Il Delfino Flacco Porto: storia di un club dilettantistico che ha lasciato il segno nel calcio pescarese

Introduzione

Nel panorama del calcio dilettantistico abruzzese, ci sono società che vanno ben oltre il risultato della domenica. Il Delfino Flacco Porto di Pescara era una di queste. Per oltre venticinque anni ha rappresentato il quartiere del porto canale, formato generazioni di giovani calciatori e dimostrato che si può fare calcio serio anche lontano dai riflettori del professionismo. Infatti, la storia di questo club, dal nome dedicato a un capitano scomparso troppo presto, fino alla fusione del 2021, racconta qualcosa di essenziale sull’identità sportiva di Pescara.


Le origini: dal Flacco Porto al Delfino

Il club nasce come Flacco Porto, prendendo il nome dal quartiere del porto canale di Pescara, zona da sempre legata alla vita marinara e popolare della città. Nel tempo la denominazione si arricchisce, diventando Il Delfino Flacco Porto, un nome che unisce il richiamo al mare con un omaggio preciso: quello ad Adriano Flacco, storico capitano pescarese scomparso prematuramente, la cui figura è rimasta viva nella memoria sportiva della città.

Con il passare degli anni la guida della società passa saldamente nelle mani di Quintino Paluzzi, che diventa il patron del club per oltre un quarto di secolo. Sotto la sua gestione il Delfino Flacco Porto si afferma come riferimento stabile del calcio dilettantistico pescarese, con una filosofia chiara: costruire prima l’uomo, poi il calciatore.


L’Eccellenza abruzzese: anni di battaglie sul campo

La prima squadra milita con continuità nel campionato di Eccellenza abruzzese, la categoria più alta del calcio dilettantistico regionale. Tra le eventuali sorprese del campionato, gli osservatori inserivano regolarmente il Delfino Flacco Porto, squadra capace di tenere testa a realtà più blasonate grazie a un gruppo coeso e a un’organizzazione societaria solida.

Il patron Paluzzi ricorda con orgoglio che nel marzo del 2020, quando il campionato fu fermato a causa della pandemia, il Delfino Flacco Porto era primo in classifica insieme a L’Aquila. Un risultato che racconta la competitività raggiunta dal club in quegli anni, frutto di un lavoro costruito stagione dopo stagione senza scorciatoie.


Il settore giovanile: il vero cuore del club

Se c’è un elemento che ha contraddistinto il Delfino Flacco Porto rispetto ad altre realtà dilettantistiche, è l’attenzione straordinaria dedicata al settore giovanile. La società si è confermata come punto di riferimento importante per il calcio giovanile a Pescara, con squadre in tutte le fasce d’età, dagli esordienti fino ai juniores.

Particolarmente significativa era la Scuola Portieri Il Delfino, un gioiello dedicato a tutti coloro che sognavano di diventare grandi portieri o volevano affiancare il loro impegno con allenamenti altamente professionali, con preparatori di alto livello e strumentazione d’avanguardia normalmente riservata solo alle squadre professionistiche.

Ma forse il dettaglio più eloquente della filosofia del club era un altro: alla vecchia Flacco Porto avevano addirittura il servizio di doposcuola per i ragazzi che avevano problemi nello studio. Abbiamo ridato a tanti stimoli e voglia di studiare, giocare e stare insieme, racconta lo stesso Paluzzi. Un club che si preoccupava dei voti in pagella prima ancora che dei gol in campionato.


BOX

Il Delfino Flacco Porto in numeri e date

Attività: oltre 25 anni di storia nel calcio pescarese

Categoria: Eccellenza abruzzese (massima categoria dilettantistica regionale)

Patron: Quintino Paluzzi

Nome dedicato a: Adriano Flacco, storico capitano pescarese

Punto di forza: settore giovanile e Scuola Portieri Il Delfino

2021: fusione con il Mondo Curi → nasce la Folgore Delfino Curi Pescara


La fusione del 2021 e la nascita della Folgore Delfino Curi

Nel 2021, dopo due stagioni segnate dalle difficoltà della pandemia, arriva la svolta. Il Delfino Flacco Porto del patron Quintino Paluzzi e il Mondo Curi si fondono diventando nei fatti la prima squadra dilettantistica della città, seconda solo alla società professionistica Pescara Calcio, con un radicamento ancora maggiore nel territorio comunale e dell’area metropolitana.

La nuova denominazione diventa Folgore Delfino Curi Pescara, e il progetto è ambizioso. I rispettivi DNA, i rispettivi know-how di prima squadra e settore giovanile, le rispettive visioni di calcio dilettantistico si sposano in una nuova unica visione: continuare a curare con competenza e passione la formazione umana e tecnica dei giovani calciatori finalizzata all’inserimento in prima squadra.

Pertanto, la Folgore Delfino Curi non nasce da zero: porta con sé tutto il patrimonio umano e tecnico costruito in decenni dal Flacco Porto e dalla Curi, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento stabile per il calcio dilettantistico abruzzese.


L’eredità oggi

L’unione delle varie anime della Folgore Delfino Curi Pescara è sempre più forte e il patron Paluzzi guarda con soddisfazione a quello che il club è diventato. La tradizione del Delfino Flacco Porto, la cura dei giovani, il radicamento nel territorio, l’attenzione all’uomo prima che al calciatore, è sopravvissuta alla fusione e continua a essere il filo conduttore di una società che rappresenta il meglio del calcio di base pescarese.


FAQ – Delfino Flacco Porto Pescara: le domande più frequenti

Perché si chiamava Delfino Flacco Porto?

Il nome unisce tre elementi: il Delfino, simbolo acquatico legato all’identità marinara di Pescara, Flacco, in omaggio ad Adriano Flacco, storico capitano pescarese scomparso prematuramente, e Porto, riferimento al quartiere del porto canale dove la società era radicata.

Quando si è fuso il Delfino Flacco Porto?

La fusione con il Mondo Curi avvenne nel 2021, dando vita alla Folgore Delfino Curi Pescara. La decisione nacque dall’esigenza di costruire una struttura più solida dopo due stagioni difficili segnate dalla pandemia da Covid-19.

Cosa è diventato oggi il Delfino Flacco Porto?

Il club è confluito nella Folgore Delfino Curi Pescara, che milita tuttora in Eccellenza abruzzese ed è considerata la prima squadra dilettantistica della città. Il patron Quintino Paluzzi è rimasto uno dei riferimenti della nuova realtà.

Il Delfino Flacco Porto aveva un settore giovanile?

Sì, era uno dei punti di forza del club. La società gestiva squadre in tutte le categorie giovanili, una Scuola Portieri professionale e persino un servizio di doposcuola per i ragazzi con difficoltà scolastiche, una particolarità che rendeva il Flacco Porto molto più di una semplice società calcistica.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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