Il fiume Aterno-Pescara: il corso d’acqua che ha segnato la storia della città

Crediti immagine: Paola Contessa – Wiki Loves Monuments 2020, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Il fiume Aterno-Pescara è il corso d’acqua più lungo dell’Abruzzo e uno dei più importanti dell’Italia centrale. Con una lunghezza di circa 152 chilometri, attraversa gran parte della regione dalle montagne dell’Appennino fino al mare Adriatico, dove sfocia nel centro della città di Pescara.

Nel corso dei secoli questo fiume ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del territorio. Le sue acque hanno collegato l’entroterra montano con la costa, favorendo i commerci, la nascita di insediamenti e la crescita economica della valle che oggi prende il nome di Val Pescara.


Origine del nome e legame con l’antica Aternum

In epoca romana il fiume era conosciuto con il nome di Aternus. Alla sua foce sorse l’importante porto di Ostia Aterni, lo scalo marittimo dell’antica città di Aternum e uno dei principali punti di collegamento tra l’Abruzzo e il resto dell’Impero romano.

Questo porto era collegato direttamente alla capitale attraverso la Via Claudia Valeria, la strada consolare che attraversava l’Appennino e seguiva il corso del fiume fino alla costa adriatica.

Nel Medioevo il tratto finale del fiume prese il nome di Piscarius, probabilmente per la grande quantità di pesce presente nelle sue acque. Da questa denominazione derivò il nome Piscaria, da cui nel tempo nacque l’attuale città di Pescara.

Il fiume era talmente importante da diventare anche un confine amministrativo: nel 1273 il diploma di Carlo I d’Angiò divise l’Abruzzo nelle zone al di qua e al di là del fiume Piscaria.


Dove nasce il fiume Aterno-Pescara

Il sistema fluviale nasce sui Monti della Laga, nell’Appennino centrale, nei pressi di Montereale, a oltre 1000 metri di altitudine. Nella prima parte del suo percorso il corso d’acqua prende il nome di Aterno.

Scorrendo verso sud-est attraversa l’area aquilana e lambisce la città de L’Aquila, per poi proseguire attraverso la valle del Medio Aterno e la conca peligna.

Lungo questo tratto il fiume riceve diversi affluenti, tra cui:

  • Vetoio
  • Raio
  • Vera

Queste acque contribuiscono ad alimentare il corso principale prima che entri nella parte centrale dell’Abruzzo.


L’incontro con il Sagittario e la nascita del Pescara

Nei pressi di Popoli Terme il fiume riceve il suo principale affluente, il Sagittario, che scende dal lago di Scanno attraversando la valle peligna.

Poco più avanti le acque dell’Aterno-Sagittario si uniscono a quelle provenienti dalle sorgenti del fiume Pescara, dando origine al tratto finale del corso d’acqua che prende definitivamente il nome di Pescara.

Da questo punto in poi il fiume diventa molto più ricco d’acqua grazie alle numerose sorgenti presenti nella zona.


Le sorgenti del fiume Pescara

Le sorgenti si trovano nella zona chiamata Capo Pescara, vicino a Popoli Terme. Qui l’acqua emerge da numerose cavità sotterranee formando un grande laghetto alimentato da oltre sessanta risorgive naturali.

L’area è oggi protetta dalla Riserva naturale guidata Sorgenti del Fiume Pescara, istituita nel 1986 per tutelare uno degli ecosistemi fluviali più importanti dell’Abruzzo.

In questo ambiente naturale vivono centinaia di specie vegetali e animali legate agli habitat umidi.


Gli affluenti principali

Durante il suo percorso il fiume riceve acqua da numerosi affluenti che ne aumentano la portata. Tra i più importanti si ricordano:

  • Sagittario
  • Tirino
  • Orta
  • Lavino
  • Nora
  • Cigno

Grazie a questi contributi il fiume raggiunge alla foce una portata media di circa 57 metri cubi al secondo, rendendolo uno dei corsi d’acqua più importanti dell’Adriatico centrale.


Il fiume nella città di Pescara

Dopo aver attraversato la Val Pescara, il fiume entra nell’area urbana dividendo la città in due parti prima di sfociare nel mare Adriatico.

In passato il suo corso causava frequenti inondazioni, soprattutto nelle zone vicine alla foce. Per questo motivo nel Novecento il tratto cittadino venne canalizzato e regolato durante la costruzione del porto.

Oggi il lungofiume è uno degli spazi più frequentati della città. Qui si trovano piste ciclabili, aree pedonali e punti panoramici da cui osservare il porto canale e la foce del fiume.


Un elemento centrale dell’identità di Pescara

Il fiume Pescara non è soltanto un elemento naturale del paesaggio. È una parte fondamentale della storia e dell’identità della città.

Fin dall’antichità ha rappresentato una via di comunicazione tra l’entroterra e il mare, favorendo la nascita di insediamenti, attività commerciali e collegamenti con il resto dell’Italia.

Ancora oggi il suo corso continua a unire territori molto diversi tra loro: dalle montagne del Gran Sasso e della Maiella, passando per le colline della Val Pescara, fino alla costa adriatica dove termina il suo lungo viaggio.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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