La Pineta Dannunziana di Pescara: storia e natura della grande riserva urbana

Introduzione

La Pineta Dannunziana è uno dei luoghi naturali più importanti di Pescara. Situata nella parte meridionale della città, rappresenta oggi ciò che resta delle antiche pinete che per secoli caratterizzavano il paesaggio costiero.

Oggi quest’area è una riserva naturale protetta, ma allo stesso tempo è un simbolo identitario per i pescaresi. Inoltre racconta un capitolo fondamentale della storia del territorio, proprio come accade per altri elementi naturali storici della città, tra cui il vicino fiume Aterno-Pescara, protagonista dell’evoluzione urbana della città.


La Pineta Dannunziana: il grande polmone verde di Pescara

La Riserva Naturale Pineta Dannunziana si trova nella zona sud di Pescara e copre una superficie di circa 53 ettari.

Di questa estensione, però, solo 35 ettari conservano ancora l’antica vegetazione della selva originaria.

L’area è divisa in cinque comparti, ciascuno con caratteristiche ambientali differenti. In passato la zona era conosciuta come Pineta D’Avalos o Parco D’Avalos, nome legato alla famiglia nobiliare che durante l’epoca borbonica possedeva il marchesato di Pescara.

Oggi la pineta è riconosciuta come riserva naturale di interesse provinciale ed è gestita dal Comune di Pescara.


📦 In breve: perché la Pineta Dannunziana è importante

✔ È l’ultima grande pineta storica rimasta a Pescara
✔ Conserva una biodiversità tipica della macchia mediterranea
✔ Si trova tra mare Adriatico e foce del fiume Pescara
✔ È uno dei parchi urbani più importanti della città
✔ Rappresenta un simbolo naturale del territorio pescarese


Le origini storiche della pineta

La pineta è conosciuta già dall’VIII secolo. In quel periodo rappresentava un importante punto di riferimento per i navigatori bizantini che, partendo da Ravenna, trovavano lungo questa costa un riparo durante le tempeste.

Nel 1528, l’imperatore Carlo V concesse l’area dell’attuale territorio pescarese alla famiglia D’Avalos, che mantenne il possesso della pineta per diversi secoli.

Per molto tempo il bosco rimase sostanzialmente inutilizzato. Tuttavia, a partire dal XVII secolo, iniziò un progressivo sfruttamento economico. Gli alberi venivano abbattuti per ricavare legname oppure per ottenere terreni destinati all’edificazione.

Prima di questo processo di riduzione, all’inizio del XVIII secolo, si stima che la pineta si estendesse per circa 3.000 ettari lungo la costa adriatica.


La pineta nel Novecento e il legame con D’Annunzio

Nel corso del Novecento la pineta divenne uno dei luoghi simbolo dell’identità cittadina.

Qui si incontravano artisti, scrittori e personalità della cultura. Tra questi anche il celebre poeta pescarese Gabriele D’Annunzio, una delle figure più importanti della cultura abruzzese.

Nel 1912, proprio all’interno della pineta, venne rappresentata la tragedia teatrale La figlia di Iorio. Da quel momento l’area iniziò a essere chiamata Pineta Dannunziana.

Lo scrittore, nato a Pescara nel 1863, rimane infatti una figura centrale nella storia culturale della città, come racconta anche la sua biografia dedicata a Ennio Flaiano, altro grande autore pescarese del Novecento.

Nel 2000 la Regione Abruzzo ha istituito ufficialmente la Riserva Naturale Pineta Dannunziana, affidandone la gestione prima alla Provincia e poi al Comune di Pescara.


Il territorio della pineta: un ecosistema ricco di biodiversità

La pineta si trova in una zona caratterizzata da clima mediterraneo, con estati calde e secche.

Dal punto di vista biogeografico questa area è stata definita dal botanico Sandro Pignatti come una zona a biodiversità molto elevata.

La posizione della pineta è infatti particolare. Si trova tra il mare Adriatico e la foce del fiume Pescara, elemento naturale che ha influenzato profondamente l’evoluzione del territorio urbano e ambientale della città, come racconta anche la storia della nascita della città di Pescara nel 1927.

Il terreno della pineta è quindi un vero mosaico di microambienti naturali, che comprendono:

  • ambienti dunali e xerici
  • aree mesofile
  • zone con suolo molto umido

Queste caratteristiche derivano anche dalla presenza dell’antico Lacus Salinarum, un bacino d’acqua oggi scomparso ma che in passato influenzava fortemente il paesaggio naturale dell’area.


Dalla pineta al mare: un paesaggio scomparso

Un tempo la pineta arrivava direttamente fino alla costa.

Prima della costruzione delle strade parallele al mare e dell’espansione urbana, infatti, la foresta era collegata alla spiaggia da un cordone dunale naturale.

Questo ambiente rappresentava un ecosistema molto particolare. Era infatti difficile da colonizzare per molte specie vegetali e animali, poiché richiedeva adattamenti specifici per sopravvivere alle condizioni estreme.

Con lo sviluppo urbano del Novecento questo sistema dunale è progressivamente scomparso.


La flora della Pineta Dannunziana

La vegetazione della riserva è tipica della macchia mediterranea.

Tra le principali specie arboree si trovano:

  • pino d’Aleppo
  • leccio
  • roverella
  • acero campestre
  • sorbo

Sono presenti anche numerosi arbusti caratteristici della macchia mediterranea, tra cui:

  • mirto
  • smilace
  • rosa di San Giovanni
  • varie specie di cisto

Nel sottobosco crescono inoltre diverse piante aromatiche, come il camedrio polio.


Le zone umide e il lago della pineta

All’interno della riserva esistono anche ambienti umidi molto importanti per l’equilibrio dell’ecosistema.

Vicino al piccolo lago presente nella pineta si trovano infatti specie igrofile come:

  • pioppo bianco
  • olmo campestre
  • cannuccia di palude
  • carice maggiore

Nelle aree più salmastre crescono invece la canna di Ravenna e diverse specie di giunco.

Grazie a questa varietà ambientale, la Pineta Dannunziana rappresenta oggi uno degli ecosistemi urbani più ricchi della costa adriatica.


FAQ – Pineta Dannunziana di Pescara

Quanto è grande la Pineta Dannunziana?

La riserva naturale si estende per circa 53 ettari, ma soltanto 35 ettari conservano la vegetazione originaria della pineta storica.

Perché si chiama Pineta Dannunziana?

Il nome deriva da Gabriele D’Annunzio. Nel 1912 nella pineta venne rappresentata la sua celebre tragedia La figlia di Iorio.

Quando è diventata riserva naturale?

La Riserva Naturale Pineta Dannunziana è stata istituita ufficialmente nel 2000 dalla Regione Abruzzo.

Quali piante si trovano nella pineta?

La flora è tipica della macchia mediterranea e comprende pino d’Aleppo, leccio, mirto, cisto, roverella e molte specie aromatiche.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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