Giovanni Cornacchia: la storia dell’olimpionico pescarese che ha lasciato il suo nome sullo stadio della città
Introduzione
Ogni volta che il Pescara Calcio gioca in casa, migliaia di tifosi entrano in uno stadio che porta il nome di un atleta che molti di loro non hanno mai visto correre. Eppure Giovanni Cornacchia è stato uno dei più grandi sportivi che Pescara abbia mai prodotto. Nato a Pescara il 18 giugno 1939 e morto nella stessa città il 22 luglio 2008, è stato ostacolista, record-man nazionale, olimpionico, allenatore della nazionale italiana e preparatore atletico del Pescara Calcio. Una vita intera dedicata allo sport, con una coerenza e una passione che hanno lasciato il segno ben oltre le piste di atletica.
Le origini: dalla pista in terra del Rampigna alle grandi gare internazionali
Cornacchia ha iniziato a correre a 15 anni a Rampigna, lo storico campo sportivo pescarese, ed è cresciuto nella Libertas Aterno Pescara. Un percorso partito dall’atletica di base, senza strutture all’avanguardia né grandi risorse, ma con una determinazione fuori dal comune. Negli anni successivi si trasferì a Torino, nel gruppo sportivo Fiat, per affinare la tecnica e confrontarsi con i migliori atleti nazionali.
La specialità scelta era tra le più tecniche e spettacolari dell’atletica: i 110 metri ostacoli. Bella corsa e ottima tecnica, abile nella spinta sull’ostacolo: insieme a Ottoz, Mazza e Liani, Cornacchia ha contribuito al momento d’oro azzurro del settore nei difficili anni Sessanta.
Il record italiano: primo sotto i 14 secondi
Il 1962 è l’anno della svolta. Il 5 agosto, a Gorizia, Giovanni Cornacchia diventa il primo italiano a scendere sotto i 14 secondi sui 110 ostacoli, correndo in 13″9 sulla pista in terra rossa. Un traguardo storico per l’atletica italiana, raggiunto su una pista ancora in terra battuta, senza le tecnologie moderne e senza i finanziamenti che oggi accompagnano i campioni di alto livello.
Il grande rivale dell’epoca era Eddy Ottoz, che nel 1964 eguagliò il tempo. Ma il primato aveva già scritto il nome di Cornacchia nella storia dell’atletica italiana.
Tre Olimpiadi e una carriera internazionale
La carriera olimpica di Giovanni Cornacchia attraversa un decennio intero e tre edizioni dei Giochi. Tre le partecipazioni olimpiche: Roma 1960, Tokyo 1964, dove arrivò in finale classificandosi al settimo posto e Città del Messico 1968.
La finale di Tokyo 1964 rimane il momento più alto della sua carriera olimpica. Dopo essere giunto secondo in semifinale, ottenne il settimo posto nella finale caratterizzata dalla presenza di altri due atleti italiani: Eddy Ottoz, quarto, e Giorgio Mazza, ottavo. Una finale olimpica con tre italiani — un risultato straordinario che racconta quanto fosse forte la scuola italiana degli ostacoli in quegli anni.
Agli Europei il bilancio fu altrettanto positivo. Vicecampione europeo a Belgrado nel 1962, Cornacchia colse un quinto posto agli Europei di Budapest nel 1966 e la vittoria ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi nel 1967. Inoltre, fu tre volte campione d’Italia nel 1960, 1962 e 1964, e vinse la medaglia d’argento alle Universiadi.
Dopo la pista: allenatore, preparatore e maestro di vita
Dopo le Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, Cornacchia abbandonò l’attività agonistica ma rimase nell’ambiente sportivo per decenni. Il suo contributo allo sport pescarese e italiano non finì con l’ultima corsa.
