La festa di Sant'Andrea a Pescara

La festa di Sant’Andrea a Pescara: storia della processione in mare che dal 1867 trasforma ogni ultima domenica di luglio il Borgo Marino in un luogo di fede e memoria


INTRODUZIONE

C’è una domenica di luglio in cui Pescara non è più una città balneare, è un borgo di pescatori. Le barche si addobbano di festoni e bandiere, il porto canale si riempie di gente, la statua di Sant’Andrea apostolo lascia la sua parrocchia sul Borgo Marino e sale su un’imbarcazione scelta come ammiraglia. Poi la flottiglia prende il largo, costeggia la spiaggia, si ferma all’altezza di Montesilvano e getta in mare le corone di fiori per i caduti nelle acque dell’Adriatico.

È un rito che non ha equivalenti in Abruzzo, l’unica processione religiosa in mare della regione e che affonda le radici in una storia lunga oltre 150 anni. A distanza di oltre 150 anni, ancora oggi i tradizionali festeggiamenti prendono luogo nell’antico borgo marinaro dove proprio attorno al 1867, sulla riva nord del fiume Pescara, si sviluppò un consistente rione di pescatori, tale Borgo Marino, abitato da gente che viveva del mare e affidava la propria sorte alle acque e alla pesca.


Chi era Sant’Andrea apostolo: il pescatore di Galilea

Prima di raccontare la festa bisogna capire chi era il santo e perché i pescatori del Borgo Marino scelsero lui come loro patrono.

Andrea apostolo, fratello di Pietro e patrono dei pescatori, ha portato la parola di Dio in molte zone del Mediterraneo ed è molto venerato nel vecchio quartiere marinaro di Borgo Marino a Pescara nella parrocchia a lui dedicata. Sant’Andrea nacque in Galilea, a Betsaida: pescatore come il fratello Simon Pietro, fu tra i primi apostoli del Signore. Mentre stava pescando nel mare della Galilea, Gesù passandogli vicino gli disse “Seguimi: ti farò pescatore di uomini”, e lui subito insieme al fratello lo seguì.

Un pescatore che lasciò le reti per seguire qualcosa di più grande, una storia che i marinai del Borgo Marino capivano meglio di qualsiasi altra. La scelta di Sant’Andrea come patrono non fu casuale: era il santo che aveva conosciuto il mare dall’interno, che sapeva cosa vuol dire alzarsi prima dell’alba, che capiva la fatica e il rischio di chi vive delle acque.


Il 1867: la chiesa nel Borgo dei pescatori

La storia della festa di Sant’Andrea a Pescara comincia con un anno preciso e con una scelta precisa. La tradizione risale al 1867, quando a Castellammare Adriatico, nella zona del borgo dei pescatori, nei pressi del porto e del fiume, fu costruita una chiesa dedicata a Sant’Andrea apostolo.

Era lo stesso anno in cui veniva smantellata la fortezza cinquecentesca e c’è in questa coincidenza temporale qualcosa di significativo. Il Pescara militare tramontava; il Pescara marinaro e commerciale si affermava. Costruire una chiesa per i pescatori del Borgo Marino nel momento in cui la fortezza cadeva era quasi un atto simbolico di passaggio di consegne, dal Pescara delle armi al Pescara del mare e del commercio.

La Parrocchia di Sant’Andrea è nata durante la seconda guerra mondiale, quando la popolazione viveva nella povertà e nell’abbandono religioso. Nel 1944, dopo che le truppe alleate entrarono in città e cessarono i bombardamenti su Pescara, un padre oblato riaprì l’antica cappella a Borgomarino nell’attuale via Gobetti nella casa degli Spina, famiglia di pescatori del luogo molto stimata.


