Basilio Cascella: la vita e le opere del pittore pescarese che ha fondato una dinastia artistica durata cinque generazioni
Introduzione
Ci sono persone che lasciano una traccia indelebile nelle città in cui vivono. Basilio Cascella è una di queste. Nato a Pescara il 2 ottobre 1860 e morto a Roma il 24 luglio 1950, è stato pittore, litografo, ceramista, illustratore, fotografo ed editore. In quasi un secolo di vita e di lavoro ha trasformato Pescara in un centro artistico di rilevanza nazionale, ha fondato una rivista culturale che collaborò con i più grandi intellettuali italiani del tempo, e ha dato origine a una famiglia di artisti che ancora oggi continua la sua opera. Pertanto, capire chi era Basilio Cascella significa capire qualcosa di essenziale sulla Pescara moderna.
Le origini: un ragazzo di quindici anni sulla strada per Roma
Basilio Cascella nasce a Pescara il 1° ottobre 1860 da Francesco Paolo, sarto per signore, e Marianna Siciliano. A quindici anni abbandona tutto, casa e lavoro, si avventurò a piedi verso Roma in cerca del suo futuro. Una scelta coraggiosa e radicale, che racconta già il carattere di un uomo che non si sarebbe mai piegato alle comodità.
Nella capitale lavora come apprendista nello stabilimento litografico di Luigi Salomone, imparando i segreti della stampa e dell’incisione. Dal 1879 si stabilisce a Napoli, dove entra in contatto con molti altri artisti, tra cui Domenico Morelli e Francesco Paolo Michetti. È il primo incontro con il mondo della grande arte italiana, e Basilio non si limita ad osservare: assorbe, studia, sperimenta.
Nel 1880, chiamato al servizio militare a Pavia, conosce lo scultore Medardo Rosso e il pittore Vincenzo Irolli, che intuendo le sue qualità artistiche lo avviano definitivamente alla pittura.
Milano e gli anni della formazione
Dopo il servizio militare Cascella si trasferisce a Milano, dove apre in Corso di Porta Vittoria uno stabilimento litografico d’illustrazione, lavora come grafico pubblicitario e partecipa con alcune opere all’Esposizione Nazionale Artistica di Torino del 1884, a quella di Venezia del 1887, a quella di Londra del 1888 e a quella di Palermo del 1891.
Sono anni intensi, in cui Basilio frequenta i migliori ambienti artistici italiani e costruisce una reputazione. Esordisce come pittore con opere di impronta verista lasciandosi influenzare anche dalle tendenze simboliste, con una tecnica che spaziava dall’olio al pastello, dalla matita all’acquerello. Tuttavia il suo cuore resta sempre legato all’Abruzzo, ai suoi paesaggi, alla sua gente.
Il ritorno a Pescara e lo stabilimento di viale Marconi
La svolta arriva nel 1895. Cascella si trasferisce a Pescara e il 30 gennaio 1895 il consiglio comunale della città delibera la cessione di un terreno per permettergli di costruire uno stabilimento litografico e di pittura, che presto diventerà una vera scuola d’arte per numerosi giovani.
“Entra e Adora” si leggeva sulla porta dello stabilimento di Basilio, dove i rulli passavano sulla pietra, le ruote giravano ai torchi. Era un luogo di lavoro ma anche di incontro, di discussione, di formazione. Da lì uscivano cartoline illustrate, tavole per la Divina Commedia, etichette per dolci e liquori abruzzesi, illustrazioni di opere liriche. Era, in pratica, la prima grande industria culturale della città.
L’Illustrazione Abruzzese: quando Pescara parlava con Pirandello e Pascoli
Il progetto più ambizioso di Basilio Cascella fu una rivista. Nel 1899, dopo aver raccolto attorno a sé un cenacolo di scrittori e artisti locali, pubblica il primo numero della rivista L’Illustrazione Abruzzese. Tra i collaboratori spicca Gabriele D’Annunzio.
