Aurum di Pescara, vista frontale con scritta

Aurum di Pescara: storia e rinascita della Fabbrica delle Idee

Aurum di Pescara, vista frontale con scritta
L’Aurum, edificio simbolo della memoria culturale pescarese

Nel cuore della Pineta Dannunziana, uno dei luoghi più suggestivi della città, sorge l’Aurum di Pescara, storico edificio che nel corso del Novecento ha attraversato diverse trasformazioni. Nato come stabilimento balneare e successivamente divenuto distilleria del celebre liquore Aurum, oggi questo palazzo rappresenta uno dei principali poli culturali della città.

Infatti l’Aurum, conosciuto anche come Palazzo Pomilio, è oggi una “Fabbrica delle Idee”: uno spazio dedicato alla cultura, all’arte e agli eventi, diventato nel tempo uno dei simboli della Pescara contemporanea.


Le origini: il Kursaal della Pescara balneare

La storia dell’edificio inizia nel 1910, quando il progetto venne affidato all’architetto Antonino Liberi. In origine la struttura nacque con il nome di Kursaal, pensata come stabilimento balneare elegante destinato alle famiglie più agiate.

In quegli anni, infatti, la zona della Pineta era stata progettata come una vera e propria stazione balneare d’élite. Il quartiere sorse su aree bonificate all’inizio del XX secolo e divenne rapidamente uno dei luoghi più raffinati della Pescara turistica.

L’edificio aveva una pianta rettangolare e si distingueva per un loggiato con due ordini di arcate, elemento architettonico che conferiva eleganza e monumentalità alla struttura.


La nascita del liquore Aurum

Negli anni Venti il destino del palazzo cambiò profondamente. Nacque infatti l’idea di trasformare il Kursaal in una distilleria per la produzione di un nuovo liquore.

Il progetto coinvolse figure di grande rilievo:

  • Gabriele D’Annunzio, che contribuì all’ideazione del liquore
  • i fratelli Ottorino Pomilio e Umberto Pomilio, imprenditori pescaresi
  • l’architetto Giovanni Michelucci, incaricato dell’ampliamento della struttura

Il liquore prese il nome di Aurum, parola latina che significa “oro”. Il nome richiamava sia il colore dorato della bevanda sia il valore simbolico del prodotto.

Grazie a questa trasformazione, l’edificio divenne uno dei principali poli industriali della Pescara del Novecento.


Architettura dell’Aurum

Con l’intervento di Michelucci negli anni Trenta, il palazzo fu ampliato e trasformato profondamente.

La struttura assunse una forma a ferro di cavallo, caratterizzata da due bracci che si aprono verso l’ingresso principale. Inoltre venne realizzato un corridoio retrostante con logge su due livelli, elemento che rafforza la simmetria dell’intero complesso.

Dal punto di vista stilistico l’edificio riflette l’epoca in cui fu completato. Infatti l’architettura mescola:

  • elementi liberty
  • richiami neoclassici
  • influenze dell’architettura monumentale del periodo fascista

La parte interna del cortile, invece, presenta linee più moderne ed è spesso utilizzata per concerti ed eventi culturali.


Il declino della distilleria

La produzione del liquore Aurum proseguì fino agli anni Settanta. Tuttavia il clima di crisi economica e sociale che caratterizzò gli anni di piombo portò alla chiusura dello stabilimento.

L’azienda trasferì quindi la produzione a Città Sant’Angelo, mentre l’edificio storico di Pescara cadde progressivamente in stato di abbandono.

Per molti anni il palazzo rimase inutilizzato, diventando una presenza silenziosa all’interno della pineta.


Il recupero e la rinascita culturale

La svolta arrivò nel 2003, quando l’edificio fu finalmente recuperato e restaurato.

Dopo il restauro, l’Aurum venne trasformato in un centro culturale multifunzionale chiamato “Aurum – La Fabbrica delle Idee”. Da quel momento il palazzo ha iniziato una nuova vita ospitando:

  • mostre d’arte contemporanea
  • eventi culturali
  • conferenze e incontri pubblici
  • festival e rassegne artistiche

Durante il periodo di abbandono, inoltre, l’edificio aveva già ospitato alcune edizioni della rassegna artistica Fuori Uso, dimostrando il potenziale culturale di questo spazio.

Oggi l’Aurum rappresenta uno dei principali luoghi culturali di Pescara, inserito nel più ampio progetto di valorizzazione della Pineta Dannunziana.


In breve: perché visitare l’Aurum di Pescara

Edificio storico del Novecento
Ex distilleria del celebre liquore Aurum
Architettura tra liberty e neoclassico
Centro culturale della città
Immerso nella Pineta Dannunziana


L’Aurum oggi: simbolo culturale della città

Oggi l’Aurum è molto più di un edificio storico. È diventato uno spazio di incontro tra arte, cultura e memoria urbana.

Qui si tengono eventi importanti della vita culturale cittadina, mostre e presentazioni. Inoltre il complesso ospita anche archivi e materiali storici legati alla produzione del liquore Aurum, conservati presso l’Archivio di Stato di Pescara.

Per questo motivo il palazzo è considerato uno dei luoghi identitari della città, capace di raccontare il passaggio di Pescara da località balneare a centro culturale dinamico.


FAQ – curiosità sull’Aurum di Pescara

Dove si trova l’Aurum di Pescara?

L’edificio si trova nel quartiere Pineta, all’interno della Pineta Dannunziana, una delle aree verdi più importanti della città.

Perché si chiama Aurum?

Il nome deriva dal latino “oro” e fu scelto per il liquore ideato da Gabriele D’Annunzio, caratterizzato da un colore dorato e da una ricetta a base di agrumi.

L’Aurum è visitabile?

Sì. Oggi il palazzo ospita eventi culturali, mostre e convegni ed è uno dei principali spazi culturali pubblici di Pescara.

Quando è stato restaurato l’edificio?

Il recupero dell’ex distilleria è avvenuto nel 2003, quando il palazzo è stato trasformato in centro culturale.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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