Pescara tra Seria A e Serie B: la lunga storia

Il Pescara Calcio ha costruito gran parte della propria identità sportiva nel continuo passaggio tra Serie A e Serie B. Proprio questa oscillazione, infatti, ha reso il club biancazzurro una delle realtà più riconoscibili del calcio abruzzese.
Dalla prima promozione negli anni Quaranta fino ai cicli di Galeone, Zeman e Oddo, il Delfino ha vissuto stagioni esaltanti, cadute improvvise e ripartenze spesso memorabili. Inoltre, il ritorno in Serie B nella stagione 2025-2026 conferma ancora una volta il legame storico del club con il campionato cadetto.
Le origini del Delfino e il primo salto tra i cadetti
La società nacque ufficialmente il 4 luglio 1936 con il nome di Società Sportiva Pescara. Tuttavia, il calcio cittadino aveva già mosso i primi passi negli anni precedenti, tra fusioni, nuove denominazioni e varie esperienze locali.
Il primo snodo decisivo arrivò al termine della stagione 1940-1941, quando il Pescara conquistò la sua prima promozione in Serie B. Quel traguardo segnò l’ingresso del club in una dimensione nazionale più stabile e aprì una fase di crescita importante per tutto il movimento sportivo cittadino.
Gli anni difficili e la lunga permanenza fuori dalla Serie A
Dopo il primo slancio, il percorso del Pescara non fu lineare. Nel dopoguerra la squadra alternò stagioni positive ad altre più complicate e, di conseguenza, conobbe anche un netto ridimensionamento.
Tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Sessanta, infatti, il club scivolò lontano dai livelli più alti del calcio italiano. Eppure proprio in questa fase consolidò una base popolare forte, che sarebbe poi stata decisiva nelle risalite successive. Lo Stadio Adriatico, inaugurato nel 1955, divenne inoltre un punto di riferimento fondamentale per la crescita del Pescara moderno.
Il ritorno in Serie B e la prima storica promozione in Serie A
La svolta arrivò negli anni Settanta. Dopo la retrocessione in Serie D nel 1971-1972, il Pescara seppe reagire subito ottenendo una doppia promozione: prima il ritorno in Serie C, poi quello in Serie B.
Successivamente, nella stagione 1976-1977, la squadra guidata da Giancarlo Cadè centrò la prima promozione in Serie A della sua storia. Fu un risultato epocale, perché per la prima volta il club portò Pescara e l’Abruzzo nella massima serie del calcio italiano. Tuttavia l’esperienza durò una sola stagione, chiusa con la retrocessione immediata.
Tra promozioni lampo e retrocessioni immediate
Il rapporto del Pescara con la Serie A, soprattutto tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, fu segnato da continui saliscendi. Dopo la retrocessione del 1977-1978, infatti, il club tornò subito in A vincendo lo spareggio promozione del 1978-1979.
Anche questa volta, però, la permanenza fu breve. La stagione successiva terminò con una nuova discesa in Serie B. Questo andamento altalenante contribuì a costruire l’immagine di un club combattivo ma spesso costretto a misurarsi con realtà economicamente e tecnicamente più forti.
Gli anni di Galeone e il Pescara “champagne”
Uno dei capitoli più amati della storia biancazzurra è senza dubbio quello legato a Giovanni Galeone. Dopo il ripescaggio in B del 1986, il Pescara affidò la panchina al tecnico che avrebbe cambiato il volto della squadra.
Nella stagione 1986-1987 il Delfino conquistò la promozione in Serie A, chiudendo al primo posto e imponendosi per qualità di gioco e identità tattica. Quel Pescara fu ribattezzato da molti come squadra del “calcio-champagne”, espressione che ancora oggi viene associata a una delle annate più brillanti del club.
Il ciclo di Galeone portò poi il Pescara a vivere due stagioni consecutive in massima serie tra il 1987 e il 1989, prima di un nuovo ritorno in B.
🔵 In breve: perché il Pescara è una squadra simbolo tra A e B
✔ Unica squadra abruzzese arrivata stabilmente in Serie A
✔ Diverse promozioni conquistate sul campo
✔ Cicli storici con allenatori iconici come Galeone, Zeman e Oddo
✔ Una tifoseria che ha accompagnato il club anche nei momenti più difficili
✔ Un legame fortissimo con lo Stadio Adriatico e con la città
Gli anni Novanta: un’altra promozione e una nuova discesa
Il Pescara riuscì a tornare in Serie A anche nella stagione 1991-1992, ancora con Galeone in panchina. Sembrava l’inizio di una nuova fase di consolidamento, ma la permanenza nella massima serie fu di nuovo breve.
Il campionato 1992-1993 si chiuse infatti con la retrocessione. Rimase comunque nella memoria la clamorosa vittoria interna contro la Juventus alla penultima giornata, uno degli episodi più ricordati di quella stagione. Dopo quel campionato, il club tornò a gravitare soprattutto intorno alla Serie B, senza però riuscire a compiere subito un nuovo salto stabile.