Ma non solo. La rivista, nella sua seconda edizione del 1914, si avvalse della collaborazione di prestigiose firme della cultura italiana: Luigi Pirandello, Umberto Saba, Gennaro Finamore, Filippo Tommaso Marinetti, Sibilla Aleramo, Matilde Serao, Grazia Deledda, Ada Negri, Guido Gozzano e Giovanni Pascoli. Un elenco straordinario che trasformò quella rivista pescarese in uno dei punti di riferimento della cultura nazionale del primo Novecento.
La ceramica: l’ultima grande stagione
Verso la fine del 1917, Basilio Cascella scopre una nuova passione. Si trasferisce a Rapino, in provincia di Chieti, studia la tecnica del fuoco e dei colori e dà inizio alla sua produzione di ceramica, componendo spesso grandi decorazioni murali che gli valgono la definizione di “iniziatore della maiolica monumentale”. Rinnova lo splendore di certi antichi colori: il giallo e il blu e ripropone come nuova una tematica propria dell’artigianato abruzzese.
Pertanto, anche nella terza età, Basilio non si ferma. Continua a creare, a esporre, a sperimentare. Rimane attivo anche in età avanzata, realizzando numerose opere tra cui la tela per le nozze del Principe di Piemonte a Villa Savoia nel 1930, i quadri allegorici La Terra e Il Mare per il Palazzo del Governo di Bolzano nel 1934, e la Giornata della Fede al Palazzo del Quirinale.
La famiglia che ha continuato la sua opera
Nel 1889 Basilio sposa Concetta Palmerio, che gli darà sette figli. I tre maschi Tommaso, Michele e Gioacchino continueranno l’opera paterna formando una dinastia artistica familiare unica nel suo genere.
I nipoti Andrea e Pietro, figli di Tommaso, diventano scultori di fama mondiale. Pietro è l’autore della Nave sul lungomare di Pescara, il simbolo più riconoscibile della città. Il Museo civico di Cascella a Pescara raccoglie oltre 500 opere di pittura, scultura, ceramica e grafica di Basilio, dei figli Tommaso e Michele, e dei nipoti Andrea e Pietro Cascella.
Il pittore Giorgio De Chirico, presentando una sua personale a Milano nel 1948, lo descrisse così: “È un instancabile vegliardo, figlio di quel paese di bella gente che è l’Abruzzo, che non è mai stato guastato dal modernismo ed è rimasto fedele agli ideali della sua giovinezza e della sua età matura”.
FAQ – Basilio Cascella: le domande più frequenti
Dove si trovano le opere di Basilio Cascella?
La maggior parte della sua produzione è conservata nel Museo Civico Basilio Cascella di Pescara, in viale Marconi, nello stesso edificio che fu il suo stabilimento litografico. Altre opere si trovano alla Pinacoteca della Prefettura di Chieti e nella Pinacoteca d’Arte Moderna di Ortona.
Quante generazioni di artisti ha prodotto la famiglia Cascella?
Ben cinque generazioni, da Basilio fino agli artisti viventi come Matteo Basilé, nipote di quarta generazione. È uno dei casi più straordinari di continuità artistica familiare nella storia dell’arte italiana.
Qual è il legame tra Basilio Cascella e Gabriele D’Annunzio?
I due erano amici e vicini di casa — nacquero entrambi a Pescara. D’Annunzio collaborò alla rivista L’Illustrazione Abruzzese e Basilio ritrasse più volte la madre del poeta. Nel museo di Pescara sono conservati alcuni ritratti realizzati da Cascella esposti anche nella casa natale di D’Annunzio.
Che cos’è la maiolica monumentale di Cascella?
È la tecnica ceramica sviluppata da Basilio nella sua ultima fase artistica. Consiste in grandi pannelli decorativi in ceramica dipinta, caratterizzati da colori intensi, soprattutto il giallo e il blu e da soggetti tratti dalla tradizione e dal paesaggio abruzzese. Cascella è considerato il fondatore di questa tradizione nel panorama dell’artigianato artistico italiano.

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