Epoca antica di Pescara: dalle origini italiche alla città romana di Aternum

L’epoca antica di Pescara affonda le sue radici in un passato remoto, fatto di scambi, conflitti e trasformazioni. Infatti, il territorio era già abitato prima dell’arrivo dei Romani, grazie alla sua posizione strategica lungo il fiume.
Con il tempo, questo insediamento si sviluppò fino a diventare Aternum, un centro portuale fondamentale per i collegamenti tra Adriatico e Roma.
Per questo motivo, la storia antica della città rappresenta uno dei capitoli più affascinanti dell’identità pescarese.
Le origini: dai primi insediamenti ai popoli italici
Le prime tracce di presenza umana nell’area risalgono a epoche molto antiche. Secondo le fonti, i primi abitanti sarebbero stati gruppi di origine pelasgica, giunti dalle coste dalmate attraversando l’Adriatico.
Successivamente, furono i Vestini a comprendere il valore strategico della zona. Infatti, l’insediamento si trovava in un punto chiave: alla foce del fiume Aterno (oggi Pescara), naturale via di collegamento tra costa e entroterra.
Già dal V secolo a.C., inoltre, esistevano attività legate al commercio e alla navigazione. In particolare, l’area del colle del Telegrafo e quella di Pescara Vecchia mostrano segni evidenti di traffici marittimi.
Nasce così un primo nucleo urbano che, nel tempo, diventa un vero e proprio porto commerciale condiviso anche da Marrucini e Peligni.
Aternum: il porto strategico dell’Adriatico
Con l’arrivo dei Romani, il villaggio assume il nome di Vicus Aterni, per poi diventare Aternum, dal nome del fiume.
Tuttavia, è in epoca imperiale che la città raggiunge la sua piena identità. Viene infatti chiamata anche Ostia Aterni, cioè “foce dell’Aterno”, proprio per indicare il suo ruolo di snodo commerciale.
Questo centro rappresentava un punto nevralgico per:
- i traffici marittimi lungo l’Adriatico
- i collegamenti verso Roma
- l’accesso alla Val Pescara
Inoltre, la sua importanza è confermata dalla presenza nella celebre Tabula Peutingeriana, una mappa delle vie dell’Impero romano.
La conquista romana e la Guerra sociale
I Vestini, insieme ad altri popoli italici come Marsi e Peligni, entrarono inizialmente in conflitto con Roma durante la Seconda guerra sannitica.
Tuttavia, dopo alcune sconfitte, stipularono trattati di alleanza. Nonostante ciò, i rapporti restarono complessi. Infatti, durante la Seconda guerra punica, Aternum si ribellò e fu duramente punita dai Romani.
Il momento decisivo arrivò con la Guerra sociale (91-88 a.C.). In questo conflitto, i popoli italici si ribellarono per ottenere la cittadinanza romana.
Dopo la vittoria di Roma, però, la situazione cambiò radicalmente: grazie alla Lex Iulia, anche gli ex ribelli ottennero i diritti civili.
Di conseguenza, iniziò una rapida romanizzazione del territorio.
La città romana: sviluppo e organizzazione
A partire dal I secolo a.C., Aternum si trasforma progressivamente in una vera città romana.
Nel II secolo d.C., in particolare, raggiunge il suo massimo splendore:
- vengono costruiti edifici pubblici e privati
- il porto diventa sempre più attivo
- si sviluppano culti religiosi, come quello di Giove e della dea Iside
Inoltre, sono state ritrovate tracce di una vasta necropoli nell’area di Rampigna, segno di una comunità stabile e organizzata.
Un elemento fondamentale fu anche la costruzione della via Claudia Valeria nel I secolo d.C.
Questa strada collegava direttamente Aternum a Roma, rafforzando il ruolo commerciale della città.
La città assume così una forma urbanistica ben definita, con un assetto triangolare legato alle principali vie di comunicazione.
Infrastrutture e trasformazioni in età imperiale
Durante l’Impero, Aternum si dota di infrastrutture importanti:
- un ponte sul fiume Aterno
- un porto organizzato
- edifici religiosi e civili
Nel IV secolo, inoltre, viene costruito un edificio monumentale probabilmente dedicato alla Vittoria Augusta.
Tuttavia, nonostante la sua importanza, Aternum non divenne mai municipium.
Infatti, mancano testimonianze di grandi strutture come anfiteatri o teatri.
Le invasioni barbariche e il declino
Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 d.C., anche Aternum entra in una fase di crisi.
Le invasioni barbariche, la guerra gotica e l’arrivo dei Longobardi segnano profondamente il territorio.
Nel 538, la città viene conquistata dai Bizantini guidati da Belisario.
Successivamente:
- vengono costruite nuove mura difensive
- il porto viene potenziato
- nascono strutture militari come il “Castellum ad mare”
Tuttavia, la pressione dei Longobardi aumenta progressivamente.
Tra VI e VII secolo, Aternum diventa un territorio conteso, fino a cadere definitivamente sotto il controllo longobardo.
Un periodo di crisi e trasformazione
Con il dominio longobardo, la città subisce un forte declino.
Le fonti raccontano di:
- distruzioni e incendi
- abbandono delle infrastrutture romane
- riduzione della popolazione
Inoltre, si torna a un’edilizia più semplice, fatta di legno e argilla.
Un episodio simbolico di questo periodo è il martirio di San Cetteo, ucciso nel 597 e oggi patrono di Pescara.
Questo segna la fine dell’epoca antica e l’inizio di una lunga fase di trasformazione che porterà alla Pescara medievale.
BOX
In breve: l’epoca antica di Pescara
✔ Origini legate a popolazioni italiche
✔ Sviluppo come porto strategico (Aternum)
✔ Ruolo chiave nei collegamenti con Roma
✔ Forte romanizzazione dopo la Guerra sociale
✔ Declino con invasioni barbariche e Longobardi
FAQ – Domande sull’epoca antica di Pescara
Quanto era importante Aternum in epoca romana?
Era un porto strategico fondamentale, collegato a Roma tramite la via Claudia Valeria e punto di accesso all’entroterra abruzzese.
Chi abitava Pescara prima dei Romani?
Prima della conquista romana, la zona era abitata da popolazioni italiche come Vestini, Marrucini e Peligni.
Perché Aternum non diventò municipium?
Nonostante la sua importanza commerciale, la città non raggiunse mai lo status amministrativo di municipium, probabilmente per dimensioni e funzione.
Cosa causò il declino della città antica?
Il declino fu dovuto a invasioni barbariche, guerre e crisi economiche, culminate con l’arrivo dei Longobardi.


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