Tito Acerbo Pescara: la lunga storia dell’istituto nato nella Castellammare ottocentesca

Introduzione
Nel cuore della città sorge uno degli edifici scolastici più riconoscibili e ricchi di memoria urbana. Il Tito Acerbo, oggi storico istituto tecnico cittadino, custodisce una vicenda che precede persino la nascita della Pescara moderna.
La sua storia, infatti, inizia nella Castellammare Adriatico di fine Ottocento, quando la struttura venne progettata come convitto destinato alla villeggiatura studentesca. Successivamente divenne scuola, attraversò guerre e bombardamenti e accompagnò la crescita della città fino ai giorni nostri.
Le origini del Tito Acerbo nella Castellammare del XIX secolo
Per comprendere la storia del Tito Acerbo bisogna tornare al 1880, in un territorio molto diverso dall’attuale Pescara.
All’epoca esistevano ancora due realtà distinte: Pescara e Castellammare Adriatico. Le grandi trasformazioni urbanistiche del Novecento erano ancora lontane e il paesaggio era fatto di strade ampie ma polverose, pochi edifici e collegamenti ferroviari differenti da quelli odierni.
Fu proprio in questo contesto che nacque il progetto del grande edificio.
La struttura venne concepita come succursale del Convitto Nazionale di Chieti destinata alla villeggiatura e alla formazione degli studenti.
Ma cosa significava davvero “convitto”?
Si trattava di un istituto educativo nel quale gli allievi conducevano vita comune, simile a un collegio ma generalmente meno legato agli ordini religiosi. In Abruzzo queste istituzioni erano presenti soprattutto a Chieti e L’Aquila.
La costruzione terminò nel 1883.
Il nuovo fabbricato dominava Castellammare con un aspetto severo e monumentale. Inoltre, un lungo viale conduceva alla scenografica scalinata immersa nel verde che introduceva all’ingresso principale.
Quando il convitto dominava la città
Osservare oggi la zona significa immaginare una città profondamente diversa.
Il tracciato ferroviario seguiva infatti un percorso alternativo lungo l’area dell’attuale viale Bovio. Chi arrivava dal lato mare poteva ammirare il convitto stagliarsi sul panorama urbano.
Anni dopo, quello stesso tratto sarebbe diventato celebre anche per il passaggio della Coppa Acerbo, la storica competizione automobilistica che contribuì a dare notorietà internazionale alla città e che segnò un’epoca nella vita della Pescara del primo Novecento.
Le scuole, tuttavia, riflettevano ancora la mentalità del tempo.
Esistevano convitti distinti per ragazzi e ragazze. Alcuni istituti femminili, secondo i regolamenti dell’epoca, avevano lo scopo di preparare le giovani ai ruoli familiari e sociali tradizionali. Una fotografia storica che racconta quanto fosse diversa la società di allora.
La nascita dell’Istituto Tito Acerbo nel 1923
Il grande cambiamento arrivò nel 1923.
Il Comune di Castellammare Adriatico, anche in seguito alla riforma scolastica Gentile, decise di trasformare il convitto in un istituto tecnico per ragionieri e geometri.
Nacque così l’Istituto Acerbo.
Il Comune sostenne direttamente le spese necessarie e ottenne dall’amministrazione provinciale di Teramo l’autorizzazione alla creazione della nuova scuola.
Il primo anno non fu semplice.
Nonostante le difficoltà economiche, però, l’istituto registrò 139 iscritti, destinati ad aumentare progressivamente.
Le classi iniziali erano così distribuite:
- prime tre classi inferiori con 36 studenti ciascuna
- quarta classe con 31 iscritti
- classi superiori con numeri molto più ridotti
Nel 1924 emersero problemi logistici e scarsità di strumenti didattici. Tuttavia la scuola riuscì già a dotarsi di una biblioteca con circa cento volumi, segnale di una crescita culturale concreta.
Provincia di Pescara e crescita dell’istituto
La nascita della Provincia di Pescara nel 1927 diede nuovo impulso alla scuola.
L’istituto ottenne maggiori risorse economiche e una prospettiva più stabile. Tuttavia i problemi non sparirono immediatamente.
