La fusione tra Pescara e Castellammare Adriatico: come nacque la città moderna nel 1927


Introduzione

Oggi Pescara è una città unica, ma fino al 1927 il territorio era diviso tra due comuni distinti: la vecchia Pescara sulla sponda sud e Castellammare Adriatico, città autonoma che occupava l’attuale zona nord.

Le due realtà erano separate dal fiume Pescara e possedevano amministrazioni, identità e interessi diversi. Tuttavia, nel corso del Novecento maturò l’idea di unirle.

La fusione del 1927 rappresenta infatti uno dei passaggi più importanti nella storia di Pescara dalle origini ad oggi, perché segna la nascita della città moderna così come la conosciamo oggi.


Cos’era Castellammare Adriatico e perché oggi non esiste più

Prima del 1927 Castellammare Adriatico era un comune autonomo, situato sulla sponda nord del fiume Pescara.

Molti oggi pensano che si tratti semplicemente di un quartiere della città. In realtà, per oltre un secolo Castellammare Adriatico fu una città indipendente, con una propria amministrazione e una propria identità urbana.

Il confine naturale tra i due centri era proprio il fiume Pescara, che divideva nettamente le due comunità.

Con la fusione del 1927, tuttavia, il comune di Castellammare Adriatico venne ufficialmente unito a quello di Pescara. Da quel momento il nome scomparve dalle carte amministrative, ma continua ancora oggi a vivere nella memoria storica della città.

Ancora oggi molti pescaresi utilizzano il termine Castellammare per indicare la zona nord della città, che corrisponde in gran parte all’antico territorio comunale.


Due città divise dal fiume

Per oltre un secolo il fiume Pescara rappresentò un vero confine amministrativo e culturale.

  • sulla sponda sud si trovava la storica Pescara, legata alla presenza della fortezza e della guarnigione militare
  • sulla sponda nord si sviluppava Castellammare Adriatico, che nel tempo divenne un centro turistico e commerciale

Le due città vivevano quindi una rivalità piuttosto accesa. Ognuna difendeva infatti i propri interessi economici e amministrativi.

Secondo diverse testimonianze dell’epoca, le tensioni tra le due comunità erano talvolta così forti che dovette intervenire l’esercito per evitare scontri tra gli abitanti delle due sponde.


Le origini della divisione tra Pescara e Castellammare

La separazione tra i due comuni risale agli inizi dell’Ottocento.

Nel 1807, infatti, nacque ufficialmente il comune di Castellammare Adriatico con circa 1.500 abitanti. La decisione fu legata alla riorganizzazione amministrativa del Regno di Napoli voluta da Giuseppe Bonaparte.

Le riforme amministrative del 1806 ridisegnarono infatti la struttura territoriale del Regno. Tuttavia, la nuova divisione generò subito diverse difficoltà.

Castellammare Adriatico, ad esempio, non voleva assumersi i debiti della vecchia amministrazione di Pescara. Allo stesso tempo Pescara temeva di perdere il proprio peso politico nella zona.

Per questo motivo già nei primi anni dell’Ottocento si iniziò a discutere di una possibile riunificazione. Tuttavia il Ministero dell’Interno del Regno negò questa possibilità nel 1810.


Lo sviluppo economico nell’Ottocento

Per molti anni Castellammare Adriatico rimase un centro prevalentemente rurale. Tuttavia la situazione cambiò radicalmente nella seconda metà dell’Ottocento.

Il momento decisivo arrivò il 16 maggio 1863, quando fu inaugurata la stazione ferroviaria sulla linea adriatica alla presenza del re Vittorio Emanuele II.

Curiosamente la stazione fu chiamata ufficialmente “Stazione di Pescara”, anche se si trovava nel territorio di Castellammare Adriatico.

Questo evento rappresentò una svolta importante. Infatti:

  • favorì il commercio locale
  • stimolò lo sviluppo turistico
  • accelerò la crescita urbanistica della zona tra la stazione e il mare

Nel giro di pochi decenni l’area cominciò così a trasformarsi in un centro urbano in forte espansione.


