Laudomia Bonanni: la scrittrice dell’Aquila che sfidò il suo tempo e fu dimenticata

La storia della letteratura italiana è ricca di autori celebri, ma anche di figure che il tempo ha ingiustamente relegato ai margini. Tra queste c’è Laudomia Bonanni, scrittrice nata all’Aquila nel 1907 e considerata oggi una delle voci più originali del Novecento. Vincitrice del Premio Viareggio e del Premio Campiello, apprezzata da Eugenio Montale e candidata al Premio Strega, visse una lunga parabola artistica culminata in un silenzio che durò quasi trent’anni. La sua vicenda umana e letteraria continua ancora oggi a interrogare lettori e studiosi.
Le origini aquilane e l’amore precoce per la lettura
Laudomia Bonanni nacque il 28 novembre 1907 all’Aquila. Il padre Giovanni proveniva da una famiglia aristocratica decaduta ed era musicista e commerciante di carbone. La madre Amalia Perilli, invece, fu una figura determinante nella sua formazione culturale.
Fu proprio la madre a scegliere per lei il nome Laudomia, ispirandosi a un personaggio del romanzo Niccolò dei Lapi di Massimo d’Azeglio. Un nome insolito che, quasi per destino, sarebbe diventato noto nel panorama letterario italiano.
Fin da bambina mostrò una passione quasi insaziabile per i libri. Leggeva continuamente e spesso veniva rimproverata perché non riusciva a separarsi dalle sue letture nemmeno durante i pasti. Inoltre sviluppò presto una curiosità culturale che la portò ad approfondire autori italiani e stranieri.
Gli anni da maestra nei paesi dell’Abruzzo
A soli diciassette anni iniziò a insegnare nelle scuole elementari, seguendo le orme della madre. Per molti anni lavorò in piccoli centri dell’entroterra abruzzese.
Quell’esperienza ebbe un impatto decisivo sulla sua produzione letteraria. Infatti osservò da vicino la vita quotidiana delle famiglie più povere, le difficoltà delle donne e le rigidità della società rurale dell’epoca.
Molti dei personaggi che popolano i suoi romanzi nascono proprio da quell’osservazione diretta. Tuttavia la sua scrittura non cercava compassione o sentimentalismo. Al contrario, raccontava la realtà con lucidità e precisione, mettendone in evidenza le contraddizioni.
Parallelamente all’insegnamento iniziò a pubblicare libri per ragazzi. Successivamente si dedicò alla narrativa destinata a un pubblico adulto, affinando uno stile personale e riconoscibile.
Il successo letterario e i grandi premi
Gli anni Sessanta rappresentarono il momento più alto della sua carriera.
Nel 1960 pubblicò L’imputata, romanzo che affrontava il tema dell’infanticidio attraverso una narrazione intensa e rigorosa. L’opera conquistò il prestigioso Premio Viareggio e attirò l’attenzione della critica nazionale.
Quattro anni dopo arrivò un nuovo importante riconoscimento. Con L’adultera vinse infatti il Premio Campiello, confermandosi tra le autrici più interessanti del panorama letterario italiano.
I suoi libri affrontavano temi complessi e spesso scomodi. In particolare esploravano la condizione femminile, la maternità, il desiderio, il senso di colpa e le convenzioni sociali. Argomenti trattati con una libertà espressiva rara per quel periodo storico.
Anche per questo motivo la sua opera è stata successivamente rivalutata come una delle più innovative della narrativa italiana del secondo Novecento.
L’ammirazione di Eugenio Montale
Tra i lettori illustri di Laudomia Bonanni vi fu Eugenio Montale, che apprezzò profondamente la sua scrittura.
Il poeta osservò come i suoi romanzi possedessero una capacità particolare: interrompersi nel momento esatto in cui la realtà diventava più difficile da sostenere. Una caratteristica che rendeva le sue opere essenziali, asciutte e allo stesso tempo profondamente evocative.
La stessa Bonanni sosteneva che un libro dovesse essere come un sasso lanciato contro qualcosa. Una letteratura capace di lasciare un segno e di provocare una reazione nel lettore.
Il Premio Strega mancato e l’abbandono della scrittura
Nel 1974 partecipò al Premio Strega con il romanzo Vietato ai minori, classificandosi al terzo posto.
Sembrava l’inizio di una nuova fase della sua carriera. Invece accadde il contrario.
Dopo alcuni anni, complice anche la delusione per il rifiuto di un manoscritto a cui teneva molto, scelse di interrompere completamente la propria attività letteraria. Una decisione drastica e definitiva.
Da quel momento si allontanò progressivamente dalla scena culturale italiana. Inoltre il suo nome scomparve quasi del tutto dai principali circuiti editoriali.
Gli ultimi anni e la morte nell’oblio
Laudomia Bonanni trascorse gli ultimi decenni della sua vita lontana dai riflettori.
Morì a Roma il 21 febbraio 2002 all’età di 95 anni, in seguito alle conseguenze di una caduta domestica. La notizia della sua scomparsa ricevette poca attenzione, nonostante il ruolo che aveva avuto nella letteratura italiana del Novecento.
Successivamente venne pubblicato postumo il romanzo La rappresaglia, grazie all’editore abruzzese Textus.
In breve: perché Laudomia Bonanni è importante
✔ Nata all’Aquila nel 1907
✔ Premio Viareggio nel 1960 con L’imputata
✔ Premio Campiello nel 1964 con L’adultera
✔ Candidata al Premio Strega nel 1974
✔ Apprezzata da Eugenio Montale
✔ Considerata oggi una delle più importanti scrittrici abruzzesi del Novecento
La riscoperta della sua opera
Negli ultimi anni l’interesse per Laudomia Bonanni è cresciuto in modo significativo.
Università, studiosi e critici hanno avviato nuove ricerche dedicate alla sua produzione letteraria. Inoltre sono nate iniziative culturali e premi che ne mantengono vivo il ricordo.
Nel 2025 è stato pubblicato Sassi di parole, volume che approfondisce aspetti biografici e letterari della scrittrice attraverso una lettura originale della sua figura.
Questa riscoperta contribuisce a restituire alla cultura italiana una voce che per troppo tempo è rimasta in ombra.
FAQ – Tutto quello che c’è da sapere su Laudomia Bonanni
Chi era Laudomia Bonanni?
Laudomia Bonanni fu una scrittrice e insegnante nata all’Aquila nel 1907. È considerata una delle voci più originali della narrativa italiana del Novecento.
Quali premi vinse Laudomia Bonanni?
Vinse il Premio Viareggio nel 1960 con L’imputata e il Premio Campiello nel 1964 con L’adultera.
Quali sono i libri più famosi di Laudomia Bonanni?
Tra le sue opere più note figurano L’imputata, L’adultera, Vietato ai minori e il postumo La rappresaglia.
Perché smise di scrivere?
Dopo alcuni anni di delusioni editoriali e personali, decise di abbandonare definitivamente la scrittura negli anni Settanta.
Perché oggi si parla nuovamente di Laudomia Bonanni?
Perché la critica letteraria sta riscoprendo il valore della sua opera, considerata sempre più importante per comprendere la narrativa italiana del Novecento.


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