Il Borgo Marino: un quartiere con la propria anima

Per capire la festa di Sant’Andrea bisogna capire il luogo che la ospita. Il Borgo Marino di Pescara era ed è ancora, per quanto trasformato un quartiere con una propria identità fortissima, distinta dal resto della città. Fra i più antichi quartieri di Pescara, nonostante non sia possibile stabilire con esattezza quando sia sorto il borgo dei pescatori sia a sud che a nord del fiume, l’attuale Borgo Marino si presuppone che già in epoca classica fosse zona di insediamenti stabili poiché la foce del fiume Pescara era considerata scalo importantissimo, specie ai tempi di Diocleziano, per gli scambi con la Dalmazia.

Case basse, vicoli stretti, reti ad asciugare sui balconi, uomini che partivano prima dell’alba e donne che aspettavano sul molo, quella era la vita del Borgo Marino. Una vita dura, scandita dai ritmi del mare e delle stagioni della pesca, con la solidarietà delle comunità piccole e chiuse che si conoscono tutti e sanno bene cosa vuol dire perdere qualcuno nel mare.


Come si svolge la processione: il rito nel dettaglio

La processione di Sant’Andrea ha una struttura precisa che si ripete ogni anno con le stesse fasi, gli stessi gesti, lo stesso significato. La domenica, alle ore 9:30, si celebra la messa nella Parrocchia di Sant’Andrea. Dopo la funzione liturgica, la statua del santo protettore viene portata fuori dalla chiesa parrocchiale per essere condotta sulla riva del porto canale dove ad attendere il corteo c’è una flottiglia di barche, fra le quali ne viene scelta una. All’ammiraglia, così è definita l’imbarcazione prescelta, l’onore e l’incarico di trasportare la statua del patrono durante la processione in mare.

Il corteo esce dal porto al mattino e, spesso seguito da motoscafi e gommoni, in processione costeggia la spiaggia fino all’altezza di Montesilvano, dove viene gettata in acqua una corona di fiori in memoria dei caduti in mare.

Prima di arrivare al porto, però, c’è una sosta che appartiene alla tradizione più intima del quartiere. Tappa obbligatoria è la breve sosta alla piccola statua della Madonna in via Buozzi, per l’occasione addobbata con fiori e lumini.


Le corone ai caduti: il cuore emotivo della processione

Il momento più toccante e più carico di significato è quello delle corone gettate in mare. Saranno affidate al mare le tradizionali corone di fiori, una all’altezza di Piazza Duca, due dinanzi alla stele di D’Annunzio, di cui una in mare aperto e l’ultima dinanzi al porto canale.

È il momento in cui la processione religiosa si fonde con la memoria collettiva della comunità marinara, il gesto con cui i pescatori del Borgo Marino ricordano chi non è tornato dal mare, chi le reti non le ha portate a casa, chi l’Adriatico ha preso e non ha restituito. Un momento che non ha bisogno di spiegazioni per chi conosce il Borgo Marino e sa quanti nomi ci sono nelle lapidi delle famiglie di pescatori.


Le tradizioni popolari: il divieto di bagno e il presagio dell’anno

La festa di Sant’Andrea porta con sé una serie di tradizioni popolari che la distinguono da qualsiasi altra celebrazione estiva pescarese.

La tradizione marinara vuole che in questo giorno non ci si possa bagnare nell’Adriatico se non dopo aver partecipato alla processione. Una tradizione rispettata ancora oggi in molte famiglie del Borgo Marino, un modo di dire che il mare non è solo svago ma rispetto, e che c’è un momento nell’anno in cui il mare appartiene prima al rito che al turismo.

La consuetudine vuole che, se il mare è calmo e dunque la processione si può svolgere regolarmente, l’anno che verrà sarà propizio per la pesca. Viceversa ci sarà da aspettarsi un anno gramo.

La meteorologia come oracolo: il mare che giudica e prevede. Una superstizione che è sopravvissuta all’era dei metereologi e delle previsioni digitali, perché appartiene a una conoscenza del mare che non si impara sui libri ma si trasmette di generazione in generazione nelle famiglie del Borgo.


