fortezza pescara

Pescara in età borbonica: la città – fortezza del Regno delle Due Sicilie

Introduzione

Nel corso dell’Ottocento Pescara fu una delle principali piazzeforti militari del Regno delle Due Sicilie. La città era dominata da una grande fortezza costruita nei secoli precedenti e considerata strategica per il controllo dell’Adriatico e degli accessi all’Abruzzo.

Tuttavia, con il passare degli anni, la fortezza divenne anche un simbolo della repressione borbonica, perché ospitava un duro carcere destinato ai patrioti e agli oppositori politici. Proprio qui si intrecciano alcune vicende importanti del Risorgimento meridionale.


Pescara nel Regno delle Due Sicilie

Nel XVIII secolo Pescara contava circa tremila abitanti e faceva parte dell’organizzazione amministrativa del Regno di Napoli.

L’insediamento urbano si sviluppava intorno alla grande fortezza militare costruita a cavallo del fiume Pescara, che rappresentava un presidio strategico per il controllo del territorio.

Infatti la città veniva spesso definita “porta degli Abruzzi e chiave del Regno”, proprio per la sua posizione tra la costa adriatica e l’entroterra.

Per questo motivo i sovrani borbonici mantennero sempre una guarnigione militare stabile, destinata a difendere il territorio e a controllare le principali vie di comunicazione.


La fortezza di Pescara e il carcere borbonico

Con la Restaurazione dei Borbone, dopo la parentesi napoleonica, la fortezza di Pescara fu ulteriormente potenziata.

Tra il 1820 e il 1840 vennero eseguiti nuovi lavori di restauro e ampliamento delle strutture militari. Inoltre, al piano terra della caserma di fanteria fu creato un carcere destinato ai prigionieri politici.

Questo penitenziario divenne presto tristemente famoso.

Le condizioni di detenzione erano estremamente dure, tanto che il carcere veniva chiamato “il sepolcro dei vivi”.

I detenuti vivevano in ambienti insalubri e spesso le celle venivano invase dall’acqua durante le alluvioni del fiume. Un episodio particolarmente drammatico avvenne nell’ottobre del 1857, quando un’inondazione provocò la morte per annegamento di diversi prigionieri.

Nel 1858 il carcere ospitava circa settantacinque detenuti, e la mortalità media tra gli internati era stimata intorno al 40%.


📦 BOX STORICO

🔵 La fortezza borbonica di Pescara

✔ Importante presidio militare del Regno delle Due Sicilie
✔ Considerata la “porta degli Abruzzi”
✔ Ospitava una guarnigione stabile
✔ Fu trasformata in carcere politico
✔ Oggi ne resta una parte nel Museo delle Genti d’Abruzzo


I moti carbonari e il Risorgimento

All’inizio dell’Ottocento Pescara fu coinvolta anche nei moti carbonari che attraversarono il Regno di Napoli.

Nel 1814 alcuni rivoluzionari tentarono di organizzare un’insurrezione contro il re Gioacchino Murat. L’obiettivo principale era conquistare la fortezza e liberare i patrioti rinchiusi nel carcere.

Tuttavia il tentativo fallì e la rivolta fu rapidamente repressa dalle autorità borboniche.

Nonostante ciò, Pescara continuò a essere un luogo simbolo delle lotte politiche del tempo, proprio per la presenza del carcere destinato ai dissidenti.


Clemente De Caesaris e la fine del dominio borbonico

Tra i prigionieri più celebri della fortezza vi fu Clemente De Caesaris, una figura centrale del Risorgimento meridionale.

Dopo anni di prigionia, De Caesaris fu liberato nel 1860 durante la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi.

In quell’anno i garibaldini entrarono a Pescara e ottennero la resa della guarnigione borbonica.

La città passò così sotto il controllo del nascente Regno d’Italia, segnando la fine del lungo dominio borbonico.


L’eredità della Pescara borbonica

Il periodo borbonico ha lasciato un segno importante nella storia della città.

Da un lato Pescara fu una piazzaforte militare strategica, fondamentale per il controllo del territorio abruzzese.

Dall’altro lato la fortezza divenne uno dei simboli della repressione politica del Regno delle Due Sicilie.

Oggi ciò che resta di quell’imponente struttura è conservato nel complesso dell’ex fortezza borbonica, sede del Museo delle Genti d’Abruzzo, uno dei luoghi culturali più importanti della città.


FAQ – Storia della Pescara borbonica

Dove si trovava la fortezza borbonica di Pescara?

La fortezza sorgeva nella zona dell’attuale centro storico di Pescara Vecchia, vicino al fiume. Oggi ne rimane una parte all’interno del complesso del Museo delle Genti d’Abruzzo.

Perché il carcere borbonico era famoso?

Era noto per le condizioni di detenzione estremamente dure e per l’elevata mortalità dei prigionieri politici.

Quali patrioti furono imprigionati a Pescara?

Tra i detenuti più noti ci fu Clemente De Caesaris, figura importante del Risorgimento meridionale.

Quando finì il dominio borbonico a Pescara?

Il dominio terminò nel 1860, quando la città passò sotto il controllo delle truppe garibaldine durante l’unificazione italiana.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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