Museo delle Genti d'Abruzzo

Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara: storia, sale e patrimonio culturale

Museo delle Genti d'Abruzzo
Di Ra Boe – selbst fotografiert DigiCam C2100UZ, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=902842

Introduzione

Nel cuore del centro storico di Pescara, tra le antiche mura delle Caserme Borboniche, si trova il Museo delle Genti d’Abruzzo, uno dei principali luoghi dedicati alla memoria storica e antropologica della regione. Qui il visitatore attraversa migliaia di anni di storia, dalle comunità preistoriche fino alla civiltà rurale e pastorale abruzzese.

Il museo unisce reperti archeologici, tradizioni popolari e tecnologie multimediali. Per questo motivo non si limita a esporre oggetti, ma racconta l’evoluzione dell’uomo in Abruzzo e il legame profondo tra territorio, cultura e identità locale.

Dove si trova il Museo delle Genti d’Abruzzo

Il museo si trova in via delle Caserme 24, nel centro storico di Pescara, all’interno dell’antico edificio delle Caserme Borboniche, conosciuto anche come Bagno Borbonico.

L’edificio occupa una parte della storica Fortezza di Pescara, struttura difensiva costruita nel XVI secolo e profondamente legata alla storia urbana cittadina. Proprio quest’area, infatti, racconta una fase importante della Pescara borbonica e del suo sviluppo militare e penale, tema che si intreccia naturalmente con la più ampia storia di Pescara e del suo antico sistema fortificato.

Nei primi anni Duemila è stato inoltre realizzato il nuovo ingresso che riproduce l’arco romanico della porta maggiore della fortezza, distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

🔵 In breve: perché visitare il Museo delle Genti d’Abruzzo

✔ Nel centro storico di Pescara
✔ Ospitato nel Bagno Borbonico
✔ Percorso dalla Preistoria al Novecento
✔ Sale multimediali e audioguide in più lingue
✔ Uno dei musei antropologici più originali d’Italia

La storia del museo e del Bagno Borbonico

La sede museale nasce all’interno della caserma di fanteria della fortezza cinquecentesca di Pescara. Tuttavia il museo, come istituzione culturale, è più recente.

Le prime raccolte furono create nel 1973 e ospitate inizialmente presso il piano inferiore del Museo Casa Natale di D’Annunzio. Nel 1982, dopo la donazione del patrimonio storico al Comune di Pescara, venne inaugurata la sede attuale con il nome di Museo delle Genti d’Abruzzo.

L’edificio conserva anche testimonianze del passato carcerario borbonico. Infatti il piano inferiore ospita ambienti utilizzati come prigioni per detenuti politici contrari al regime dei Borbone, tra cui il patriota liberale Clemente de Caesaris.

Un museo che racconta la continuità culturale dell’Abruzzo

Il filo conduttore del museo è il concetto di continuità culturale.

Il percorso mostra come tradizioni, credenze, simboli e attività quotidiane abbiano attraversato i secoli trasformandosi senza scomparire. Per questo motivo il museo collega il mondo delle tribù italiche, l’età romana, il Medioevo e la società contadina moderna.

Particolare attenzione viene dedicata alle nove tribù italiche di Abruzzo e Molise, protagoniste del processo storico che contribuì all’affermazione di Roma e alla diffusione del nome Italia sull’intera penisola.

📦 Lo sapevi?

Molti simboli presenti nell’artigianato abruzzese derivano da motivi decorativi antichissimi. Tra questi compare anche il prototipo della Presentosa, storico gioiello tradizionale della Maiella e della Valle del Sagittario.

Cosa vedere al Museo delle Genti d’Abruzzo

Il percorso museale è articolato in diverse sale tematiche che accompagnano il visitatore attraverso la storia regionale.

Sala I: archeologia dalla Preistoria al Medioevo

La Sala Antonio Mario Radmilli ospita reperti che documentano la presenza umana in Abruzzo da oltre 100 mila anni.

Sono esposti utensili, vasellame, tombe e armature provenienti da importanti siti archeologici regionali come la Grotta dei Piccioni di Bolognano, Montebello di Bertona e Popoli. Inoltre vengono ricostruiti il Neolitico abruzzese e la successiva età dei metalli.

Le grotte sacre e i culti antichi

Le sale successive approfondiscono il tema della spiritualità.