La rivalità superata: da Pescara e Castellammare unite sul mare

La storia della festa di Sant’Andrea non fu priva di conflitti anche le celebrazioni religiose riflettevano le tensioni civili della città divisa. Anticamente c’era una grande rivalità tra le marinerie delle due sponde del fiume che alle volte finiva con scazzottate e dispetti, ma oggi la festa è vissuta come momento di unione.

Quella rivalità antica è oggi superata e la festa di Sant’Andrea è diventata uno di quei momenti in cui Pescara si riconosce come comunità unita, con una storia condivisa e un patrono marinaro che appartiene a entrambe le sponde.


La notte degli spari: i fuochi di mezzanotte del lunedì

Negli anni la tradizione si è arricchita della notte degli spari di Sant’Andrea, evento molto sentito e apprezzato dai pescaresi che si riversano in spiaggia e sulla riviera il lunedì sera, per assistere ad uno spettacolo pirotecnico che intrattiene il pubblico per circa un’ora a partire dalla mezzanotte.

I fuochi di mezzanotte chiudono i festeggiamenti con il momento più spettacolare, quello che richiama sul lungomare decine di migliaia di persone, che sia domenica o che stiano tornando dalle vacanze. Lungo il fiume e ormai anche lungo la riviera vengono allestite le giostre e le bancarelle dove è possibile gustare la tradizionale frittura di pesce o leccornie di ogni sorta. Fede e sagra popolare, memoria e divertimento, esattamente come vuole la tradizione più autentica delle feste di mare.


BOX RIASSUNTIVO

Festa di Sant’Andrea Pescara — scheda e programma

  • Quando: ultima domenica di luglio
  • Dove: Parrocchia di Sant’Andrea, Borgo Marino Nord, Pescara
  • Origini: 1867 con la costruzione della chiesa nel Borgo Marino
  • Il rito: processione in mare con flottiglia di barche addobbate
  • Percorso: porto canale verso nord fino al confine con Montesilvano
  • Gesto centrale: corone di fiori gettate in mare per i caduti
  • Tradizione: divieto di bagno in mare prima della processione
  • Presagio: mare calmo uguale anno propizio per la pesca
  • Chiusura: notte degli spari, fuochi d’artificio lunedì ore 24
  • Contorno: giostre, bancarelle, frittura di pesce sul fiume
  • Unicità: unica processione religiosa in mare dell’Abruzzo

FAQ – Festa di Sant’Andrea Pescara: le domande più frequenti

Quando si svolge la festa di Sant’Andrea a Pescara? Il momento più atteso della festa è la processione in mare, che si svolge l’ultima domenica di luglio. I festeggiamenti iniziano il sabato precedente e si concludono il lunedì sera con i fuochi d’artificio a mezzanotte.

Perché la processione di Sant’Andrea è unica in Abruzzo? È l’unica processione religiosa in mare dell’intera Abruzzo: la statua di Sant’Andrea viene imbarcata sull’ammiraglia e la flottiglia di barche addobbate a festa costeggia la spiaggia fino all’altezza di Montesilvano, dove vengono gettate corone di fiori per ricordare i caduti e i dispersi in mare.

Quando nacque la festa di Sant’Andrea a Pescara? La tradizione risale al 1867, quando a Castellammare Adriatico, nella zona del borgo dei pescatori, nei pressi del porto e del fiume, fu costruita una chiesa dedicata a Sant’Andrea apostolo. Da quella data la festa è diventata l’appuntamento più atteso dell’estate del Borgo Marino.

Perché non ci si può fare il bagno prima della processione? La tradizione marinara vuole che in questo giorno non ci si possa bagnare nell’Adriatico se non dopo aver partecipato alla processione. È un segno di rispetto verso il santo patrono e verso la comunità marinara che celebra la propria festa più importante.

Cos’è la notte degli spari di Sant’Andrea? La notte degli spari è uno spettacolo pirotecnico che intrattiene il pubblico per circa un’ora a partire dalla mezzanotte del lunedì, con decine di migliaia di pescaresi e turisti che si riversano sulla spiaggia e sulla riviera. È il momento più spettacolare dei festeggiamenti e chiude le celebrazioni in bellezza.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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