Scapece alla vastese : piatto tipico abruzzese

Scapece alla vastese: il piatto giallo della tradizione marinara abruzzese

Scapece alla vastese : piatto tipico abruzzese

La scapece alla vastese è uno dei piatti più iconici della cucina costiera abruzzese. Nata a Vasto, anticamente chiamata Histonium, questa preparazione unisce pesce fritto, aceto e zafferano in una ricetta dal sapore intenso e dalla storia antichissima.

Il suo caratteristico colore giallo, infatti, deriva proprio dall’utilizzo dello zafferano, ingrediente che distingue la versione vastese dalle altre varianti di scapece diffuse nel Sud Italia. Ancora oggi il piatto viene preparato durante feste popolari, eventi estivi e tradizioni familiari legate al mare Adriatico.

La scapece alla vastese rientra inoltre tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dell’Abruzzo, confermando il suo forte legame con il territorio e con la cultura gastronomica regionale.

Le origini antiche della scapece alla vastese

Le radici della scapece affondano in epoche molto lontane. Già nel mondo romano, infatti, il pesce veniva conservato grazie all’aceto, metodo utile soprattutto nelle città marittime.

A Vasto, l’antica Histonium, questa tecnica si diffuse rapidamente grazie alla presenza del porto e delle attività legate alla pesca. Secondo la tradizione, le famiglie nobili conservavano il pesce fritto in grandi contenitori colmi di aceto aromatizzato con spezie pregiate come lo zafferano.

La ricetta, tramandata nel tempo, è rimasta sorprendentemente simile a quella originaria. Per questo motivo la scapece rappresenta ancora oggi una testimonianza autentica della cucina marinara abruzzese.

Gli ingredienti tipici della ricetta

La preparazione tradizionale prevede pochi ingredienti, ma tutti molto caratteristici:

  • ali di razza oppure palombo
  • farina
  • olio per friggere
  • aceto di vino bianco
  • zafferano
  • sale

In alcune varianti vengono utilizzati anche sgombri o altro pesce azzurro di piccola-media taglia. Tuttavia il palombo resta uno degli ingredienti più diffusi nella tradizione vastese.

Lo zafferano, oltre a dare il tipico colore dorato, contribuisce a creare un aroma molto riconoscibile che rende il piatto unico nel panorama gastronomico abruzzese.

Come si prepara la scapece alla vastese

La preparazione segue un procedimento semplice ma molto preciso.

Il pesce viene pulito, tagliato a pezzi e infarinato accuratamente. Successivamente viene fritto fino a ottenere una doratura uniforme. Dopo la frittura, il pesce viene salato e disposto in una terrina.

Nel frattempo si porta a bollore l’aceto di vino bianco. Una volta spento il fuoco, si aggiunge lo zafferano che si scioglie completamente nel liquido.

A questo punto il pesce viene immerso nella marinatura e lasciato riposare per almeno 24 o 48 ore. Proprio questo passaggio permette ai sapori di amalgamarsi e dona alla scapece il suo gusto intenso e inconfondibile.

📦 Lo sapevi?

🔵 La parola “scapece” deriva probabilmente dal termine spagnolo escabeche, tecnica di conservazione del pesce diffusa nel Mediterraneo grazie alle dominazioni spagnole

🔵 In Abruzzo la versione più famosa è quella di Vasto, caratterizzata dall’uso dello zafferano

🔵 Tradizionalmente il pesce veniva lavato con acqua di mare prima della preparazione

La scapece nella tradizione di Vasto

A Vasto la scapece non è soltanto un piatto tipico. È un vero simbolo identitario della città.

Durante l’estate, infatti, viene spesso venduta nelle caratteristiche vaschette gialle lungo il centro storico e durante le feste popolari. Inoltre rappresenta uno dei sapori più riconoscibili della costa teatina.

La presenza dello zafferano richiama anche la grande tradizione agricola abruzzese, collegando il mare dell’Adriatico alle coltivazioni dell’entroterra regionale. Allo stesso tempo, questa ricetta racconta il legame storico dell’Abruzzo con le antiche tecniche di conservazione alimentare.

Come accade per molti piatti della tradizione regionale, anche la scapece contribuisce a raccontare l’identità culturale dell’Abruzzo, proprio come altre specialità legate alla cucina marinara e contadina.

Dove è diffusa oggi

La scapece alla vastese è diffusa soprattutto nella provincia di Chieti e lungo la costa adriatica abruzzese. Tuttavia il piatto è conosciuto anche fuori regione grazie alle sagre, agli eventi gastronomici e alla cucina tradizionale locale.

Negli ultimi anni, inoltre, molti ristoranti hanno proposto reinterpretazioni moderne della ricetta. Nonostante questo, la versione tradizionale continua a essere la più apprezzata dagli abitanti del territorio.

FAQ – Curiosità sulla scapece alla vastese

Cos’è la scapece alla vastese?

È un piatto tipico di Vasto a base di pesce fritto marinato in aceto e zafferano, dal caratteristico colore giallo intenso.

Quale pesce si usa nella scapece?

Tradizionalmente vengono utilizzati palombo e ali di razza. In alcune versioni si usa anche pesce azzurro.

Perché la scapece è gialla?

Il colore deriva dallo zafferano sciolto nell’aceto utilizzato per la marinatura.

Quanto tempo deve marinare?

Generalmente almeno 24 ore. Tuttavia molte preparazioni tradizionali prevedono anche 48 ore di riposo.

La scapece alla vastese è un prodotto tradizionale?

Sì, fa parte dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dell’Abruzzo.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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