Corradino D’Ascanio: il genio nato in provincia di Pescara che ha inventato la Vespa e l’elicottero moderno
🔹 INTRODUZIONE
C’è un ronzio che ha accompagnato il dopoguerra italiano, le strade di Roma negli anni Cinquanta, le scene di Vacanze Romane con Audrey Hepburn e Gregory Peck, e decine di film in tutto il mondo. Quel ronzio è la Vespa. E la Vespa è opera di un abruzzese. Corradino D’Ascanio nacque a Popoli il 1° febbraio 1891 — comune allora della provincia dell’Aquila, oggi di Pescara — ed è stato uno degli ingegneri più geniali d’Italia: inventò il prototipo di elicottero moderno, brevettò l’elica a passo variabile e fu il progettista della Piaggio Vespa. La sua storia è quella di un visionario che non smise mai di sognare, nemmeno quando il mondo non riusciva a stare al passo con le sue idee.
Le origini: un ragazzo che voleva volare
La sua passione per l’aeronautica fu precoce. Nel 1906, a soli quindici anni, a soli tre anni dal primo volo dei fratelli Wright, dopo aver studiato le tecniche di volo e le proporzioni tra peso e apertura alare di alcuni volatili, progettò e costruì una sorta di deltaplano, che usò per lanci sperimentali effettuati dalle colline di Popoli.
Aveva preso le lenzuola dall’armadio e usato stecche di legno, costruendo un aliante rudimentale con cui si lanciò da un pendio, riuscendo a percorrere circa quindici metri. Un esperimento rudimentale, certo — ma in quell’anno in Europa il primo aeroplano a motore aveva appena percorso venticinque metri. D’Ascanio stava già tenendo il passo con i grandi pionieri dell’aviazione mondiale.
Frequentò il Regio Istituto Tecnico Ferdinando Galiani di Chieti, si diplomò nel 1909 e, volendo intraprendere studi ingegneristici, si trasferì a Torino iscrivendosi al Regio Istituto Superiore d’Ingegneria. Si laureò nel 1914 in ingegneria industriale meccanica — proprio mentre l’Europa si preparava alla Prima Guerra Mondiale.
La Grande Guerra e il talento da “problem solver”
La guerra non interruppe la creatività di D’Ascanio: la esaltò. Si arruolò volontario nell’Arma del Genio, divisione “Battaglione Aviatori” di Torino, dove fu assegnato al collaudo dei motori. Grazie al suo genio e alla sua intraprendenza, sui velivoli militari italiani venne installata la prima radiotrasmittente e applicato un meccanismo di riscaldamento dei motori degli aeroplani contro il congelamento dell’olio. Così si guadagnò la fama di genio risolutore.
Nel 1917, volendo comunicare con la fidanzata Paola Paolini a Popoli — dove non esisteva ancora il telefono — D’Ascanio installò un sistema di telecomunicazione, sistemando nelle due abitazioni apparecchi a batteria locale e inserendoli nella rete elettrica dell’illuminazione. Un antenato del telefono di casa, costruito per amore.
Il legame con Pescara: l’elicottero alle Officine Compione
Il legame di D’Ascanio con Pescara è diretto e concreto. Il primo elicottero che costruì nel 1926 fu realizzato presso le Officine Compione di Pescara. Qui, nella città adriatica, D’Ascanio collaudo personalmente il suo prototipo — un elicottero con due rotori coassiali sovrapposti. Durante il collaudo i due rotori si scontrarono e si spezzarono, ma il progettista uscì incolume dal disastro. Era un uomo che rischiava in prima persona per le sue invenzioni.
L’elicottero: il sogno di una vita
Il vero obiettivo di D’Ascanio fu sempre l’elicottero. Nel 1925 fondò una società con il barone Pietro Trojani, che finanziò il suo progetto. I primi prototipi ottennero risultati poco incoraggianti, ma il D’AT3, commissionato dal Ministero dell’Aeronautica, conquistò nel 1930 i primati di altezza, distanza e durata in volo che rimasero imbattuti per alcuni anni.
Nel 1930 il suo terzo prototipo, il DAT3, commissionato dalla Regia Aeronautica, ebbe successo: l’elicottero di D’Ascanio conquistò i primati internazionali di durata, distanza e altezza. Tuttavia, a causa dello scarso interesse del governo italiano, il progetto si arenò. Fu uno dei grandi rimpianti della sua vita.
