L’elefante di Piazza Salotto: la scultura di Vicentino Michetti nata come provocazione e diventata simbolo di Pescara

INTRODUZIONE

Alzi la mano chi, da bambino, non si è nascosto almeno una volta sotto la sua pancia o non ha fatto il giro delle zampe di corsa, mentre i genitori aspettavano seduti su una panchina. L’elefante di Piazza Salotto è questo: un punto di riferimento intergenerazionale, un compagno di giochi silenzioso e paziente che da oltre cinquant’anni accoglie i pescaresi in uno degli angoli più frequentati della città. Tuttavia pochi sanno che questa grande scultura di cemento non nacque come un omaggio alla bellezza, ma come una critica feroce. Infatti dietro l’elefante c’è una storia di provocazione artistica, di incuria istituzionale e di riscatto — una storia tutta pescarese.


Chi era Vicentino Michetti

Per capire l’elefante bisogna prima capire chi lo ha creato. Vicentino Michetti jr. nacque a Calascio il 16 febbraio 1909 e morì a Pescara il 18 maggio 1997. Proveniva da una generazione di costruttori: suo padre Pasquale costruì nel 1910 il Palazzo Michetti e l’adiacente cinema-teatro Michetti, esempi di liberty pescarese ancora esistenti.

Non volendo studiare, iniziò subito a lavorare con il padre, apprendendo i fondamenti dell’edilizia direttamente in cantiere. Tuttavia l’arte era la sua vera vocazione. Fu la figlia a spingerlo verso la scultura: fu infatti la figlia a ispirarlo e a spingerlo a realizzare i primi disegni e le prime plastiche. Dopo la guerra — durante la quale fu ferito alle gambe — riprese a scolpire con rinnovata energia.

Dopo la guerra ritornò alle sue passioni, esponendo a Roma nel ’47 e nel ’56 e a Parigi nel ’58, alla Galleria Bernheim. Un artista autodidatta, dunque, capace di esporre nelle gallerie più prestigiose d’Europa senza mai rinunciare alla sua radice pescarese.


La nascita dell’elefante: una provocazione in cemento

L’elefante di Piazza Salotto nasce negli anni Settanta da un atto di ribellione artistica. A Vicentino Michetti non piacevano i monumenti che venivano eretti in quel periodo a Pescara: li considerava fredde costruzioni architettoniche, prive di vita e di umanità. Pertanto decise di rispondere con un gesto ironico e inequivocabile: un grosso elefante di cemento, lo stesso materiale che stava deturpando, a suo giudizio, il volto della città.

La scelta dell’elefante non fu casuale. È un animale dalla pelle grigia e ruvida — come il cemento — ma dotato di una memoria leggendaria, di una forza gentile, di una presenza che i bambini amano istintivamente. In questo senso l’opera di Michetti è un capolavoro di ironia: usa il linguaggio dell’avversario per produrre qualcosa di caldo e popolare.

La scultura non si trova al centro della piazza, ma sul lato sud, a poca distanza dai portici, in posizione decisamente più defilata rispetto agli altri monumenti cittadini. Una collocazione appartata che però non ne ha scalfito la popolarità: anzi, quella discrezione ha reso l’elefante ancora più amato, un segreto condiviso tra i pescaresi di ogni generazione.


Le altre opere di Michetti in città

L’elefante è solo la più nota delle opere che Vicentino Michetti ha lasciato a Pescara. È autore delle opere bronzee di Piazza Salotto, della Bambina giacente nel giardino del Museo Paparella-Treccia-Devlet e di Grazia, la marinara, conservata nel municipio.

Altre opere visibili in città sono Grazia. Le marenare all’interno del Comune, l’Obelisco D’Annunziano al Teatro D’Annunzio — alto 67 metri — e La Donna stesa all’interno di Villa Urania.

Fuori città, una delle sue opere più toccanti si trova a Campo Imperatore. Nel 1987 Michetti realizzò una scultura che rappresenta un uomo che avanza nella bufera di neve con un bambino sulle spalle e uno per mano, con il cane pastore, mentre dall’altra parte una donna tende le braccia verso il marito e i figli — un monumento alla tragedia del pastore Pupo Nunzio, travolto da una tormenta nel 1919 insieme ai suoi figli.


Il restauro del 2013 e la seconda vita dell’elefante

Con il passare degli anni e l’esposizione alle intemperie, la scultura si era progressivamente deteriorata. La vernice era andata via in diversi punti, e i vandali avevano fatto il resto, deturpando la superficie con scritte e graffiti. L’elefante rischiava di diventare un relitto urbano.

Nel 2013 l’Inner Wheel sponsorizzò e finanziò il restauro completo della scultura, riportandola all’aspetto originale. Un intervento che la città doveva da tempo a una delle sue opere più amate — e che ha permesso all’elefante di continuare a tenere compagnia alle nuove generazioni di bambini pescaresi.


Il riconoscimento postumo: la Sala Michetti all’Aurum

Per molti anni le opere di Michetti donate al Comune nel 1995 restarono in condizioni precarie, alcune nelle aiuole di Via Carducci, altre nei depositi. La cosa peggiore che poteva capitare a queste opere si è avverata con l’incuria di chi le doveva proteggere e l’inciviltà delle persone che le hanno deturpate con scritte di dubbio gusto.

Fu la figlia Laila a battersi per decenni perché il lascito del padre avesse una degna collocazione. Nel 2018 il Comune di Pescara ha dedicato una sala permanente a Vicentino Michetti nella sede dell’Aurum, inaugurando la Sala Barbella con la collezione donata dall’artista alla città. Un riconoscimento tardivo, ma finalmente concreto per uno degli scultori più originali che Pescara abbia mai prodotto.


Quando visitare l’elefante

L’elefante di Piazza Salotto è accessibile sempre e gratuitamente — è una scultura all’aperto, parte del paesaggio urbano della piazza più frequentata di Pescara. Il momento migliore per vederlo è la mattina, quando la luce del sole illumina il cemento grigio da un’angolazione che ne esalta la forma massiccia e gentile allo stesso tempo. Tuttavia, per vivere l’atmosfera più vera che lo circonda, bisogna andarci nel tardo pomeriggio, quando i bambini escono da scuola e la piazza si anima. È lì, in quel momento, che si capisce davvero perché questa scultura nata come provocazione sia diventata una delle cose più amate di Pescara.


FAQ – L’elefante di Piazza Salotto: le domande più frequenti

Perché Michetti ha realizzato un elefante? La scelta nacque come provocazione contro i monumenti in cemento che in quel periodo stavano modificando il volto di Pescara. Michetti volle rispondere usando lo stesso materiale — il cemento — ma trasformandolo in qualcosa di caldo, ironico e amato dai bambini.

Dove si trova esattamente l’elefante di Piazza Salotto? Si trova sul lato sud di Piazza della Rinascita, a poca distanza dai portici. Non è al centro della piazza ma in una posizione più appartata, che ne ha comunque favorito la popolarità come punto di ritrovo spontaneo.

È possibile vedere altre opere di Vicentino Michetti a Pescara? Sì. Oltre all’elefante, si possono ammirare l’Obelisco al Teatro D’Annunzio sul lungomare sud, Grazia la marinara nella sala consiliare del Comune e la collezione permanente alla Sala Michetti dell’Aurum, in viale della Riviera.

Quando è stato restaurato l’elefante? Nel 2013, grazie al contributo dell’Inner Wheel che sponsorizzò il recupero della scultura, deteriorata negli anni dall’esposizione agli agenti atmosferici e dai vandali.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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