l’università D’Annunzio diventò statale? L’ateneo ha ottenuto lo status di università statale nel 1982. Questo passaggio ha rappresentato una tappa fondamentale nella sua storia, poiché ha consentito un’espansione significativa delle risorse, dei programmi accademici e delle infrastrutture.

Chi promosse la nascita dell’università in Abruzzo? I promotori del progetto, tra cui esponenti di spicco del mondo culturale e politico locale, puntavano a creare un polo accademico capace di attrarre studenti e docenti di alto profilo e di supportare lo sviluppo culturale ed economico della regione. Già nel 1955 fu informato il Ministero della Pubblica Istruzione della volontà di costituire un consorzio per l’istituzione dell’università.

Quante facoltà ha oggi l’Università D’Annunzio? Oggi l’ateneo conta sedici dipartimenti e tre scuole, dislocate nei campus universitari di Chieti e Pescara. A Pescara sono concentrate principalmente le facoltà umanistiche, economiche e di architettura.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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