I liquori abruzzesi: dalla montagna al mare, storia e tradizione dei distillati più autentici della regione
Introduzione
L’Abruzzo è una terra di estremi: montagna e mare, silenzio e vento, semplicità e complessità. Non sorprende quindi che la sua tradizione liquoristica sia altrettanto ricca e variegata. Da un lato i liquori forti e amari delle erbe di alta quota, Centerba e Genziana, dall’altro i distillati dolci e profumati della costa e delle colline, Aurum, Ratafià, Ponce. Tutti accomunati da un elemento: una tradizione che combina il gusto con un’arcaica conoscenza di fiori, frutta ed erbe aromatiche, delle loro proprietà e dei loro sapori. Conoscere i liquori abruzzesi significa fare un viaggio nell’identità più profonda di questa regione.
Un po’ di storia: dai monaci alle farmacie, dalle cucine al mondo
La storia della liquoristica abruzzese affonda le radici nella cultura monastica medievale. I monaci conoscevano le proprietà delle erbe officinali e le utilizzavano per preparare rimedi medicinali che col tempo si trasformarono in bevande di piacere. Fu lo speziale Beniamino Toro che, alla fine del 1700, trasferitosi da Cansano a Tocco da Casauria per aprire la sua farmacia, produsse la Centerba, trasformando quella che fino ad allora era stata una preparazione casalinga nel liquore dalle alte qualità medicamentose.
Parallelamente, nelle case contadine dell’Appennino, si producevano da secoli infusi di genziana, di noci e di amarene. Erano rimedi domestici, ma anche momenti di convivialità e di celebrazione. Pertanto, la tradizione liquoristica abruzzese è sempre stata a metà strada tra la medicina popolare e il piacere della tavola.
I liquori tipici abruzzesi: una panoramica
Centerba — il re dei liquori abruzzesi
Il liquore Centerba nasce nell’area di Tocco da Casauria in provincia di Pescara. Si presenta come un liquido verde smeraldo dall’alta gradazione alcolica e dall’intenso profumo di erbe difficilmente distinguibili, anche se alcuni tipi di menta sembrano avere il sopravvento. Il Centerba può superare la gradazione alcolica di 70° ed è uno dei più forti liquori italiani. È riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale.
Aurum — il liquore di Pescara nato da D’Annunzio
Il nome è frutto di Gabriele D’Annunzio, che coniò il suo ennesimo neologismo unendo dal latino le parole oro e arancio, mentre il merito della creazione va alla famiglia Pomilio. L’Aurum è un liquore a base di infuso di arance e brandy invecchiato in botti di rovere, un’eccellenza pescarese di fama nazionale.
Genziana — il digestivo delle montagne
La pianta di Genziana cresce spontaneamente nell’area montana abruzzese ed è qui che si colloca tradizionalmente la più antica produzione del liquore. L’intenso sapore e il profumo tipico sono la caratteristica unica di questo liquore ottenuto per infusione a freddo, per un periodo di almeno 40 giorni, in alcol etilico delle radici di Genziana lutea. È anch’esso Prodotto Agroalimentare Tradizionale.
Ratafià — il connubio tra amarene e Montepulciano
La Ratafià nasce dall’incontro tra due eccellenze abruzzesi: le amarene locali e il vino Montepulciano d’Abruzzo. Caratterizzato dal colore rosso, dal gusto dolce e piacevole, viene consumato solitamente a fine pasto tra gli 8 e i 10 gradi. Il nome deriverebbe dalla locuzione latina Pax Rata Fiat, che gli ambasciatori pronunciavano brindando alla firma di un accordo.
Ponce — il punch abruzzese agli agrumi
Il Ponce è un tipico liquore abruzzese dal colore scuro e ambrato, ottenuto per infusione a freddo di bucce di agrumi ben maturi e profumati, con aggiunta di zucchero caramellato, alcol e rum di qualità. Divenne celebre a livello internazionale grazie al liquorista Francesco Jannamico di Villa Santa Maria, che iniziò a produrlo nel 1881.
Liquore allo zafferano — l’oro di Navelli
L’antica consuetudine delle comunità agricole di riutilizzare le fecce per la produzione di alcol e aromatizzarlo con erbe locali ha portato, nell’altopiano di Navelli, alla nascita del liquore allo zafferano. Il liquore, dal colore giallo intenso, si ottiene per infusione a freddo dello Zafferano dell’Aquila DOP e di erbe aromatiche. Un prodotto di nicchia che incarna la rarità e la preziosità del territorio aquilano.
Vino Cotto — la tradizione millenaria
Il mosto ottenuto dalla pigiatura delle uve viene bollito a fuoco lento in grosse caldaie fino a una riduzione del volume che può arrivare fino al 70%. Vi si aggiunge del mosto di prima spremitura e si lascia riposare in botti. L’invecchiamento può durare da un minimo di un anno a oltre quarant’anni. In alcune zone dell’Abruzzo era tradizione che il padre dello sposo offrisse ai commensali il vino cotto spillato da una piccola botte conservata dalla nascita del figlio.
Quando e come degustarli
Ogni liquore abruzzese ha la sua occasione ideale. La Centerba e la Genziana si bevono fresche come digestivo a fine pasto, in piccole dosi, la loro intensità lo impone. L’Aurum si degusta a temperatura ambiente, preferibilmente abbinato al Parrozzo pescarese. La Ratafià va servita fresca, quasi come un vino dolce da meditazione. Il Ponce si presta anche a essere servito caldo, come correttivo del caffè o del latte nelle serate invernali. Lo zafferano, invece, va bevuto freddo come digestivo o diluito come bevanda dissetante. Pertanto, conoscere i liquori abruzzesi significa imparare anche i rituali e le occasioni che li accompagnano.
FAQ – Liquori abruzzesi: guida in domande e risposte
Qual è il liquore abruzzese più famoso?
La Centerba è probabilmente il più conosciuto fuori regione, grazie alla sua gradazione elevatissima e al colore verde inconfondibile. Tuttavia l’Aurum — prodotto a Pescara e battezzato da D’Annunzio — è quello con la storia più affascinante e la reputazione più raffinata.
I liquori abruzzesi sono riconosciuti ufficialmente?
Sì. Centerba, Genziana, Ratafià e Liquore allo Zafferano sono riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Dove si possono acquistare i liquori abruzzesi?
Nelle enoteche e nelle botteghe di prodotti tipici di tutta la regione, nei mercati locali e direttamente dai produttori artigianali. A Pescara molti negozi del centro storico e del porto li propongono in assortimento.
Si possono preparare in casa?
Alcuni sì — in particolare la Genziana, il Ponce e la Ratafià hanno una lunga tradizione di produzione domestica, con ricette tramandate di generazione in generazione. La Centerba invece ha una ricetta segreta custodita gelosamente dai produttori originali.



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