I commerci romani nel porto di Aternum: rotte, merci e traffici dell’antica Pescara
Introduzione
Prima di diventare la moderna Pescara, la foce del fiume Aterno ospitava Aternum, uno dei porti più importanti dell’Adriatico centrale.
Qui transitavano navi, merci e marinai provenienti da diverse regioni del Mediterraneo.
Infatti questo scalo rappresentava un punto di incontro tra il mare Adriatico e l’entroterra abruzzese.
Per questo motivo Aternum divenne un nodo commerciale strategico, capace di collegare l’Italia centrale con le coste balcaniche e con le rotte del Mediterraneo orientale.
Un porto strategico nell’Adriatico romano
Le origini del porto di Aternum sono molto antiche e risalgono probabilmente all’epoca preromana. Tuttavia è tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. che lo scalo raggiunge il massimo sviluppo.
In questo periodo l’Adriatico diventa infatti una delle principali vie di traffico dell’Impero romano. Di conseguenza anche i porti della costa centro-italica assumono un ruolo sempre più importante.
Aternum, situata alla foce del fiume Aterno, aveva un vantaggio fondamentale.
Il porto permetteva infatti di collegare facilmente il mare con l’interno dell’Abruzzo.
Le merci potevano quindi essere trasportate lungo il fiume oppure proseguire verso l’Appennino attraverso le grandi strade romane, come la Via Claudia Valeria, che collegava l’Adriatico con Roma.
Le principali merci che transitavano ad Aternum
Laterizi e materiali da costruzione
Una delle merci più diffuse nel commercio adriatico era rappresentata dai laterizi, cioè mattoni e materiali da costruzione prodotti in officine specializzate.
Molti di questi arrivavano dal Nord Adriatico, dove la produzione era particolarmente sviluppata. Successivamente venivano distribuiti lungo la costa oppure trasportati verso l’interno.
Grazie alla sua posizione geografica, Aternum diventava quindi un punto ideale per smistare questi materiali nei centri romani dell’Abruzzo.
Vino e olio
Tra i prodotti più commerciati nel mondo romano c’erano sicuramente vino e olio. Queste merci viaggiavano all’interno di grandi anfore che venivano trasportate sulle navi mercantili.
Anche il porto di Aternum partecipava attivamente a questo traffico.
Da qui i prodotti agricoli venivano distribuiti verso l’entroterra oppure inviati verso altre città dell’Adriatico.
Inoltre le rotte marittime permettevano l’arrivo di prodotti provenienti dalle coste balcaniche e dal Mediterraneo orientale.
Marmi e pietre pregiate
Un’altra categoria di merci molto importante era rappresentata dai marmi da costruzione.
Molte città dell’Adriatico importavano infatti materiali pregiati provenienti dalla Dalmazia e dall’Asia Minore. Questi marmi venivano poi utilizzati per edifici pubblici, templi e ville private.
Anche Aternum partecipava a questo commercio.
Grazie ai collegamenti con l’entroterra, i materiali potevano essere trasportati facilmente verso i centri romani dell’Abruzzo.
Anfore e prodotti del Mediterraneo orientale
Le rotte commerciali dell’Adriatico non si limitavano ai territori vicini. Al contrario, molte merci arrivavano da regioni molto lontane.
Tra queste vi erano anfore e prodotti provenienti dalle città greche e dalle isole del Mediterraneo orientale. Questi contenitori trasportavano vino, olio e altri beni alimentari.
Aternum, proprio per la sua posizione geografica, diventava quindi un punto di distribuzione fondamentale lungo la costa adriatica.
Box informativo
🔵 In breve: perché il porto di Aternum era così importante
✔ Collegava l’Abruzzo con il Mediterraneo
✔ Era uno snodo tra mare e Appennino
✔ Ospitava marinai e capitani professionisti
✔ Permetteva lo scambio di merci con Dalmazia e Illiria
✔ Distribuiva prodotti verso l’entroterra attraverso il fiume Aterno
Il porto come porta d’accesso all’Abruzzo
Il porto di Aternum non era soltanto un luogo di scambio commerciale.
Era anche il punto di accesso principale per chi arrivava in Abruzzo dal mare.
Risalendo il corso del fiume Aterno, le merci e i viaggiatori potevano raggiungere facilmente i centri dell’interno.
Per questo motivo lo scalo diventò un elemento fondamentale per lo sviluppo economico della regione.
Ancora oggi il rapporto tra mare, fiume e Appennino rappresenta uno degli elementi che caratterizzano il territorio pescarese.
Quando visitare l’area dell’antica Aternum
Oggi il porto romano non è più visibile come in passato, ma la zona della foce del fiume conserva un forte valore storico.
La primavera è sicuramente il periodo migliore per esplorare questi luoghi. Infatti il clima è mite e permette di passeggiare lungo il fiume e sul lungomare.
Anche l’autunno può essere una stagione ideale. In questo periodo la città è più tranquilla e diventa più facile immaginare l’antico paesaggio del porto romano.
FAQ – Domande comuni sul porto romano di Aternum
Quanto era importante il porto di Aternum nell’antichità?
Aternum era uno dei principali scali dell’Adriatico centrale e collegava l’Abruzzo con le rotte commerciali del Mediterraneo.
Quali merci transitavano nel porto romano?
Tra i prodotti più comuni c’erano laterizi, vino, olio, marmi da costruzione e merci provenienti dal Mediterraneo orientale.
Chi lavorava nel porto di Aternum?
Nel porto operavano marinai, mercanti e capitani di nave appartenenti anche a comunità provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico.
Come venivano trasportate le merci verso l’entroterra?
Le merci potevano risalire il fiume Aterno oppure proseguire lungo le strade romane che collegavano la costa con l’Appennino.

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