Mario Pomilio: la vita e le opere dello scrittore abruzzese che conquistò il Premio Strega

Introduzione
Tra i grandi protagonisti della letteratura italiana del Novecento c’è senza dubbio Mario Pomilio. Nato a Orsogna nel 1921 e cresciuto ad Avezzano, lo scrittore abruzzese riuscì a costruire un percorso culturale di livello internazionale senza mai recidere il legame con la propria terra d’origine. Autore di romanzi, saggi e reportage, Pomilio è ricordato soprattutto per Il quinto evangelio e per il Premio Strega ottenuto nel 1983 con Il Natale del 1833. La sua opera continua ancora oggi a essere studiata e rivalutata da critici e lettori.
Le origini abruzzesi di Mario Pomilio
Mario Pomilio nacque il 14 gennaio 1921 a Orsogna, centro della provincia di Chieti. Tuttavia trascorse gran parte della giovinezza ad Avezzano, nella Marsica, dove frequentò il liceo classico.
Figlio di un maestro elementare di orientamento socialista, crebbe in un ambiente culturalmente vivace. Proprio negli anni della formazione maturò la passione per la letteratura, che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Successivamente si trasferì a Pisa per frequentare la prestigiosa Scuola Normale Superiore, dove si laureò in Lettere nel 1945 con una tesi dedicata a Luigi Pirandello.
Dalla formazione europea all’insegnamento
Dopo la laurea, Pomilio proseguì gli studi tra Bruxelles e Parigi. Questo percorso internazionale contribuì ad ampliare la sua visione culturale e letteraria.
Rientrato in Italia, iniziò a insegnare nei licei di Napoli. Inoltre ottenne incarichi universitari e divenne docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa.
Parallelamente sviluppò un’intensa attività giornalistica e critica, collaborando con riviste culturali e quotidiani nazionali.
L’esordio letterario e il successo
L’esordio narrativo arrivò nel 1954 con L’uccello nella cupola, romanzo che ottenne immediatamente il Premio Marzotto Opera Prima.
Negli anni successivi pubblicò altre opere importanti come:
- Il testimone (1956)
- Il nuovo corso (1959)
- La compromissione (1965)
- Il cimitero cinese (1969)
In particolare La compromissione contribuì ad affermarlo tra i maggiori narratori italiani del secondo dopoguerra. Il romanzo affrontava temi politici e morali che riflettevano le tensioni dell’Italia del dopoguerra.
Il Quinto Evangelio e la consacrazione internazionale
La svolta definitiva arrivò nel 1975 con la pubblicazione de Il quinto evangelio.
L’opera racconta una lunga ricerca spirituale e culturale attorno all’esistenza di un ipotetico “quinto vangelo”, intrecciando storia, fede e letteratura. Il romanzo ottenne grande successo in Italia e all’estero.
Infatti ricevette numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Prix du Meilleur Livre Étranger di Parigi nel 1977 e il Premio Pax di Varsavia nel 1979.
Ancora oggi il libro viene considerato uno dei capolavori della narrativa italiana contemporanea.
Curiosità
Molti critici definiscono Il quinto evangelio uno dei romanzi religiosi più importanti del Novecento italiano. L’opera è stata tradotta in diverse lingue e continua a essere oggetto di studi universitari.
Il Premio Strega con Il Natale del 1833
Nel 1983 Mario Pomilio raggiunse un nuovo traguardo vincendo il Premio Strega grazie al romanzo Il Natale del 1833.
L’opera affronta uno dei momenti più dolorosi della vita di Alessandro Manzoni: la morte della moglie Enrichetta Blondel. Attraverso una narrazione intensa e raffinata, Pomilio riflette sul dolore, sulla fede e sul significato della perdita.
Il successo del libro confermò definitivamente il suo ruolo centrale nella cultura italiana.
Il legame con l’Abruzzo
Nonostante gran parte della sua carriera si sia sviluppata tra Napoli e altre città italiane, Pomilio mantenne sempre un forte rapporto con l’Abruzzo.
Numerosi scritti testimoniano il suo interesse per la regione, le sue tradizioni e la sua storia. Emblematico è il volume Abruzzo, la terra dei santi poveri, che raccoglie diversi contributi dedicati alla sua terra d’origine.
Allo stesso tempo il suo percorso culturale si inserisce nel filone dei grandi intellettuali abruzzesi del Novecento, accanto a figure come Ennio Flaiano e Ignazio Silone.
Gli ultimi anni e l’eredità culturale
Negli ultimi anni di vita fu colpito da una grave artrite reumatoide che rese sempre più difficile il lavoro di scrittura.
Morì a Napoli il 3 aprile 1990 all’età di 69 anni.
Tuttavia la sua opera continua a vivere attraverso nuove edizioni, studi critici e convegni dedicati. Inoltre il suo archivio personale è conservato presso l’Università di Pavia, dove rappresenta una preziosa fonte per studiosi e ricercatori.
Perché Mario Pomilio è ancora attuale
La letteratura di Pomilio affronta domande che restano aperte anche nel presente: il rapporto tra fede e ragione, la ricerca della verità, il dubbio, la memoria storica e il ruolo dell’intellettuale nella società.
Per questo motivo le sue opere continuano a essere lette e analizzate. Il suo contributo non appartiene soltanto alla storia della letteratura italiana, ma rappresenta una parte importante del patrimonio culturale dell’Abruzzo e dell’intero Paese.
FAQ – Domande frequenti su Mario Pomilio
Chi era Mario Pomilio?
Mario Pomilio fu uno scrittore, saggista e giornalista nato a Orsogna nel 1921, considerato uno dei maggiori autori italiani del Novecento.
Qual è il libro più famoso di Mario Pomilio?
L’opera più celebre è Il quinto evangelio, pubblicata nel 1975 e tradotta in numerose lingue.
Quando vinse il Premio Strega?
Vinse il Premio Strega nel 1983 con il romanzo Il Natale del 1833.
Qual è il legame di Mario Pomilio con l’Abruzzo?
Nato a Orsogna e cresciuto ad Avezzano, mantenne sempre un forte rapporto culturale con la sua regione d’origine.
Dove sono conservati i suoi archivi?
L’archivio di Mario Pomilio è custodito presso l’Università di Pavia.


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