Majella: vista da Campo di Giove

Parco Nazionale della Maiella: viaggio tra natura, eremi e paesaggi d’Abruzzo

Introduzione

Il Parco Nazionale della Maiella è una delle aree protette più affascinanti d’Italia e uno dei tre parchi nazionali presenti in Abruzzo. Istituito nel 1991 e ufficialmente riconosciuto nel 1995, si estende tra le province di Chieti, L’Aquila e Pescara, raccogliendo attorno al massiccio della Maiella un territorio vasto e sorprendentemente compatto.

Qui convivono montagne, canyon, foreste, borghi storici ed eremi rupestri. Inoltre, dal 2021 il parco è entrato nella rete dei Geoparchi Mondiali UNESCO, riconoscimento che ne conferma l’eccezionale valore naturalistico e geologico.

Con oltre 62 mila ettari di superficie, la Maiella custodisce uno dei patrimoni ambientali più ricchi della penisola e rappresenta uno dei luoghi simbolo della natura abruzzese.


Dove si trova il Parco Nazionale della Maiella

Il parco si sviluppa attorno al grande massiccio della Maiella, comprendendo anche il Morrone, i Monti Pizzi, il gruppo del Monte Porrara e gli altipiani meridionali d’Abruzzo.

Il territorio attraversa tre province:

  • Chieti
  • L’Aquila
  • Pescara

Tra i principali accessi figurano:

  • Sulmona sul versante occidentale
  • Guardiagrele sul lato orientale
  • Lettomanoppello a nord
  • Pescocostanzo verso sud

Il cuore geografico del parco è dominato dal Monte Amaro, che con i suoi 2793 metri rappresenta la vetta più alta della Maiella e la seconda degli Appennini continentali.


La geologia della Maiella e un paesaggio unico

Uno degli aspetti più sorprendenti del Parco Nazionale della Maiella riguarda la sua geologia.

Il massiccio è formato prevalentemente da rocce calcaree e dolomitiche risalenti alle ere mesozoica e cenozoica. Tuttavia ciò che rende quest’area famosa tra i geologi è la possibilità di osservare quasi integralmente un antico margine di piattaforma carbonatica.

Per questo motivo la Maiella è diventata un laboratorio naturale studiato da ricercatori internazionali attraverso il progetto scientifico TaskForceMaiella.

I grandi pianori sommitali raccontano inoltre la presenza degli antichi ghiacciai. Il vallone di Femmina Morta, oltre i 2500 metri, conserva ancora le forme modellate dalle glaciazioni.

I versanti sono invece attraversati da profondi valloni e gole naturali. Tra questi spicca la valle scavata dal fiume Orta, che tra Bolognano e San Valentino in Abruzzo Citeriore crea un autentico canyon naturale.


Lo sapevi? – La Maiella è un Geoparco UNESCO

Dal 2021 il Parco Nazionale della Maiella fa parte della rete dei Geoparchi Mondiali UNESCO

✔ Oltre 2.100 specie vegetali censite
✔ Circa un terzo della flora italiana presente
✔ Numerosi geositi riconosciuti
✔ Paesaggi modellati da ghiacciai e carsismo
✔ Importanza scientifica internazionale


Flora del Parco Nazionale della Maiella

Il patrimonio botanico del parco è tra i più ricchi d’Europa.

Sono state censite oltre 2.100 specie vegetali, pari a circa il 37% della flora italiana. Alcune specie furono identificate per la prima volta proprio in quest’area.

Tra le specie endemiche spiccano:

  • fiordaliso della Maiella
  • soldanella del calcare

Le foreste occupano una parte importante del territorio. Dominano le faggete, spesso pure oppure associate ad abete bianco.

Inoltre il paesaggio forestale comprende:

  • roverella
  • cerro
  • carpino nero
  • orniello
  • acero montano
  • tiglio
  • nocciolo
  • ontano

In quota compaiono le mughete a pino mugo, mentre alcune aree conservano nuclei relitti di betulla bianca, tasso e agrifoglio.

Particolarmente famoso è il Bosco di Sant’Antonio presso Pescocostanzo, uno dei boschi storici più suggestivi d’Abruzzo.


Fauna: orso marsicano, lupo e camoscio appenninico

Il Parco Nazionale della Maiella ospita oltre 150 specie di vertebrati.

L’animale simbolo resta l’orso bruno marsicano, presente con uno dei nuclei più importanti fuori dal Parco d’Abruzzo. Negli ultimi anni sono state documentate nuove nascite, segnale incoraggiante per la conservazione della specie.