La Sala II ricostruisce l’ambiente della grotta e racconta la continuità dei luoghi di culto, dal mondo pagano fino al cristianesimo. Qui spicca la statua medievale di San Michele Arcangelo, proveniente da Lettomanoppello.

La Sala III, invece, indaga la permanenza di riti, magie e feste tradizionali. Emergono così collegamenti tra antiche pratiche di purificazione e celebrazioni popolari ancora vive, come le Farchie di Fara Filiorum Petri.

Pastori, transumanza e civiltà rurale

Una parte centrale del museo è dedicata alla pastorizia abruzzese.

Le Sale IV, V e VI raccontano la vita dei pastori, la transumanza, gli stazzi e la produzione del formaggio. Inoltre sono esposte ricostruzioni di capanne in pietra a secco, le tipiche tholos, insieme a oggetti originali utilizzati durante i lunghi spostamenti lungo i tratturi.

Particolarmente interessanti risultano gli strumenti e i manoscritti appartenuti al poeta-pastore Francesco Giuliani, detto Cicche ru Cuaprare. Questi materiali testimoniano come i pastori fossero anche artigiani e custodi di una vivace cultura orale.

Agricoltura, casa contadina e tradizioni popolari

Le sale dedicate al grano, all’olio, al vino e alla vita domestica restituiscono l’immagine dell’Abruzzo rurale tra Ottocento e Novecento.

Il visitatore scopre gli strumenti della semina e della mietitura, i metodi tradizionali di raccolta delle olive e la cultura del vino. Allo stesso tempo la Sala della casa contadina ricostruisce gli ambienti domestici con fotografie storiche, utensili e arredi tipici.

Questo percorso consente di comprendere usi e consuetudini tramandati nel tempo, molti dei quali sopravvivono ancora oggi nella cultura abruzzese e nella gastronomia locale.

Costumi tradizionali e maioliche d’Abruzzo

Le ultime sale valorizzano il patrimonio artistico e artigianale regionale.

La Sala XII espone costumi storici provenienti da varie aree abruzzesi, da Scanno a Pescocostanzo, illustrando abiti quotidiani e cerimoniali dal Seicento al primo Novecento.

La Sala XIII, dedicata alla maiolica abruzzese, raccoglie invece opere provenienti da centri celebri come Castelli, Rapino, Torre de’ Passeri e Anversa degli Abruzzi. Molti pezzi appartengono alla collezione Paparella Treccia e mostrano l’evoluzione della ceramica artistica regionale.

Biblioteca delle Genti d’Abruzzo

All’interno del complesso trova spazio anche la Biblioteca delle Genti d’Abruzzo – Vittoria Colonna.

Il patrimonio comprende migliaia di documenti dedicati all’abruzzesistica, alla pastorizia, alla storia locale e alle tradizioni regionali. Inoltre custodisce il prezioso Fondo Giovanni Pansa, con cinquecentine, manoscritti e rare pubblicazioni storiche.

Biglietti e modalità di accesso

Per visitare il museo è necessario acquistare il biglietto.

Tariffe

  • Intero: €8
  • Ridotto fino a 18 anni e over 65: €5

Grazie alle audioguide digitali multilingue e alle postazioni interattive, la visita risulta accessibile e coinvolgente anche per chi si avvicina per la prima volta alla storia regionale.


FAQ – Domande utili sul Museo delle Genti d’Abruzzo

Quanto tempo serve per visitare il Museo delle Genti d’Abruzzo?

In genere servono tra una e due ore, soprattutto se si desidera visitare con calma tutte le sale e utilizzare le audioguide.

Dove si trova il Museo delle Genti d’Abruzzo?

Il museo si trova nel centro storico di Pescara, in via delle Caserme 24, all’interno del Bagno Borbonico.

Quanto costa il biglietto?

Il costo è di 8 euro per l’intero e 5 euro per il ridotto dedicato agli under 18 e agli over 65.

Il museo è adatto ai bambini?

Sì. Le installazioni multimediali e il percorso visivo aiutano anche i visitatori più giovani a comprendere la storia e le tradizioni abruzzesi.

Qual è il tema principale del museo?

Il museo è dedicato alla storia dell’uomo in Abruzzo e al concetto di continuità culturale tra antiche civiltà, tradizioni popolari e identità regionale.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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