Le aule restavano in parte inadeguate, con pavimenti in mattoni e divisori in legno, mentre la biblioteca continuava ad ampliarsi.
In quegli anni la direzione del preside Fazzini concentrò gli sforzi sull’istituzione del corso di Agrimensura.
Il percorso burocratico fu lungo.
Per questo motivo il vero corso per geometri vide la luce soltanto nel 1935, rispondendo alle nuove esigenze infrastrutturali e urbanistiche di una città in rapida espansione.
📦 Lo sapevi? – Il nome Tito Acerbo
L’istituto fu dedicato fin dall’inizio a Tito Acerbo, nobile originario di Loreto Aprutino, caduto nel 1918 a Croce di Piave durante la Prima guerra mondiale.
I suoi atti di eroismo gli valsero la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Guerra, bombardamenti e salvataggio dell’archivio
Il periodo più drammatico arrivò con la Seconda guerra mondiale.
L’edificio venne utilizzato come scuola per allievi aeronautici e subì pesanti danni durante i bombardamenti del 1943, tragico capitolo che segnò profondamente la città e che si intreccia con la memoria dei bombardamenti di Pescara.
Durante quegli eventi morirono circa 50 militari.
In quegli anni emerse anche la figura del dottor Gennaro Partenza, segretario dell’istituto dal 1922 al 1944.
Secondo la memoria scolastica cittadina, fu grazie alla sua determinazione che vennero salvati i documenti custoditi nell’archivio, messi in sicurezza nonostante il rischio rappresentato dagli attacchi aerei.
Il Tito Acerbo nel dopoguerra e la memoria urbana
Il dopoguerra coincise con una fase di espansione.
Il numero degli studenti aumentò costantemente e nacquero varie succursali. Inoltre il Tito Acerbo consolidò il proprio ruolo come uno degli istituti scolastici più prestigiosi di Pescara.
La trasformazione urbana, però, modificò profondamente anche il rapporto tra l’edificio e la città.
Il nuovo sottopassaggio ferroviario alterò infatti la prospettiva monumentale originaria. La storica scalinata non esiste più, anche se la sua memoria continua a vivere attraverso un murales realizzato negli ultimi anni.
Il Tito Acerbo ha attraversato epoche molto diverse: l’età giolittiana, il fascismo, due guerre mondiali, il Sessantotto e la Pescara contemporanea.
Tra i suoi allievi figurano nomi destinati a lasciare un segno nella cultura italiana, come Ennio Flaiano, Federico Caffè e Andrea Cascella.
Per questo motivo la sua storia non coincide soltanto con quella di una scuola, ma accompagna l’evoluzione stessa della città.
Oggi il Tito Acerbo resta un simbolo di Pescara
Ancora oggi il Tito Acerbo Pescara conserva un forte valore identitario.
Non è soltanto un edificio scolastico. È un frammento della memoria urbana cittadina, nato nella Castellammare ottocentesca e cresciuto insieme alla Pescara moderna, proprio come altri luoghi che raccontano la trasformazione storica del territorio tra urbanistica, cultura e vita quotidiana.
FAQ – Domande frequenti sul Tito Acerbo Pescara
Quando nasce il Tito Acerbo Pescara?
L’istituto tecnico nasce nel 1923, anche se l’edificio originario era stato costruito come convitto nel 1883.
Perché si chiama Tito Acerbo?
La scuola è dedicata a Tito Acerbo, militare di Loreto Aprutino caduto nella Prima guerra mondiale e insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Il Tito Acerbo fu danneggiato durante la guerra?
Sì. Durante i bombardamenti del 1943 l’edificio subì gravi danni mentre ospitava allievi aeronautici.
Chi sono alcuni ex studenti famosi del Tito Acerbo?
Tra gli ex allievi figurano Ennio Flaiano, Federico Caffè e Andrea Cascella.
L’edificio era nato come scuola?
No. Originariamente era un convitto collegato al Convitto Nazionale di Chieti, completato nel 1883 e trasformato in istituto tecnico solo nel 1923.
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