Dal declino alla rifondazione del 2009
Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, il Pescara alternò ambizioni di rilancio e nuove difficoltà. Sfiorò la promozione nel 1998-1999, ma negli anni successivi visse un periodo complicato, segnato da retrocessioni, ripescaggi e instabilità societaria.
Il punto più critico arrivò con il fallimento dichiarato nel dicembre 2008. Tuttavia, nel gennaio 2009, il club fu rifondato come Delfino Pescara 1936, mantenendo simboli, risultati sportivi e continuità storica. Proprio da quella rifondazione partì una nuova risalita che riportò entusiasmo in città.
Il doppio rilancio con Di Francesco e Zeman
Dopo la rifondazione, il Pescara tornò in Serie B al termine della stagione 2009-2010, grazie alla promozione conquistata nei play-off di Lega Pro. Fu un passaggio importante, perché restituì al club una categoria più vicina alla sua tradizione.
Ancora più memorabile fu però la stagione 2011-2012, quando la squadra allenata da Zdeněk Zeman vinse la Serie B e tornò in Serie A. Quel Pescara, trascinato da un calcio offensivo e spettacolare, segnò 90 gol in 42 partite e lanciò talenti come Immobile, Insigne e Verratti. Per molti tifosi resta una delle squadre più belle mai viste all’Adriatico.
Dalla retrocessione del 2013 al nuovo salto con Oddo
Il ritorno in A del 2012, però, non ebbe seguito. La stagione 2012-2013 si concluse con una retrocessione netta, che riportò subito il club in cadetteria.
Negli anni successivi il Pescara provò più volte a rientrare nel massimo campionato. Ci andò vicino nel 2014-2015, quando perse la finale play-off contro il Bologna. Tuttavia, già l’anno seguente, con Massimo Oddo in panchina, arrivò una nuova promozione: nel 2015-2016 il Delfino superò il Trapani nella finale play-off e tornò ancora in Serie A.
Anche in questo caso, però, la permanenza durò appena una stagione. Il campionato 2016-2017 si chiuse infatti con un’altra retrocessione.
Dalla Serie B alla Serie C e il ritorno tra i cadetti
Dopo il 2017 il Pescara visse stagioni diverse tra loro. In Serie B alternò annate di media classifica, salvezze complicate e un’altra retrocessione, arrivata al termine del campionato 2020-2021.
Nei quattro anni successivi il club disputò la Serie C, sfiorando più volte il ritorno immediato. Il salto arrivò infine nel 2024-2025, quando il Pescara vinse i play-off e riconquistò la Serie B. La stagione 2025-2026 vede quindi il club di nuovo nel campionato cadetto, confermando quanto la sua storia sia da sempre intrecciata con il confine tra prima e seconda serie. Inoltre, i dati ufficiali della Lega B indicano il Pescara come squadra partecipante alla Serie BKT 2025-2026, con Giorgio Gorgone alla guida tecnica.
Perché il Pescara tra Serie A e Serie B è un tema centrale nella sua identità
Raccontare il Pescara tra Serie A e Serie B significa raccontare la vera natura del club. Non si tratta soltanto di un elenco di promozioni e retrocessioni. Al contrario, è la storia di una squadra che ha costruito la propria identità nella lotta, nella capacità di rialzarsi e nell’entusiasmo popolare che accompagna ogni nuova risalita.
Per questo motivo, il Delfino è diventato una presenza riconoscibile nel panorama calcistico nazionale: spesso fuori dall’élite, ma quasi sempre capace di tornarci vicino. E proprio questo continuo movimento tra ambizione e ripartenza ha reso il Pescara una delle squadre più narrative del calcio italiano.
FAQ – Le risposte utili sulla storia del Delfino
Quante volte il Pescara ha giocato in Serie A?
Il Pescara ha disputato diverse stagioni nella massima serie, con i cicli più noti tra la fine degli anni Settanta, l’era Galeone, il ritorno del 1992-1993 e le promozioni del 2012 e del 2016.
Qual è stata la promozione più iconica del Pescara?
Tra le più ricordate c’è quella del 1986-1987 con Giovanni Galeone, ma anche la promozione del 2011-2012 con Zeman è entrata nella memoria collettiva dei tifosi.
Perché si dice che il Pescara è una squadra “tra Serie A e Serie B”?
Perché gran parte della sua storia si è sviluppata proprio nel passaggio continuo tra queste due categorie, con promozioni, retrocessioni e ritorni spesso ravvicinati.
Il Pescara gioca oggi in Serie B?
Sì. Il club è presente nella Serie B 2025-2026, dopo la promozione ottenuta al termine della stagione 2024-2025.
Quali allenatori hanno segnato di più la storia recente del Pescara?
Tra i tecnici più rappresentativi ci sono Giovanni Galeone, Zdeněk Zeman, Eusebio Di Francesco e Massimo Oddo, tutti legati a stagioni di crescita o promozione.


Commento all'articolo