Blaž Slišković: la storia del Maradona dei Balcani che nel 1987 portò a Pescara una classe che l’Adriatico non aveva mai visto prima

INTRODUZIONE

C’è un episodio che i tifosi del Pescara raccontano ancora oggi con un sorriso. È il momento in cui Blaž Slišković riceve palla in area nella partita di Coppa Italia contro la Roma di Sven-Göran Eriksson e Nils Liedholm. Invece di tirare, si inventa un tunnel su Bruno Conti.

Il boato dei 30.000 dello Stadio Adriatico è immediato. Pescara ha trovato un nuovo idolo. È l’autunno del 1987: un bosniaco di 28 anni, baffi, sigaretta facile e un talento fuori scala.

Il “Maradona dei Balcani”. Una definizione forte, ma incredibilmente aderente. Non a caso, Giovanni Galeone disse di lui:
“Oggi, con un procuratore, si giocherebbe il Pallone d’Oro.”


Le origini: Mostar, il talento e la fuga d’amore

Blaž Slišković nasce a Mostar il 30 maggio 1959. Inizia la carriera nel Velež Mostar, dove mette in mostra tecnica e visione fuori dal comune: 121 presenze e 25 gol.

Successivamente passa all’Hajduk Spalato. Qui gioca cinque stagioni solide, ma la sua carriera prende una piega inaspettata.

Infatti, negli anni ’80 lascia tutto per seguire una ginnasta sovietica a Mosca. Un anno lontano dal calcio. Poi il ritorno… e subito dopo un grave infortunio.

È già chiaro il tratto distintivo: genio e sregolatezza.

Il soprannome “Baka”? Nasce da bambino. Il fratellino non riusciva a pronunciare Blaž. E così quel nome resta per sempre.


Il Marsiglia e l’intuizione di Galeone

La svolta arriva nel 1985. In Coppa UEFA, Slišković affronta il Torino e domina entrambe le partite. Sugli spalti c’è Giovanni Galeone, che prende nota.

Tuttavia, è l’Olympique Marsiglia a muoversi per primo.

In Francia disputa una stagione straordinaria:
gioca con campioni come Papin e Giresse, chiude al secondo posto e viene eletto miglior straniero del campionato.

È pronto per il grande salto.


1987: l’arrivo a Pescara e l’amore immediato

Quando Giovanni Galeone approda al Pescara Calcio, non ha dubbi: vuole Slišković.

Il trasferimento si concretizza. E tra il bosniaco e Pescara scatta subito qualcosa di speciale.

All’esordio in Serie A succede subito qualcosa di storico:
il Pescara batte l’Inter a Milano 0-2.

Slišković segna su rigore contro Walter Zenga.

Poi arriva il tunnel a Bruno Conti. E da quel momento, la città capisce: non è un giocatore normale.


La stagione 1987-88: il Pescara più spettacolare

Il Pescara di Galeone gioca il calcio più bello della Serie A.

Infatti, la squadra sorprende tutti per qualità e coraggio. Accanto a Slišković c’è anche Junior, altro talento puro.

Il risultato?
Una storica salvezza, la prima nella massima serie.

Slišković chiude con:

  • 23 presenze
  • 8 gol

Ma soprattutto lascia qualcosa che va oltre i numeri: uno stile di gioco mai visto prima a Pescara.


L’infortunio che cambia il destino

A fine stagione, il futuro sembra scritto.

Juventus, Roma e altre big lo vogliono.

Poi, però, arriva il momento che cambia tutto:
un grave infortunio al ginocchio.

Cinque mesi fuori. Operazione ai legamenti.

Le trattative si fermano. La carriera prende un’altra direzione.

È il più grande rimpianto.


Il ritorno nel 1992: nostalgia e cuore

Dopo varie esperienze tra Francia e altri club, nel 1992 arriva una chiamata.

È ancora Giovanni Galeone.

Slišković torna al Pescara. Ha 33 anni.

Gioca 18 partite e segna un gol. Tuttavia, il fisico non è più lo stesso.

Resta però il legame con la città. Un legame autentico, fatto di mare, calcio e ricordi.


Tra mito e realtà: caffè, sigarette e classe pura

Intorno a Slišković nascono leggende.

Si parla di dieci caffè al giorno. Di pacchetti di sigarette.

Lui ridimensiona. Però non nega del tutto.

Quello che nessuno può mettere in dubbio è il talento:

  • il tunnel a Bruno Conti
  • il rigore all’Inter
  • le giocate impossibili

Galeone disse che vedeva autostrade dove gli altri vedevano sentieri.

E basta questa frase per capirlo.


Dopo il calcio: allenatore e sogno incompiuto

Dopo il ritiro, Slišković diventa allenatore.

Guida la Bosnia dal 2002 al 2006. Poi gira tra Albania, Romania, Libano e Cina.

Il sogno? Tornare a Pescara da allenatore.

Non è mai successo.

Ma il fatto che lo desiderasse racconta tutto del suo rapporto con la città.


📦 BOX AZZURRO

🔵 Blaž Slišković — in breve

✔ Nato a Mostar nel 1959
✔ Soprannome: Baka
✔ Ruolo: fantasista
✔ Club principali: Velež, Hajduk, Marsiglia, Pescara
✔ Stagione simbolo: 1987-88 (23 presenze, 8 gol)
✔ Impresa: prima salvezza in Serie A del Pescara
✔ Giocata iconica: tunnel a Bruno Conti
✔ Rimpianto: infortunio al ginocchio
✔ Da allenatore: CT Bosnia 2002-2006
✔ Legame con Pescara: profondo e mai interrotto


FAQ — Blaž Slišković e il Pescara: le domande più frequenti

Chi era Blaž Slišković?
È stato un calciatore bosniaco di grande talento, soprannominato il Maradona dei Balcani per le sue qualità tecniche straordinarie.

Perché è così legato a Pescara?
Perché nella stagione 1987-88 fu protagonista della prima storica salvezza in Serie A, lasciando un ricordo indelebile.

Qual è la sua giocata più famosa?
Il tunnel a Bruno Conti in Coppa Italia allo Stadio Adriatico.

Perché non andò alla Juventus o alla Roma?
A causa di un grave infortunio al ginocchio che fermò le trattative con i grandi club.

È tornato al Pescara?
Sì, nella stagione 1992-93, anche se in una fase finale della carriera.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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