Molto rilevante è anche la presenza del camoscio appenninico.

Reintrodotto nel 1991, oggi supera i 1500 esemplari, risultando la popolazione più numerosa dell’Appennino.

Tra i mammiferi presenti figurano inoltre:

  • lupo appenninico
  • cervo
  • capriolo
  • lontra
  • gatto selvatico
  • martora
  • istrice
  • volpe

L’avifauna è altrettanto ricca. Infatti il parco ospita:

  • aquila reale
  • falco pellegrino
  • lanario
  • gracchio alpino
  • piviere tortolino, specie di particolare interesse conservazionistico.

Eremi, abbazie e spiritualità della Maiella

La Maiella non è soltanto natura.

Questo territorio custodisce infatti una straordinaria tradizione spirituale legata agli eremi celestiniani e alla figura di Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V.

Tra i luoghi più suggestivi si trovano:

  • Eremo di Santo Spirito a Maiella – Roccamorice
  • Eremo di San Bartolomeo in Legio – Roccamorice
  • Sant’Onofrio al Morrone – Sulmona
  • San Giovanni all’Orfento – Caramanico Terme
  • Madonna dell’Altare – Palena

Questi siti raccontano un Abruzzo silenzioso e contemplativo che dialoga con la roccia e con la montagna.

Allo stesso tempo, il parco conserva abbazie di grande valore storico come San Liberatore a Maiella, Santa Maria Arabona e Santo Spirito al Morrone.

La presenza di questi complessi religiosi si intreccia naturalmente con la storia abruzzese e con le antiche vie di collegamento interne, così come accadde nei secoli lungo i territori che contribuirono alla formazione e alla crescita di Pescara.


Borghi e città d’arte nel parco

Visitare il Parco Nazionale della Maiella significa anche attraversare borghi e centri storici di grande identità.

Tra i più noti:

  • Sulmona
  • Guardiagrele
  • Pacentro
  • Pescocostanzo
  • Caramanico Terme
  • Corfinio
  • Palena
  • Pretoro

Sulmona conserva un forte impianto medievale e monumenti come l’Acquedotto Svevo e il Complesso della Santissima Annunziata. Guardiagrele, invece, è celebre per la lavorazione artistica dei metalli e per l’eredità di Nicola da Guardiagrele.

Borghi come Pacentro e Pescocostanzo raccontano inoltre il legame storico tra architettura, pastorizia e transumanza che ha segnato larga parte dell’Abruzzo interno.


Cosa vedere nel Parco Nazionale della Maiella

Chi visita la Maiella trova un territorio estremamente vario.

Tra i luoghi più conosciuti:

  • Valle dell’Orfento
  • Passolanciano-Maielletta
  • Grotta del Cavallone
  • Juvanum a Montenerodomo
  • Santuario di Ercole Curino
  • Museo dell’Orso Marsicano a Palena
  • Giardino Botanico Daniela Brescia
  • Aree faunistiche dedicate a lupo, cervo, lontra e camoscio

Per gli amanti dell’escursionismo, inoltre, i sentieri permettono di raggiungere panorami spettacolari e ambienti montani ancora poco antropizzati.


Quando visitare la Maiella

La Maiella cambia volto durante l’anno.

La primavera e l’inizio dell’estate sono ideali per osservare la fioritura e percorrere i sentieri.

L’autunno, invece, regala colori intensi nelle faggete e temperature più fresche.

Durante l’inverno alcune aree ospitano stazioni sciistiche come:

  • Passolanciano-Maielletta
  • Campo di Giove
  • Roccaraso
  • Pescocostanzo
  • Pizzoferrato

Per questo motivo il parco rimane una destinazione frequentabile in ogni stagione.


FAQ – Tutto quello che c’è da sapere sulla Maiella

Quanto è grande il Parco Nazionale della Maiella?

Il parco si estende per circa 62.838 ettari tra le province di Chieti, L’Aquila e Pescara.

Qual è la montagna più alta della Maiella?

La cima più elevata è il Monte Amaro, che raggiunge i 2793 metri.

Nel Parco della Maiella vivono gli orsi?

Sì. Il parco ospita uno dei nuclei più importanti di orso bruno marsicano al di fuori del Parco Nazionale d’Abruzzo.

La Maiella è patrimonio UNESCO?

Dal 2021 il parco è entrato nella rete dei Geoparchi Mondiali UNESCO.

Qual è il periodo migliore per visitare la Maiella?

Dipende dall’esperienza cercata. Primavera ed estate sono ideali per trekking e natura, mentre l’inverno è adatto alle attività sulla neve.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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