Le mille invenzioni di un genio instancabile
Mentre lavorava all’elicottero, D’Ascanio non smise mai di inventare. I frutti della sua inventiva spaziarono dal brevetto di un innovativo forno elettrico per la cottura del pane e di dolci al sistema che rileva la velocità delle auto — che ispirerà i moderni autovelox — fino a una macchina per la catalogazione e ricerca rapida di documenti che, si legge nella descrizione del brevetto del 1925, “compie automaticamente la ricerca con la semplice riproduzione dei dati su una tastiera”: in pratica, un antenato dei motori di ricerca che usiamo ogni giorno in internet.
Un inventore che anticipò il futuro di decenni, spesso senza trovare chi fosse pronto ad accogliere le sue idee.
La Vespa: l’invenzione che non voleva fare
La storia più paradossale della vita di D’Ascanio è quella della Vespa. D’Ascanio non amava le motociclette, non se ne era mai occupato dal punto di vista costruttivo e come veicolo non gli piaceva. Tuttavia nel 1945 Enrico Piaggio lo chiamò per progettare un veicolo economico adatto a tutti.
D’Ascanio accettò e ribaltò completamente il concetto di motocicletta. Pensò a un mezzo per chi non era mai salito su una motocicletta e odiava la sua guida difficile: il telaio, dalla forma rivoluzionaria, consentiva a chiunque — anche a “donne e preti”, dirà D’Ascanio — di sedersi facilmente e con qualsiasi abbigliamento, senza il pericolo di sporcarsi, visto che il motore era “lontano e coperto”.
Sembra siano state le parole di Enrico Piaggio, pronunciate davanti al prototipo: “Come farà a reggere due persone con quel vitino da vespa?”, a dare il nome, nel 1946, a quello strano mezzo.
Il primo modello Piaggio, il “98”, fece la sua comparsa nel 1946 al Salone del Ciclo e del Motociclo di Milano. Il successo fu immediato e travolgente, in Italia e all’estero. Nel 1952 la Vespa divenne protagonista del film premio Oscar Vacanze romane, diretto da William Wyler, con Gregory Peck e Audrey Hepburn. Da quel momento la Vespa e D’Ascanio entrarono nella storia del cinema, della moda e del costume mondiale.
Il rimpianto dell’elicottero e gli ultimi anni
Fino alla fine della vita, D’Ascanio non smise di sognare l’elicottero. Ufficialmente in Piaggio non farà più elicotteri, ma nel garage della sua abitazione portò avanti la costruzione di un minuscolo elicottero per uso agricolo — la “Vespa dell’aria” — pronto il 20 luglio 1970, con soluzioni innovative come le pale in vetroresina. Anche questo piccolo gioiello non trovò committenti e volò solo nel giardino di casa.
D’Ascanio morì a Pisa il 5 agosto 1981 e venne sepolto a Popoli nel cimitero comunale nella tomba di famiglia, che lui stesso aveva disegnato. Una tomba progettata come una grande colonna spezzata — l’immagine di un’idea incompiuta, di un volo interrotto. Ma il suo elicottero, nelle mani di altri ingegneri, stava già solcando i cieli di tutto il mondo. E la Vespa, invece, aveva già conquistato il mondo intero.
FAQ – Corradino D’Ascanio: le domande più frequenti
Corradino D’Ascanio era di Pescara? Era nato a Popoli, comune che oggi appartiene alla provincia di Pescara. Il legame con la città è anche diretto: nel 1926 costruì il suo primo prototipo di elicottero presso le Officine Compione di Pescara, dove lavorò durante una fase cruciale della sua carriera.
Chi ha inventato la Vespa? La Vespa fu progettata da Corradino D’Ascanio nel 1945 su incarico di Enrico Piaggio. D’Ascanio non amava le motociclette e proprio per questo le diede una forma completamente nuova, pensando a un veicolo accessibile a tutti, anche a chi non aveva mai guidato.
Perché la Vespa si chiama Vespa? Secondo la leggenda, fu Enrico Piaggio a coniare il nome. Guardando il prototipo disse: “Come farà a reggere due persone con quel vitino da vespa?” — e il nome rimase.
D’Ascanio ha inventato solo la Vespa? No, le sue invenzioni furono molte: l’elicottero moderno, l’elica a passo variabile, un sistema precursore dell’autovelox, un forno elettrico, un antenato dei motori di ricerca digitale. La Vespa fu, paradossalmente, l’invenzione a cui teneva meno — ma quella che lo rese famoso nel mondo.
Dove si può saperne di più su D’Ascanio in Abruzzo? A Popoli si trova la casa natale dell’ingegnere, nel corso Gramsci. La Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo ha organizzato nel corso degli anni mostre dedicate alla sua figura. Per le opere fisiche invece il riferimento principale è il Museo Piaggio di Pontedera, in Toscana, dove è conservata la prima Vespa prodotta.



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