La fortezza borbonica di Pescara: storia della piazzaforte che ha dato origini alla città
Introduzione
Per oltre tre secoli la fortezza borbonica di Pescara rappresentò il cuore militare e urbano della città. Costruita nel XVI secolo durante il dominio spagnolo, questa grande piazzaforte controllava il porto, il fiume e i traffici commerciali dell’Adriatico.
Per comprendere davvero l’importanza di questa struttura, però, è necessario guardare al contesto più ampio della storia di Pescara, che affonda le sue radici nell’antico porto romano di Aternum e attraversa secoli di trasformazioni politiche e urbane.
Oggi della fortezza rimangono solo alcune tracce. Tuttavia il suo ruolo fu decisivo per lo sviluppo della città moderna.
Le origini della fortezza borbonica di Pescara
Nel primo Cinquecento il territorio di Pescara viveva una fase di forte declino. Dopo secoli di invasioni e conflitti, l’antico insediamento romano di Aternum, raccontato nell’articolo dedicato a Pescara in epoca romana, era ormai ridotto a un piccolo borgo.
Nel 1509 la marchesa Vittoria Colonna, moglie del marchese d’Avalos, visitò la zona trovando un abitato povero e quasi abbandonato.
Per questo motivo i sovrani spagnoli del Regno di Napoli decisero di costruire una grande struttura difensiva capace di proteggere la costa adriatica e controllare il commercio marittimo.
La fortezza di Pescara iniziò quindi a essere edificata nel 1510 su progetto dell’architetto Erardo Barleduc. I lavori durarono quasi mezzo secolo e terminarono nel 1557.
La struttura della fortezza di Pescara
La fortezza occupava un’area molto ampia e presentava una forma irregolare simile a una stella bastionata. Il perimetro della piazzaforte era attraversato dal fiume Pescara, elemento che rendeva la posizione ancora più strategica.
La struttura comprendeva:
- sette bastioni difensivi
- mura alte circa 10 metri
- un corridoio di ronda largo circa 10 metri
- numerose postazioni di sorveglianza armata
Questo sistema militare rappresentava l’evoluzione delle precedenti difese della città, come spiegato anche nell’articolo dedicato al <a href=”#”>sistema difensivo medievale di Pescara</a>.
All’interno delle mura si sviluppava una vera e propria città fortificata. Qui si trovavano caserme, abitazioni civili, botteghe artigiane, magazzini e edifici religiosi.
Secondo alcune fonti erano presenti anche diversi consolati stranieri, tra cui quello inglese, turco e austriaco.
In breve: la fortezza borbonica di Pescara
✔ Costruzione iniziata nel 1510
✔ Completata nel 1557
✔ Progetto dell’architetto Erardo Barleduc
✔ Struttura con sette bastioni difensivi
✔ Attraversata dal fiume Pescara
✔ Attiva per oltre 350 anni
Le porte della città fortificata
La fortezza era accessibile attraverso diverse porte che permettevano di controllare gli ingressi alla città.
La porta principale si apriva su via dei Quartieri ed era caratterizzata da un grande arco in stile romanico alto circa 6 metri e largo 4 metri.
Un’altra porta importante si trovava sul lato del fiume, dove venivano controllate le merci in ingresso e riscossi i dazi commerciali.
Accanto a queste aperture principali esistevano anche altre porte secondarie:
- Porta San Cristoforo
- Porta Ortona
- Porta Nuova
- Porta Chieti
- Porta Sale
La sera i grandi portoni in legno venivano chiusi per garantire la sicurezza dell’abitato.
La vita quotidiana dentro la fortezza
All’interno delle mura non vivevano soltanto soldati e ufficiali. Con il tempo la fortezza si trasformò in un vero centro urbano dove abitavano anche civili, artigiani e commercianti.
Le tre strade principali della città fortificata erano:
- Corso Manthonè
- Via dei Bastioni
- Via delle Caserme
Qui si concentravano botteghe, osterie, laboratori artigianali e attività commerciali.
Ogni giorno contadini e pescatori provenienti dalle campagne circostanti entravano nella fortezza per vendere i loro prodotti. Si creò quindi un rapporto continuo tra la popolazione che viveva dentro le mura e quella che abitava all’esterno.
Questo sistema economico contribuì allo sviluppo del nucleo urbano che sarebbe poi diventato la Pescara moderna.
Il bagno penale e i moti risorgimentali
Nel corso dell’Ottocento alcune strutture della fortezza furono trasformate in carcere, noto come bagno penale.
Qui furono imprigionati numerosi patrioti abruzzesi coinvolti nei moti risorgimentali contro il dominio borbonico.
Le condizioni di detenzione erano estremamente dure. Nel 1853 una violenta alluvione provocò la morte di molti detenuti. Inoltre, nel 1865, un’epidemia di colera colpì il carcere a causa delle pessime condizioni igieniche.
Questi eventi segnarono profondamente la storia della città e anticiparono le trasformazioni che avrebbero accompagnato l’Unità d’Italia.
La demolizione della fortezza
Dopo l’Unità d’Italia la fortezza perse progressivamente il suo ruolo militare.
Per questo motivo nel 1867 gran parte delle mura venne demolita per permettere l’espansione urbana della città.
La demolizione della piazzaforte segnò una fase decisiva nella trasformazione di Pescara, che nel corso dei decenni successivi avrebbe conosciuto una forte crescita urbana.
Cosa resta oggi della fortezza borbonica di Pescara
Oggi della grande piazzaforte rimangono soltanto alcune testimonianze storiche.
La parte più significativa è l’edificio che ospitava la caserma di fanteria situata in via delle Caserme. Dal 1982 questi spazi accolgono il Museo delle Genti d’Abruzzo, uno dei principali musei dedicati alla storia e alle tradizioni della regione.
Durante alcuni scavi effettuati negli anni Settanta furono inoltre scoperti ambienti sotterranei della fortezza, probabilmente utilizzati come magazzini militari.
Questi resti si trovano sotto l’area del mercato di Porta Nuova, ma purtroppo non sono visitabili.
Nonostante la quasi totale scomparsa delle mura, la fortezza continua a rappresentare uno degli elementi più importanti per comprendere l’evoluzione urbana e sociale della città.
FAQ – Fortezza borbonica di Pescara
Quando fu costruita la fortezza borbonica di Pescara?
La costruzione iniziò nel 1510 durante il dominio spagnolo sul Regno di Napoli e terminò nel 1557.
Quanto era grande la fortezza?
La piazzaforte occupava un’area molto ampia ed era dotata di sette bastioni difensivi e mura alte circa 10 metri.
Perché fu demolita?
Dopo l’Unità d’Italia la fortezza perse la sua funzione militare e nel 1867 gran parte delle mura venne abbattuta per permettere l’espansione urbana della città.
Cosa rimane oggi della fortezza?
Oggi restano alcune strutture nell’area di via delle Caserme, dove si trova il Museo delle Genti d’Abruzzo.

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