Divenne allenatore della Libertas Aterno Pescara e poi responsabile nazionale del settore ostacoli della FIDAL, docente all’ISEF de L’Aquila e all’Università di Chieti nei corsi di Medicina dello Sport. Tra i suoi allievi più celebri c’è Daniele Fontecchio, papà di Simone Fontecchio, oggi stella NBA, che sotto la guida di Cornacchia divenne uno dei migliori ostacolisti italiani degli anni Ottanta. Fontecchio stesso lo ricordò come “un maestro di vita, un secondo padre, un amico e un confidente”.
Ma Cornacchia non si limitò all’atletica. Fu preparatore atletico del Pescara Calcio in Serie A e Serie B, soprattutto al fianco del mister Giovanni Galeone, e successivamente preparatore atletico del Chieti Calcio e del Lanciano Calcio. Il suo contributo alla stagione d’oro del calcio pescarese degli anni Ottanta è ancora ricordato con affetto da chi visse quegli anni.
Il legame con la città e lo stadio che porta il suo nome
Giovanni Cornacchia non lasciò mai Pescara. Fu presidente del consiglio provinciale del CONI di Pescara e membro del consiglio di amministrazione dei Giochi del Mediterraneo del 2009. Tuttavia non visse abbastanza da vedere quella manifestazione: morì il 22 luglio 2008, pochi mesi prima dell’evento che aveva contribuito a organizzare.
Contestualmente agli interventi di ristrutturazione dello stadio per i Giochi del Mediterraneo, lo stadio Adriatico venne intitolato all’atleta pescarese Giovanni Cornacchia, diventando ufficialmente lo Stadio Adriatico — Giovanni Cornacchia. Un riconoscimento postumo che la città ha voluto tributare a uno dei suoi figli più illustri — e più discreti.
Cornacchia stesso amava ricordare: “Ai miei tempi si faceva lo sport vero, quello basato sui valori. Senza tanti soldi, ma con la gioia di muoversi e di gareggiare”. Una frase che dice tutto su chi era quest’uomo.
FAQ – Giovanni Cornacchia: le domande più frequenti
Perché lo stadio Adriatico è intitolato a Giovanni Cornacchia?
In occasione della ristrutturazione per i XVI Giochi del Mediterraneo del 2009, lo stadio venne intitolato all’atleta pescarese Giovanni Cornacchia, scomparso l’anno precedente. Cornacchia era stato membro del consiglio di amministrazione dei Giochi e presidente provinciale del CONI di Pescara.
Qual è stato il risultato più importante di Giovanni Cornacchia?
La conquista della medaglia d’argento ai Campionati Europei di Belgrado nel 1962 e il settimo posto nella finale olimpica di Tokyo 1964 sono i suoi risultati più prestigiosi sul piano internazionale. In ambito nazionale, fu il primo italiano a scendere sotto i 14 secondi nei 110 ostacoli, correndo in 13″9 nel 1962.
Quante Olimpiadi ha disputato Giovanni Cornacchia?
Tre: Roma 1960, Tokyo 1964 e Città del Messico 1968. La finale olimpica di Tokyo — con tre italiani piazzati tra i primi otto — rimane il risultato più straordinario della sua carriera olimpica.
Che ruolo ha avuto Cornacchia nel Pescara Calcio?
Fu preparatore atletico del Pescara Calcio in Serie A e Serie B, soprattutto al fianco del mister Giovanni Galeone, con cui condivise gli anni d’oro del calcio biancazzurro. Fu anche preparatore del Chieti Calcio e del Lanciano nelle categorie professionistiche.
Chi era Daniele Fontecchio e che legame aveva con Cornacchia?
Daniele Fontecchio è stato uno dei più grandi ostacolisti italiani degli anni Ottanta, padre di Simone Fontecchio oggi in NBA. Cresciuto sotto la guida di Cornacchia alla Libertas Aterno Pescara, lo definì “un secondo padre e un maestro di vita”. La loro storia è uno degli esempi più belli di continuità sportiva nella storia dell’atletica pescarese.
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