Museo dell’Ottocento di Pescara, il luogo dove rivive la grande pittura europea
Nel cuore di Pescara, lungo viale Gabriele D’Annunzio, il Museo dell’Ottocento è diventato in pochi anni uno dei poli culturali più importanti dell’Abruzzo. Inaugurato nel settembre 2021, il museo custodisce oltre 260 opere tra pittura italiana e francese del XIX secolo, offrendo un viaggio che attraversa la Scuola di Posillipo, il realismo napoletano e la celebre Scuola di Barbizon.
La struttura nasce dalla collezione privata dei coniugi Venceslao Di Persio e Rosanna Pallotta, raccolta in oltre trent’anni di ricerca e passione. Oggi il museo rappresenta non solo un punto di riferimento artistico per Pescara, ma anche un centro culturale che valorizza il legame tra Abruzzo, Napoli e la pittura europea dell’Ottocento.
Un edificio storico nel centro di Pescara
Il museo è ospitato in un elegante edificio del primo Novecento, costruito intorno al 1925 e già sede della Banca d’Italia e successivamente della Cassa di Risparmio di Pescara e Loreto Aprutino.
Dopo anni di abbandono, l’immobile viene acquistato nel 2010 dalla famiglia Di Persio e sottoposto a un lungo restauro. L’intervento ha recuperato gli elementi architettonici originali, reinterpretando gli stilemi rinascimentali e barocchi presenti nella facciata e negli interni.
Oggi lo spazio espositivo si sviluppa su tre piani e quindici sale, organizzate secondo scuole artistiche, temi e percorsi cronologici.
La collezione: dalla Scuola di Posillipo a Barbizon
Il percorso del Museo dell’Ottocento parte dal vedutismo internazionale dei primi anni del XIX secolo. Tra le opere più importanti compaiono i paesaggi dell’austriaco Joseph Rebell, autore di suggestive vedute della costa campana.
Grande spazio viene poi dedicato alla Scuola di Posillipo, con dipinti di Anton Sminck van Pitloo e Giacinto Gigante, protagonisti della pittura di paesaggio napoletana.
Nel percorso emergono anche figure centrali della pittura italiana come Domenico Morelli, Antonio Mancini, Michele Cammarano e Giuseppe De Nittis.
Particolarmente importante è la presenza degli artisti abruzzesi legati all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Tra questi spicca Francesco Paolo Michetti, rappresentato con diverse opere, tra cui un intenso autoritratto.
Le sale dedicate ad Antonio Mancini e Michele Cammarano
Due intere sezioni del museo sono dedicate a Antonio Mancini e Michele Cammarano.
La sala Mancini raccoglie diciassette opere che raccontano l’evoluzione artistica del pittore, dagli esordi giovanili fino ai celebri autoritratti della maturità. Tra i lavori più apprezzati compare “Verità”, considerata una delle opere più importanti della pittura italiana dell’Ottocento.
La sezione dedicata a Cammarano, invece, mette in luce il forte impegno sociale e politico dell’artista, con opere monumentali e ritratti provenienti da collezioni storiche napoletane.
Il dialogo tra Italia e Francia
Uno degli aspetti più affascinanti del museo è il continuo dialogo tra arte italiana e francese. Le sale finali mostrano infatti l’influenza della pittura di Barbizon sugli artisti italiani della seconda metà dell’Ottocento.
Tra i nomi presenti figurano Gustave Courbet, Théodore Rousseau, Charles-François Daubigny e Rosa Bonheur, unica donna presente nella collezione permanente.
Questa sezione permette di comprendere come gli artisti italiani abbiano assimilato la pittura di paesaggio francese alle soglie dell’Impressionismo.
La biblioteca e il patrimonio culturale
All’ingresso del museo è presente una biblioteca specializzata con oltre tremila volumi dedicati principalmente all’arte del XIX secolo.
Il patrimonio comprende monografie, cataloghi storici, riviste e raccolte rare legate agli artisti presenti nel percorso espositivo. Un luogo pensato non solo per i visitatori, ma anche per studiosi, ricercatori e appassionati.
La Fondazione Di Persio-Pallotta
Il Museo dell’Ottocento è gestito dalla Fondazione Di Persio-Pallotta, nata nell’agosto 2021 con l’obiettivo di conservare, valorizzare e promuovere la collezione privata dei fondatori.
La fondazione organizza mostre, attività culturali, iniziative didattiche e progetti dedicati alla diffusione dell’arte e della cultura sul territorio pescarese.
Cosa resta oggi
Oggi il Museo dell’Ottocento rappresenta uno dei simboli culturali più importanti di Pescara. In pochi anni è riuscito a inserirsi tra le realtà museali emergenti del Centro Italia, attirando visitatori, studiosi e turisti interessati alla grande pittura europea del XIX secolo.
Il museo contribuisce inoltre alla valorizzazione culturale della città, rafforzando il legame tra Pescara e la storia artistica abruzzese.
FAQ
Dove si trova il Museo dell’Ottocento?
Il museo si trova a Pescara, in viale Gabriele D’Annunzio 128, all’interno di uno storico edificio del primo Novecento.
Quando è stato inaugurato?
Il Museo dell’Ottocento è stato inaugurato il 18 settembre 2021.
Quante opere ospita il museo?
La collezione comprende oltre 260 opere tra pittura italiana e francese del XIX secolo.
Quali artisti sono presenti?
Tra gli artisti esposti figurano Michetti, Mancini, De Nittis, Courbet, Théodore Rousseau, Giacinto Gigante e Rosa Bonheur.
Qual è la particolarità del museo?
Il museo mette in dialogo la pittura italiana dell’Ottocento con la Scuola di Barbizon e la tradizione francese del paesaggio, valorizzando anche gli artisti abruzzesi.


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