Il bombardamento del 1917

Durante la Prima guerra mondiale, Castellammare Adriatico fu colpita da un bombardamento aereo.

Nel 1917, infatti, alcuni velivoli dell’aviazione austriaca tentarono di colpire la linea ferroviaria strategica che attraversava la città.

Il bombardamento causò diverse vittime. Ancora oggi una lapide commemorativa in Corso Vittorio Emanuele II ricorda questo tragico episodio della storia locale.


Il 1927: la nascita della nuova città di Pescara

Con il passare degli anni le rivalità tra i due comuni iniziarono progressivamente a diminuire.

I politici locali compresero infatti che unificare Pescara e Castellammare Adriatico avrebbe rafforzato il territorio dal punto di vista economico e amministrativo.

Questo processo si inseriva nel contesto delle trasformazioni che interessarono Pescara nel Novecento, periodo in cui la città iniziò a svilupparsi rapidamente.

La svolta arrivò nel 1927.

Il 2 gennaio 1927 venne firmato il Regio Decreto dal re Vittorio Emanuele III, che sanciva:

  • la nascita della provincia di Pescara
  • l’unione tra i comuni di Pescara e Castellammare Adriatico

Il decreto fu pubblicato l’11 gennaio nella Gazzetta Ufficiale e entrò in vigore il 12 gennaio 1927.


📦 Curiosità storica

🔵 Il ruolo di Gabriele D’Annunzio

Il poeta pescarese Gabriele D’Annunzio sostenne con forza l’unificazione delle due città.
Scrisse infatti a Benito Mussolini per favorire la creazione della nuova provincia.

Accanto al poeta ebbe un ruolo importante anche il politico abruzzese Giacomo Acerbo, che contribuì a sostenere il progetto a livello governativo.


Un’unica città tra mare e fiume

La fusione del 1927 segnò l’inizio di una rapida trasformazione urbana.

La nuova città iniziò a svilupparsi grazie alla costruzione di:

  • nuovi edifici pubblici
  • infrastrutture
  • quartieri moderni

In particolare, negli anni successivi Pescara durante il fascismo conobbe una forte espansione urbanistica con la realizzazione di nuovi palazzi amministrativi e importanti opere pubbliche.

Il fiume Pescara, che per oltre un secolo aveva rappresentato un confine tra due comunità rivali, divenne così il cuore simbolico della nuova città unificata.

Ancora oggi attraversare i ponti della città significa camminare su quello che un tempo era un vero confine tra due mondi diversi, oggi riuniti in un’unica identità urbana.


FAQ – Domande frequenti sulla nascita della città di Pescara

Quando avvenne la fusione tra Pescara e Castellammare Adriatico?

La fusione fu stabilita il 2 gennaio 1927 con un Regio Decreto firmato da Vittorio Emanuele III. Il provvedimento entrò ufficialmente in vigore il 12 gennaio 1927.


Perché Pescara e Castellammare Adriatico erano separate?

La divisione risaliva alle riforme amministrative del Regno di Napoli nel 1807, quando Castellammare Adriatico divenne un comune autonomo separato da Pescara.


Chi sostenne la fusione delle due città?

Tra i principali sostenitori ci furono Gabriele D’Annunzio e il politico abruzzese Giacomo Acerbo.


Il fiume Pescara era un confine?

Sì. Prima del 1927 il fiume Pescara divideva due comuni distinti, ognuno con la propria amministrazione e identità.

Jasmine Triboletti è autrice per Pescara Racconta, portale dedicato alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio pescarese. Nei suoi articoli approfondisce eventi, personaggi e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità della città e dell’Abruzzo. Pur non essendo originaria di Pescara, nel tempo ha sviluppato un forte legame con la città, fino ad appassionarsi alla sua storia. Attraverso i suoi racconti e approfondimenti, il suo obiettivo è far conoscere Pescara e far innamorare i lettori della sua storia, proprio come è successo a lei.

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